Sentenza del 06/07/2016 n. 13766 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia n. 1/13/12 del 9 gennaio 2012, che aveva riformato la decisione di primo grado e confermato l’avviso di liquidazione notificato il 12 gennaio 2008. L’avviso revocava l’agevolazione richiesta ai sensi dell’art. 33, comma 3, della legge n. 388/2000 per l’acquisto, il 25 giugno 2002, di immobili inclusi in un piano di recupero convenzionato con il Comune. La ricorrente ha dedotto: 1) la decadenza dell’Amministrazione dal potere di liquidazione, sostenendo che il termine triennale decorresse dal rogito; 2) che il piano di recupero fosse equiparabile a un piano urbanistico particolareggiato ai fini dell’agevolazione; 3) che la norma non imponesse demolizione e ricostruzione e che l’intervento di ristrutturazione fosse stato comunque radicale; 4) in subordine, il diritto all’agevolazione prevista dall’art. 5 della legge n. 168/1982 per i piani di recupero convenzionati.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato tutti e quattro i motivi e, quindi, il ricorso. Il termine triennale per la liquidazione decorreva solo dopo il quinquennio previsto come condizione dell’agevolazione, perché soltanto allora l’Ufficio poteva verificare natura e conformità dell’intervento; l’avviso del 12 gennaio 2008, relativo all’acquisto del 25 giugno 2002, è stato perciò ritenuto tempestivo. L’agevolazione della legge n. 388/2000 riguarda l’edificazione di nuove zone secondo strumenti urbanistici idonei, non il recupero e la ristrutturazione di immobili in una zona già urbanizzata, anche se l’intervento è rilevante o convenzionato. È stata inoltre negata l’applicabilità sostitutiva dell’agevolazione della legge n. 168/1982: i due regimi hanno presupposti e caratteristiche differenti e quest’ultima agevolazione non era stata richiesta nel rogito, che richiamava soltanto quella della legge n. 388/2000. La società è stata condannata a rifondere le spese del giudizio di cassazione, liquidate in euro 5.000, oltre spese prenotate a debito.
Norme richiamate
D.P.R. n. 131/1986, art. 76, comma 2, lett. a)
Ne segue il rispetto del termine triennale di decadenza del potere accertativo dell'amministrazione, essendo stato l'avviso di liquidazione in oggetto notificato il 12 gennaio 2008, a fronte di un atto di acquisto - con previsione attuativa nel quinquennio - del 25 giugno 2002.
Nel caso concreto il termine triennale è stato considerato rispettato: il suo decorso è collegato al momento in cui, completato il quinquennio previsto per l’intervento, l’Amministrazione poteva accertare in modo definitivo la natura e la conformità dell’utilizzazione edificatoria.
Legge n. 388/2000, art. 33, comma 3
Il carattere, pur ampio e sostanziale, della nozione di piano urbanistico particolareggiato così ritenuto rilevante ai sensi della L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3 non si spinge, tuttavia, fino al punto da ricomprendere il diverso strumento di intervento ascrivibile a "piano di recupero" che, ancorchè convenzionato, non preveda l'edificazione in zone di espansione urbanistica, ma unicamente la ristrutturazione (ancorchè molto rilevante) nell'ambito di una zona già urbanizzata.
L’agevolazione non spetta per il solo fatto che l’intervento sia inserito in un piano di recupero convenzionato o comporti una ristrutturazione incisiva: è necessario che ricorra un intervento di edificazione in una zona contemplata da uno strumento urbanistico idoneo, non il mero recupero di un’area già urbanizzata. Il quinquennio previsto per l’attuazione consente all’Ufficio di verificare la sussistenza effettiva dei presupposti.
Legge n. 168/1982, art. 5
Su tale premessa di autonomia e distinzione, in tanto l'agevolazione di cui alla L. n. 168 del 1982, art. 5 poteva essere nella specie riconosciuta, in quanto essa fosse stata debitamente richiesta in atto; là dove, al contrario, risulta che in quest'ultimo l'istanza di agevolazione sia stata univocamente formulata dalla società acquirente con esclusivo richiamo ai presupposti di cui all'art. 33 cit..
Il regime agevolativo per i trasferimenti nell’ambito di piani di recupero convenzionati è autonomo e distinto da quello della legge n. 388/2000. Non può essere invocato in sostituzione di quest’ultimo in sede contenziosa se non è stato specificamente richiesto nell’atto di acquisto.
Massime di principio
- Se un’agevolazione è subordinata all’esecuzione di un intervento entro un periodo determinato, la verifica della decadenza dal beneficio e il termine per la liquidazione possono dipendere dal momento in cui l’intervento è valutabile nella sua consistenza definitiva; occorre quindi distinguere la scadenza del termine per eseguire i lavori dalla successiva verifica della loro natura e conformità.
- Per l’agevolazione dell’art. 33, comma 3, della legge n. 388/2000, la presenza di un piano convenzionato o la rilevanza dei lavori non bastano: conta la finalità sostanziale di nuova edificazione in un’area idonea, non il recupero di fabbricati in una zona già urbanizzata.
- Agevolazioni fiscali diverse, anche se riferite a interventi edilizi connessi, non sono automaticamente fungibili. Il contribuente deve verificare i presupposti di ciascun regime e richiedere espressamente quello applicabile nell’atto, senza poterlo normalmente sostituire solo dopo la contestazione dell’agevolazione originaria.
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