Sentenza n. 1997/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania – sezione staccata di Salerno che aveva respinto il ricorso contro i provvedimenti comunali del 2023 di inammissibilità delle istanze di riesame e riavvio della pratica di condono edilizio
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda una domanda di condono edilizio presentata nel 1986 dal dante causa dell’appellante per un immobile realizzato senza titolo. Il Comune aveva inizialmente respinto la domanda nel 1996 per il mancato pagamento dell’oblazione e delle ulteriori somme dovute. Nel 1998, tuttavia, aveva comunicato un parere sfavorevole al rilascio della sanatoria, invitando l’interessato a integrare la documentazione e a versare quanto dovuto, con avviso che, in mancanza, la pratica sarebbe stata archiviata. L’invito non era stato riscontrato e non risultava adottato un formale provvedimento di archiviazione. Nel 2023 l’avente causa aveva chiesto il riesame e il riavvio della pratica, dichiarandosi disponibile al pagamento delle somme dovute; il Comune aveva dichiarato le istanze inammissibili, ritenendo definitivo il diniego del 1996 e richiamando, in un secondo atto, un presunto provvedimento di archiviazione del 1998. In primo grado e poi in appello sono stati dedotti: violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 e dei principi del giusto procedimento; carenza di motivazione circa le ragioni ostative al riesame; difetto di istruttoria, contraddittorietà e sviamento, per l’incoerenza tra il diniego del 1996, l’invito del 1998 a regolarizzare la domanda e le diverse ricostruzioni comunali circa l’archiviazione della pratica.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato la sentenza del TAR, accogliendo il ricorso di primo grado e annullando i provvedimenti comunali del 2023. Il giudice ha ritenuto contraddittoria la condotta dell’amministrazione, che, dopo avere respinto nel 1996 la domanda per il mancato pagamento delle somme dovute, nel 1998 aveva invitato l’interessato a regolarizzarla proprio mediante il versamento di quanto dovuto, prospettando l’archiviazione solo in caso di mancata integrazione. Poiché non risultava adottato alcun formale provvedimento di archiviazione, non poteva essere considerata univocamente definita la vicenda sulla base del solo diniego del 1996. L’ambiguità determinata dagli atti amministrativi giustificava l’interesse legittimo dell’avente causa a ottenere la definizione della pratica e il riesame della domanda, anche in considerazione dell’interesse pubblico alla definizione di una pratica risalente e alla certezza della situazione urbanistico-edilizia dell’immobile. La disponibilità al pagamento delle somme dovute, unita al fatto che non erano state indicate ulteriori cause ostative alla sanatoria, rendeva illogico e contraddittorio il diniego di riesame. Gli atti sono stati quindi annullati, con obbligo per il Comune di riesaminare la domanda e consentire il versamento di quanto ancora dovuto per il perfezionamento della pratica. Le spese del doppio grado sono state compensate.
Norme richiamate
l. 28 febbraio 1985, n. 47
Disciplina in base alla quale era stata presentata la domanda di condono edilizio; il giudice dispone il riesame della pratica secondo il relativo paradigma legale.
art. 10-bis l. 241/1990
Invocato dall’appellante in relazione al mancato preavviso di rigetto sulle istanze di riesame e riavvio; la decisione accoglie l’appello per la contraddittorietà e illogicità dell’azione amministrativa, senza fondare espressamente l’annullamento sulla sola violazione di tale disposizione.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione, dopo avere adottato un diniego formalmente definitivo, riapre di fatto il procedimento invitando l’interessato a integrare la documentazione o a versare somme dovute e prospettando l’archiviazione in caso di mancato adempimento, non può successivamente negare il riesame richiamando soltanto il precedente diniego senza chiarire in modo coerente gli effetti degli atti successivi.
- L’assenza di un formale provvedimento di archiviazione successivo a un invito all’integrazione documentale impedisce di ricostruire la vicenda procedimentale in termini univoci quando gli atti amministrativi siano tra loro contraddittori.
- In presenza di determinazioni amministrative ambigue e contraddittorie, l’interesse del privato alla definizione di una risalente pratica edilizia può assumere consistenza di interesse legittimo, soprattutto quando la definizione della pratica sia coerente anche con l’interesse pubblico alla certezza della situazione urbanistico-edilizia.
- È illogico e contraddittorio negare il riesame di una domanda di condono quando l’unica ragione ostativa precedentemente indicata sia il mancato pagamento delle somme dovute e l’interessato manifesti successivamente la disponibilità a effettuare tale pagamento, senza che siano indicate ulteriori cause impedienti.
- Il giudice amministrativo può annullare il diniego di riesame e imporre la riedizione del potere, senza sostituirsi all’amministrazione nella decisione finale sulla sanatoria, quando l’illegittimità derivi dalla contraddittorietà dell’azione amministrativa e dalla mancata definizione coerente della pratica.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 11 mar 2026Sentenza n. 535/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 11 mar 2026Sentenza n. 536/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 11 mar 2026Sentenza n. 537/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 11 mar 2026Sentenza n. 538/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 11 mar 2026Sentenza n. 539/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 11 mar 2026Sentenza n. 77/2026 - Trieste, Sezione 1
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →