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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02526/2025 del 21/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza della Corte di appello di Catanzaro, resa in sede esecutiva, che aveva negato il riconoscimento della continuazione tra la condanna per favoreggiamento della latitanza di un esponente mafioso e la successiva condanna per partecipazione ad associazione mafiosa. La difesa sosteneva che il favoreggiamento della latitanza fosse stato strumentale all'affermazione della cosca e dunque inserito in un unico disegno criminoso con il reato associativo. La Cassazione ha però rilevato che i motivi erano inammissibili perché, sotto la veste della dedotta manifesta illogicità della motivazione, chiedevano una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità e comunque non confrontata con gli accertamenti della sentenza di cognizione. In particolare, il giudice dell'esecuzione doveva attenersi a quanto già accertato nelle sentenze definitive: da un lato, l'esclusione della finalità di agevolazione mafiosa nel favoreggiamento; dall'altro, la circostanza che l'emersione del gruppo contrapposto cui i ricorrenti si sarebbero poi affiliati avvenne nel corso della latitanza e non fin dall'inizio. Inoltre, per configurare la continuazione tra i due reati, sarebbe stato necessario che il progetto criminoso di partecipare al diverso gruppo criminale fosse già delineato, almeno nelle linee essenziali, quando iniziò l'aiuto alla latitanza, evenienza non risultante dagli atti richiamati.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, rilevando che le censure non superavano il limite del controllo di legittimità e non evidenziavano una manifesta illogicità della motivazione dell'ordinanza impugnata. Ha quindi confermato il mancato riconoscimento della continuazione in executivis tra il favoreggiamento della latitanza e la successiva condanna per partecipazione mafiosa. Ai ricorrenti è stato imposto il pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    richiamato come reato associativo oggetto della successiva condanna dei ricorrenti, ma non come base sufficiente per dimostrare automaticamente l'unicità del disegno criminoso con il favoreggiamento della latitanza

  • art. 81 c.p.

    evocato implicitamente quale disciplina della continuazione; per riconoscere il vincolo era necessario provare che i reati fossero stati programmati fin dall'inizio almeno nelle linee essenziali

  • art. 666 c.p.p.

    richiamato implicitamente quale sede dell'incidente di esecuzione in cui si chiede il riconoscimento della continuazione in executivis

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso, con pagamento delle spese processuali e somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Nel giudizio di esecuzione, la domanda di riconoscimento della continuazione deve essere valutata sulla base degli accertamenti contenuti nelle sentenze di cognizione definitive, dalle quali il giudice dell'esecuzione non può discostarsi.
  • In sede di legittimità non è consentito dedurre una mera manifesta illogicità della motivazione se essa non emerge dal testo del provvedimento impugnato o dalle decisioni richiamate; altrimenti la censura si risolve in una richiesta di rivalutazione del merito.
  • Per riconoscere la continuazione tra reati è necessario che il medesimo disegno criminoso sia già presente, almeno nelle sue linee essenziali, al momento della prima condotta; non basta la sola successiva connessione funzionale o strumentale tra fatti diversi.
  • L'esclusione di una finalità mafiosa o di una direzione unitaria dell'azione nel fatto originario può costituire elemento ostativo al riconoscimento del vincolo di continuazione con un successivo reato associativo, quando dagli atti non emerga un progetto criminoso originario comune.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCompetenzaResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiContinuazioneOnere della prova

Testo integrale

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