Cassazione Penale, Sentenza n. 36349/2025 del 07/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il pubblico ministero ha impugnato la pronuncia di non punibilità ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen., sostenendo che il Tribunale aveva erroneamente applicato la causa di non punibilità valorizzando esclusivamente la condotta susseguente (la rimozione delle opere abusive) senza valutare la concreta gravità dell'offesa al momento del fatto. Secondo il ricorrente gli abusi contestati non sono esigui perché: riguardano un intero manufatto; sono stati realizzati in totale assenza di titolo abilitativo; ricadono in zona soggetta a vincoli; non sono sanabili; sono stati eseguiti in violazione della normativa antisismica. Pertanto la motivazione sarebbe manifestamente irragionevole e incompatibile con i criteri dell'art. 131-bis e dell'art. 133 cod. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso ammissibile e fondato. Ha annullato la sentenza del Tribunale di Torre Annunziata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al medesimo Tribunale in diversa persona fisica. La Corte ha rilevato che il giudice di merito ha posto rilevanza esclusiva sulle condotte post delictum (rimozione delle opere) e non ha svolto una valutazione complessiva dei criteri indicati dall'art. 133, comma 1, cod. pen. (natura, specie, mezzi, oggetto, tempo, luogo, gravità del danno o del pericolo, intensità del dolo/colpa, ecc.), come richiesto specialmente per i reati urbanistici/paesaggistici. La Corte ha inoltre richiamato la disciplina novellata dell'art. 131-bis e i limiti all'uso della condotta susseguente quale elemento integrativo ma non autosufficiente per dichiarare la particolare tenuità dell'offesa.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen.
novellato dal d.lgs. 10/10/2022, n. 150 e norme collegate
La Corte ricorda che l'art. 131-bis è stato esteso e che la "condotta susseguente al reato" può essere valorizzata ma non può da sola rendere tenue un'offesa che in origine non lo era; deve integrarsi in una valutazione complessiva degli elementi di cui all'art.133.
art. 133, comma 1, cod. pen.
Contiene i criteri (natura, specie, mezzi, oggetto, tempo, luogo, gravità del danno o del pericolo, intensità del dolo o della colpa) che il giudice deve considerare unitariamente per valutare la tenuità dell'offesa.
art. 593, comma 2, cod. proc. pen.
modificato dall'art. 2, comma 1, lett. p), L. 9 agosto 2024, n. 114
La modifica ha inciso sulla possibilità per il pubblico ministero di proporre ricorso per cassazione contro sentenze di proscioglimento per i reati indicati dall'art.550; la Corte ha ritenuto ammissibile il ricorso per sentenza pronunciata dopo la vigenza della legge.
art. 569 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il ricorso per cassazione del pubblico ministero; la Corte ne ha ritenuto esercitabile nel caso concreto.
art. 606 cod. proc. pen.
Elenca i motivi deducibili in cassazione; il ricorso ha dedotto violazione di norme e manifesta illogicità della motivazione rispetto all'art. 131-bis.
d.P.R. n. 380 del 2001 (art. 10, 44 lett. c) d), 64, 65, 71, 72, 83, 95)
capi A, B, C nel capo di imputazione
Norme urbanistiche e edilizie che definiscono gli illeciti contestati; la Corte segnala che per reati urbanistici occorre valutare la consistenza dell'intervento e la sanabilità.
art. 481 cod. pen.
Reato contestato solo a carico di Cimmino (falso in atti pubblici o simile, come per il capo E); citato tra i capi di imputazione.
art. 181, comma 1-quinquies, d.lgs. n. 42 del 2004
Norma richiamata per l'estinzione del reato contestato al capo D nei confronti di entrambi gli imputati; il Tribunale aveva dichiarato non doversi procedere per estinzione.
Convenzione di Istanbul (1.11.2011)
Richiamata come esempio di reati per i quali l'art. 131-bis esclude l'applicabilità della causa di non punibilità; la Corte ha ricordato le esclusioni introdotte dalla novella.
Massime di principio
- La condotta susseguente al reato (ad es. rimozione o ripristino) può contribuire a ridurre la gravità dell'offesa ma non è mai, di per sé, sufficiente a trasformare in tenue un fatto che al momento della commissione ha prodotto un danno o pericolo non esiguo.
- Nei reati urbanistici/paesaggistici il giudice deve valutare unitariamente i criteri dell'art. 133, comma 1 (tipologia e dimensioni dell'intervento, assenza di titolo, vincoli, sanabilità, incidenza sul carico urbanistico, modalità esecutive), prima di riconoscere la non punibilità per particolare tenuità ai sensi dell'art. 131-bis.
- Se l'opera abusiva è non sanabile o è posta in area sottoposta a plurimi vincoli (o viola norme antisismiche), è molto improbabile che l'offesa sia considerata di particolare tenuità, anche se sono state compiute azioni riparatorie successivamente.
- A seguito delle modifiche normative (legge 9 agosto 2024, n. 114 e d.lgs. n.150/2022), il Pubblico Ministero può proporre ricorso per cassazione contro talune pronunce di proscioglimento emesse dopo la vigenza delle modifiche; pertanto la decisione di merito deve essere ben motivata e ancorata ai criteri previsti dalla legge.
- In caso di valutazioni discordanti su applicabilità dell'art. 131-bis, è possibile l'annullamento con rinvio per un nuovo esame complessivo; pertanto il giudice di merito dovrà documentare puntualmente la valutazione comparata di tutti gli indici rilevanti.
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