Sentenza del 24/10/2022 n. 31344 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di avvisi di accertamento ICI/ICI per omessa dichiarazione (anni 2005-2009) e di atti di rideterminazione del classamento catastale: l'Ufficio aveva riclassificato impianti di depurazione dalla categoria E (destinazione particolare/pubblica) al gruppo D (opifici/attività industriale), con richiesta di tassazione; la società contestava la riclassificazione, chiedeva l'esenzione come bene pubblico (art.7 D.Lgs. 504/1992) nonché l'indicazione di saggio di fruttuosità e rendita catastale pari a zero per immobili destinati esclusivamente a servizio pubblico idrico integrato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha reso decisione mista: ha dichiarato parzialmente estinto il giudizio per alcuni beni per i quali la ricorrente ha rinunciato; ha rigettato alcune censure della ricorrente (tra cui quelle che chiedevano il riconoscimento automatico dell'esenzione fiscale in ragione dello status in house e la qualificazione in categoria E per taluni beni) e, per altre censure (quantificazione del saggio di fruttuosità, determinazione della rendita catastale e vizio di motivazione su taluni avvisi), ha cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte regionale tributaria del Veneto per ulteriore istruttoria e decisione. Inoltre la Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate sul punto del corretto classamento in gruppo D per alcuni impianti, con cassazione e rinvio. Spese compensate tra ETRA Spa e Comune di Vigonza per la parte estinta; la Corte regionale dovrà regolare le ulteriori spese nel rapporto con l'Agenzia.
Norme richiamate
D.Lgs. n.504 del 1992, art. 7, comma 1
1. Sono esenti dall'imposta: a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, nonché dai comuni ... destinati esclusivamente ai compiti istituzionali; b) i fabbricati classificati nelle categorie da E/1 a E/9
La Corte ha richiamato l'articolo per valutare le pretese di esenzione ma ha escluso che lo status di societa' in house determini automaticamente l'esenzione: per beneficiare dell'art.7 a) occorre che la gestione sia gratuita e affidata a soggetto non commerciale; le categorie E non escludono di per sé la natura economica dell'attività, ma la giurisprudenza recente tende a non ricomprendere impianti di depurazione nel gruppo E se hanno autonomia funzionale e reddituale.
D.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142, art. 8
Norma catastale richiamata per i criteri di classamento; la Corte ha utilizzato le regole catastali e i principi di tipologia funzionale e redditivita' per valutare la correttezza del passaggio da categoria E a D.
D.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142, art. 29
Richiamato in relazione alla determinazione della rendita catastale: se non esiste reddito lordo imputabile all'immobile il saggio di fruttuosità puo' risultare zero e la rendita catastale puo' essere fissata in zero, ma tale accertamento richiede valutazione di fatto.
D.L. n. 262 del 2006, art. 2, commi 40-41 (conv. L. 286/2006)
Prevede che nelle categorie E non possano essere compresi immobili o porzioni destinati ad uso commerciale o industriale se dotati di autonomia funzionale e reddituale; la Corte ha richiamato il principio per escludere l'inquadramento in E di impianti depurativi caratterizzati da processo produttivo.
L. n. 241 del 1990, art. 3 e L. n. 212 del 2000, art. 7
Richiamate in relazione all'obbligo di motivazione degli atti amministrativi e degli avvisi di accertamento; la Corte ha esaminato le doglianze sul vizio motivazionale e ha distinto i casi decidibili in sede di legittimità da quelli che richiedono istruttoria di fatto.
Massime di principio
- La qualificazione catastale di impianti di depurazione tende a ricadere nel gruppo D (opifici/attivita' produttive) quando l'impianto ospita processi industriali o produttivi, anche se la destinazione e' a servizio pubblico; la mera funzione di pubblico interesse non basta a collocarli nel gruppo E.
- Lo status di societa' 'in house' o la partecipazione pubblica non determinano automaticamente l'esenzione fiscale prevista per gli immobili pubblici: per l'esenzione occorre verificare i requisiti specifici (destinazione esclusiva, gestione non commerciale o gratuita, assenza di autonomia reddituale).
- La determinazione del saggio di fruttuosità e della rendita catastale richiede accertamenti di fatto sulla esistenza e misura di un reddito imputabile all'immobile; se non esiste reddito lordo il saggio puo' essere zero e la rendita azzerata, ma serve istruttoria puntuale.
- Controversie che riguardano esclusivamente questioni di diritto e interpretazione normativa possono essere decise dalla Corte di Cassazione senza rinvio; se invece emergono accertamenti di fatto necessari, la causa va cassata e rinviata per ulteriore istruttoria.
- Gli avvisi di accertamento devono essere motivati secondo i principi dell'amministrazione trasparente; tuttavia la mera contestazione della motivazione non porta automaticamente all'annullamento se la realtà dei beni accertati e le autorizzazioni esistenti ne confermano la destinazione.
- L'Ufficio che ridetermina il classamento catastale deve valutare autonomia funzionale e reddituale delle porzioni catastali: accertamenti tecnici e documentali sul processo produttivo e sulle dichiarazioni DOCFA sono rilevanti ai fini della riclassificazione.
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