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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37665/2022 del 05/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Milano (15/06/2022) che aveva annullato l'ordinanza del GIP e revocato gli arresti domiciliari nei confronti di Ferretti, contestato per concorso in usura con Ferraro Gianfranco ai danni di Berrini Gabriele Mario. Il PM deduceva vizi di motivazione per presunta valutazione parcellizzata degli elementi probatori e per non aver adeguatamente considerato conversazioni intercettate che, a suo avviso, dimostravano l'adesione dell'indagato al programma delittuoso (in un passaggio avrebbe addirittura proposto il sequestro della vittima).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo di ricorso del PM si risolvesse in una diversa valutazione del quadro indiziario e delle conversazioni intercettate, materia riservata al giudice di merito; la Corte ha inoltre ritenuto la motivazione del Tribunale del riesame corretta e logica nel ritenere, allo stato, insussistenti i gravi indizi di colpevolezza tali da giustificare la misura cautelare. Pertanto è stata confermata la revoca degli arresti domiciliari disposta dal Tribunale del riesame.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 2, n. 31553 del 17/05/2017, Paviglianiti)

    Principio secondo cui il ricorso per cassazione contro misure cautelari è ammissibile solo se denuncia violazione di norme specifiche o manifesta illogicità della motivazione, non per rimettere in discussione la valutazione probatoria di merito.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 1083 del 20/02/1998, Martorana)

    Conferma il limite del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto nelle decisioni cautelari; la Corte non può sostituirsi al giudice di merito sul peso degli indizi.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, n. 49153 del 12/11/2015, Mascolo)

    Ribadisce che il sindacato in Cassazione riguarda vizi argomentativi che incidono sulla logicità e sufficienza minima della motivazione, non la diversa valutazione degli elementi probatori.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 19 del 25/10/1994, De Lorenzo)

    Ulteriore richiamo al principio di autotutela del giudice di merito nella valutazione degli indizi e dei presupposti cautelari.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. VI, sent. n. 46301 del 20/10/2013)

    Sottolinea che l'interpretazione del linguaggio nelle intercettazioni, anche se criptico, è questione di fatto rimessa al giudice di merito e sottratta al sindacato di legittimità, salvo travisamenti o vizi logici evidenti.

Massime di principio

  • Il ricorso per Cassazione contro provvedimenti cautelari è ammissibile solo per vizi di diritto o per manifesta illogicità della motivazione; non può servire a ottenere una diversa valutazione degli indizi di fatto.
  • L'interpretazione delle intercettazioni è valutazione di merito: per attaccarla in Cassazione occorre dimostrare un travisamento dei fatti o una palese illogicità nella motivazione del giudice di merito.
  • Per impugnare con successo decisioni che revocano misure cautelari, il ricorrente deve indicare specifiche omissioni o contraddizioni nella motivazione che incidano sui requisiti minimi di logica e completezza del provvedimento, non limitarsi a proporre una diversa ricostruzione probatoria.
  • Quando il giudice di merito fornisce una motivazione congrua e coerente sull'insussistenza, allo stato, dei gravi indizi, la Cassazione tende a dichiarare inammissibili i ricorsi che chiedono una rivalutazione del peso degli indizi.
  • Nel formulare memorie o ricorsi, è utile esplicitare esattamente quali passaggi argomentativi si ritengono illogici o quali elementi probatori essenziali siano stati omessi, per provare l'esistenza di un vizio di motivazione rilevante in sede di legittimità.

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