Cassazione Penale, Sentenza n. 36680/2026 del 19/10/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente (indagato)
La controversia
Il Tribunale di Torino, in sede cautelare, aveva respinto la richiesta del pubblico ministero di applicare all’indagato il divieto di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, in relazione a tentata estorsione, furto e danneggiamento. Aveva poi rigettato l’appello del pubblico ministero, confermando l’insussistenza di gravi indizi di colpevolezza e giudicando non credibile il resoconto della persona offesa. Il pubblico ministero ha proposto ricorso per cassazione, censurando con un unico motivo, per violazione di legge e vizio di motivazione, la valutazione negativa dei gravi indizi. Nel ricorso non ha però formulato alcuna deduzione sulle esigenze cautelari.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza di interesse. Il pubblico ministero aveva contestato soltanto l’insussistenza dei gravi indizi, senza prospettare esigenze cautelari: anche un eventuale accoglimento della censura sugli indizi non avrebbe quindi potuto condurre all’applicazione di una misura cautelare né procurare un risultato pratico vantaggioso al ricorrente. La decisione non modifica il rigetto della richiesta cautelare. Il Pubblico ministero aveva concluso per il rigetto del ricorso; la Corte lo ha invece dichiarato inammissibile.
Massime di principio
- È inammissibile per difetto di interesse il ricorso per cassazione del pubblico ministero contro il rigetto dell’appello cautelare quando contesta soltanto l’insussistenza dei gravi indizi e non prospetta la sussistenza delle esigenze cautelari: anche l’accoglimento della censura sugli indizi non potrebbe condurre all’applicazione della misura e non produrrebbe un risultato pratico vantaggioso per l’impugnante.
Come è indicizzato
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