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Ordinanza

Ordinanza n. 34/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) n. 00643/2025, resa tra le parti,

Giustizia amministrativa202600079

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Sicilia, Sezione I, che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il provvedimento prefettizio antimafia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha proposto appello cautelare ai sensi dell'art. 62 c.p.a. contro la reiezione, da parte del TAR, della domanda cautelare. I motivi di impugnazione riguardavano la valutazione prefettizia secondo cui l'impresa avrebbe remunerato continuativamente le casse mafiose e instaurato con una cosca un rapporto strutturale di reciproci vantaggi, consistente anche nell'imporsi sul territorio in posizione dominante. Dal testo emerge, inoltre, che l'appellante contestava la qualificazione del rapporto come non meramente occasionale e non riconducibile a una situazione di mera vittimizzazione. Il quadro considerato dall'amministrazione comprendeva una continuità temporale dal 2017 al 2025 e la presenza di dipendenti con profili di controindicazione.

La decisione

Il CGARS ha respinto l'appello cautelare, ritenendo che, nella sommaria valutazione propria della fase cautelare, non emergessero adeguati ed evidenti profili di fumus boni iuris. La motivazione del provvedimento impugnato indicava elementi idonei a configurare, almeno allo stato, un rapporto strutturale con la cosca, caratterizzato da reciprocità di vantaggi, anziché una mera vittimizzazione dell'impresa. La continuità temporale del rapporto, protrattosi dal 2017 al 2025, e la presenza di dipendenti con profili di controindicazione sono stati ritenuti elementi che supportano provvisoriamente la valutazione prefettizia sulla non occasionalità. Il Collegio ha precisato che tale quadro dovrà essere ulteriormente approfondito e adeguatamente valutato nella sede di merito. Le spese del grado cautelare sono state compensate; l'ordinanza è stata trasmessa al TAR per la fissazione dell'udienza di merito.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare contro le ordinanze cautelari del TAR; il giudice d'appello ha esaminato la domanda nei limiti della cognizione sommaria propria della fase cautelare.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti private.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la verifica del fumus boni iuris resta necessariamente sommaria e non richiede una valutazione definitiva della legittimità del provvedimento prefettizio.
  • Ai fini della valutazione prefettizia antimafia, la continuità temporale dei rapporti con ambienti mafiosi e la presenza di reciproci vantaggi possono sostenere, in via cautelare, la qualificazione del rapporto come strutturale e non occasionale, distinguendolo dalla mera vittimizzazione dell'impresa.
  • La presenza di dipendenti con profili di controindicazione può concorrere, insieme agli altri elementi del quadro indiziario, a supportare la valutazione prefettizia sulla non occasionalità dei rapporti con ambienti mafiosi.
  • La valutazione cautelare favorevole alla tenuta provvisoria dell'atto non pregiudica l'esame di merito, nel quale il quadro indiziario deve essere ulteriormente approfondito e adeguatamente valutato.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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