Cassazione Penale, Sentenza n. 12534/2023 del 24/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente contestava la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per furto con strappo di un telefono cellulare, deducendo vizio di motivazione: sostiene che l'applicazione di localizzazione usata dalla parte offesa avrebbe consentito una vigilanza continuativa sul bene, impedendo lo spossessamento e configurando al più il furto tentato.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto la censura generica rispetto alla ratio della decisione impugnata e, comunque, manifestamente infondata: la Corte ha osservato che la vittima non aveva effettivamente mantenuto un controllo immediato e diretto sul telefono (avendo dovuto usare il cellulare di un'altra persona per localizzarlo) e ha richiamato costante giurisprudenza secondo cui la presenza di sistemi di localizzazione o antifurto satellitare non impedisce la consumazione del reato di furto, essendo tali strumenti idonei solo ad agevolarne il recupero. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137
Riferimento procedurale relativo alla modalità di deposito della requisitoria del Procuratore Generale; non incide sul merito sostanziale del reato.
legge 18 dicembre 2020, n. 176
conversione del decreto-legge n. 137/2020
Riferimento formale alla norma di conversione del citato decreto-legge; utilizzato per inquadrare la validità procedurale della requisitoria.
decreto-legge n. 105 del 2021
Ulteriore richiamo normativo procedurale relativo alle disposizioni emergenziali che disciplinano modalità di deposito documentale e requisitorie; non riguarda la qualificazione del fatto-reato.
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 9394
Principio consolidato: la presenza di un sistema di localizzazione satellitare su un'autovettura non esclude la consumazione del furto, poiché il sistema non impedisce lo spossessamento ma solo facilita il successivo recupero.
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 42774
Conferma del principio che la localizzazione elettronica non è idonea a escludere l'impossessamento illecito e la consumazione del reato di furto.
Giurisprudenza - Sez. 2, n. 39711
Estensione del principio al reato di rapina: anche per la sottrazione di autovetture con antifurto satellitare si ritiene che tale dispositivo non escluda la perdita di controllo materiale e giuridico del bene da parte della vittima fino al momento dell'attivazione o del recupero.
Massime di principio
- La mera presenza di sistemi di localizzazione o antifurto non vieta di ritenere consumato il furto: tali sistemi agevolano il recupero ma non impediscono necessariamente lo spossessamento.
- Per escludere la consumazione (o per derubricare in tentativo) è necessario dimostrare concretamente e inequivocabilmente che il bene non sia mai uscito dalla sfera di controllo materiale e giuridico del proprietario, non bastano deduzioni generiche.
- Se la vittima non esercita un controllo 'in tempo reale' con mezzi propri (ad es. deve usare il telefono di terzi per localizzare il bene) il giudice è portato a ritenere che si sia comunque verificato lo spossessamento.
- La giurisprudenza di legittimità costituisce un parametro vincolante: in casi analoghi i tribunali applicano il principio che localizzazione/antifurto non incidono sulla consumazione del reato, salvo prova contraria molto stringente.
- In situazioni simili la difesa dovrebbe concentrarsi su elementi fattuali specifici (durata e continuità del controllo, modalità di uso del sistema di localizzazione, tempestività del recupero) per poter ottenere una diversa qualificazione del fatto.
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