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Sentenza

Sentenza n. 944/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia - in parte qua, della nota prot. n. -OMISSIS-del 25.9.2024 recante rigetto dell’istanza di accertamento di conformità ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, acquisita al prot. n -OMISSIS- del 30.6.2021, nella parte in cui oppone diniego alla sanatoria di opera consistente nella realizzazione di un “piazzale permeabile” in ampliamento al piazzale di pertinenza opificio esistente; - in parte qua, dell’ordinanza n. 44/ U.T. – n. 410/R.G. del 27.9.2024 nella parte in cui ingiunge il ripristino dei luoghi in relazione ai lavori di realizzazione di un “piazzale permeabile” in ampliamento al piazzale di pertinenza opificio esistente; - nonché di tutti gli atti a questi presupposti, connessi e/o conseguenti ed in particolare della nota prot. n. Prot. n.-OMISSIS-del 1.12.2023 recante preavviso di diniego ex art. 10-bis, l. n. 241/1990.

Giustizia amministrativa202401519

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. 380/2001 relativo all’ampliamento di un piazzale permeabile pertinenziale a un opificio, nonché ordinanza di ripristino dei luoghi e preavviso di diniego

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato il diniego di sanatoria relativo alla realizzazione sine titulo di un piazzale permeabile, realizzato in ampliamento al piazzale pertinenziale di un opificio già assentito, nonché la conseguente ordinanza di riduzione in pristino. Ha dedotto la violazione degli artt. 31 e 36 d.P.R. 380/2001, dell’art. 25 delle NTA del PRG, degli artt. 3 e 10-bis l. 241/1990, nonché eccesso di potere per difetto dei presupposti, carenza ed erroneità dell’istruttoria, arbitrarietà, illogicità, contraddittorietà e perplessità. Ha inoltre censurato la violazione della variante di adeguamento del PRG al PUTT/p, dell’art. 2.02 delle NTA del PUTT/p e dell’art. 91 delle NTA del PPTR, sostenendo che l’intervento fosse compatibile con la disciplina paesaggistica o, comunque, che il Comune avrebbe dovuto attivare la procedura di accertamento di compatibilità paesaggistica prima di negare la sanatoria. Infine, ha contestato l’applicazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 e la conseguente demolizione, sostenendo che l’intervento fosse riconducibile al regime dell’art. 37 e soggetto, al più, a sanzione pecuniaria. Il Comune ha sostenuto la necessità di uno specifico titolo edilizio e la legittimità del diniego. La domanda cautelare è stata rinunciata.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato gli atti impugnati nei limiti dell’interesse. Ha ritenuto che l’art. 25 delle NTA del PRG, relativo alle zone per attività primarie di tipo E1, consenta attività industriali strettamente connesse all’agricoltura locale e che il piazzale permeabile, avente le medesime caratteristiche di quello originario, costituisca opera pertinenziale compatibile con l’opificio già legittimamente assentito. Quanto al profilo paesaggistico, il Comune non poteva negare la sanatoria richiamando genericamente il regime vincolistico senza prima attivare e concludere la procedura di accertamento di compatibilità paesaggistica prevista dall’art. 91 delle NTA del PPTR, procedura esperibile anche in sanatoria, richiedendo se necessario documentazione integrativa. Il giudice ha inoltre rilevato che l’opera, priva di nuovi volumi e di variazioni essenziali, avrebbe potuto essere ricondotta al regime della SCIA; la scelta della parte di presentare un’unica istanza ex art. 36 per più interventi non esonerava comunque l’amministrazione dall’applicare il corretto regime sanzionatorio. Per il piazzale trovava applicazione l’art. 37 d.P.R. 380/2001, con sanzione pecuniaria, e non l’art. 31, che comporta demolizione e, in caso di inottemperanza, acquisizione dell’area e sanzioni ulteriori. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Disciplina l’accertamento di conformità richiesto dalla società; il suo utilizzo per la domanda di sanatoria non determina l’applicazione automatica del regime sanzionatorio previsto per gli interventi di cui all’art. 31.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    È il regime sanzionatorio applicabile all’opera pertinenziale priva di titolo ma non riconducibile a un intervento soggetto all’art. 31; prevede la sanzione pecuniaria e non la rimozione dell’opera.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Non era applicabile al piazzale permeabile; la sua applicazione aveva comportato illegittimamente l’ordine di ripristino e le conseguenti sanzioni accessorie.

  • art. 25 NTA del PRG

    La disciplina delle zone E1 consente attività industriali strettamente connesse all’agricoltura locale; il piazzale permeabile pertinenziale all’opificio agricolo-industriale è stato ritenuto compatibile con tale disciplina.

  • art. 8 d.P.R. 160/2010

    Il diniego comunale aveva richiamato una presunta antinomia con tale disposizione, ma il giudice ha escluso che tale ragione giustificasse il diniego di sanatoria.

  • art. 10 della variante di adeguamento del PRG al PUTT/p

    Subordina gli interventi nei territori interessati da aree tutelate alle procedure autorizzatorie previste dall’art. 91 delle NTA del PPTR.

  • art. 91 NTA del PPTR

    La procedura di accertamento di compatibilità paesaggistica può essere richiesta anche in sanatoria; l’amministrazione deve attivarla o consentirne l’attivazione prima di negare la sanatoria per ragioni paesaggistiche.

  • art. 3 l. 241/1990

    È stato invocato in relazione all’obbligo di motivazione del diniego e dell’ordinanza, ma la decisione fonda l’annullamento principalmente sull’erronea valutazione della compatibilità urbanistica e sull’omessa attivazione della procedura paesaggistica.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Riguarda il preavviso di diniego impugnato insieme agli atti conclusivi; la sentenza accoglie il ricorso per le ragioni sostanziali relative alla sanatoria e al regime sanzionatorio.

Massime di principio

  • La realizzazione di un’opera pertinenziale priva di titolo, destinata a servire un opificio legittimamente assentito e coerente con la destinazione urbanistica dell’area, non può essere negata in sanatoria sulla base di un’interpretazione incompatibile con la disciplina di zona quando le norme urbanistiche consentono l’attività produttiva cui l’opera accede.
  • Quando una disciplina paesaggistica prevede una specifica procedura di accertamento di compatibilità paesaggistica esperibile anche in sanatoria, l’amministrazione non può respingere direttamente l’istanza edilizia per ragioni paesaggistiche senza aver previamente attivato e concluso tale procedura, eventualmente richiedendo la documentazione integrativa necessaria.
  • La qualificazione sanzionatoria dell’intervento edilizio dipende dalla sua natura oggettiva e dal regime normativo applicabile, non dalla sola procedura di sanatoria scelta dall’interessato: la presentazione di un’istanza ex art. 36 d.P.R. 380/2001 non consente di applicare automaticamente l’art. 31 d.P.R. 380/2001.
  • Per un intervento pertinenziale che non crea nuovi volumi né comporta variazioni essenziali rispetto all’opera principale, ove riconducibile agli interventi soggetti a SCIA, l’amministrazione deve applicare il regime sanzionatorio dell’art. 37 d.P.R. 380/2001, con sanzione pecuniaria, e non quello demolitorio dell’art. 31.
  • L’ordine di ripristino è illegittimo quando l’amministrazione applica il regime demolitorio dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 a un’opera per la quale la disciplina applicabile prevede soltanto una sanzione pecuniaria.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniVincoli e piani paesaggistici
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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