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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37502/2022 del 05/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il pubblico ministero impugna l'ordinanza del GUP del 4/3/2021 che aveva disposto la restituzione degli atti al P.M. ritenendo che per i reati contestati dovesse procedersi con citazione diretta a giudizio, mentre il P.M. aveva esercitato l'azione penale con richiesta di rinvio a giudizio. Il ricorso denuncia l'abnormità del provvedimento per aver determinato una indebita regressione del procedimento e la possibilità che il P.M. sia costretto a porre in essere un atto null o incorrere in stasi processuale.

La decisione

Le Sezioni Unite hanno ritenuto che l'ordinanza del GUP che, investito di richiesta di rinvio a giudizio, dispone la restituzione degli atti al P.M. ai sensi dell'art. 33-sexies cod. proc. pen. sull'erroneo presupposto che debba procedersi con citazione diretta è abnorme e quindi impugnabile per cassazione. La Corte ha precisato i limiti della nozione di atto abnorme: è abnorme soprattutto quando la restituzione impone al P.M. di compiere un adempimento che produrrà un atto nullo rilevabile nel corso del processo (determinando stasi e regressione indebita). La decisione individua inoltre distinzioni tra i casi di restituzione conseguente a riqualificazione del fatto e quelli per errata valutazione dei limiti edittali, confermando in generale la possibilità per il P.M. di chiedere la rimozione del provvedimento per cassazione.

Norme richiamate

  • art. 33-sexies cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'ordinanza del GUP di restituzione degli atti al P.M. quando risulta che per il reato debba procedersi con citazione diretta; la Corte considera abnorme l'uso di tale strumento quando implica una restituzione indebita che impone al P.M. l'adozione di un atto successivo nullo

  • art. 550 cod. proc. pen.

    Prevede la possibilità per il giudice del dibattimento, in limine litis, di rilevare la mancata udienza preliminare e disporre la restituzione degli atti; la Corte segnala che il rimedio dell'art. 550, comma 3, non è sempre idoneo a compensare l'imposizione di un adempimento nullo derivante da una indebita restituzione

  • art. 416 cod. proc. pen.

    Regola la modalità del rinvio a giudizio su richiesta del P.M.; la Corte ricorda che la verifica sulla necessità dell'udienza preliminare va effettuata guardando alla disciplina vigente al momento dell'esercizio dell'azione penale

  • art. 4 cod. proc. pen.

    Rinvio ai limiti edittali per la determinazione delle modalità di esercizio dell'azione penale (citazione diretta vs rinvio a giudizio); la Corte evidenzia che il riferimento ai limiti edittali per fini processuali va apprezzato al momento dell'esercizio dell'azione penale

  • art. 2 cod. pen.

    Principio relativo all'applicazione della norma penale nel tempo (trattamento più favorevole), distinto dal principio processuale richiamato dalla Corte

  • principio "tempus regit actum"

    Principio secondo cui la norma processuale applicabile va valutata al momento in cui l'atto processuale viene compiuto; la Corte lo utilizza per affermare che, ai fini del riparto procedurale, si deve guardare alla disciplina vigente all'epoca dell'esercizio dell'azione penale

  • art. 521-bis cod. proc. pen.

    Regola le contestazioni suppletive: la Corte rileva che la preclusione delle contestazioni suppletive può rendere particolarmente gravosa per il P.M. l'imposizione di una restituzione che costringa ad aderire a una qualificazione che impedisce di insistere sull'originaria imputazione

  • Sez. U, n. 25957 del 26/03/2009 (Toni)

    Giurisprudenza di riferimento sulla nozione di atto abnorme che distingue abnormità strutturale e funzionale; la sentenza è centrale per stabilire quando la regressione del procedimento determini abnormità e giustifichi cassazione

  • Sez. U, n. 48590 del 18/04/2019 (Sacco)

    Sentenza che ha chiarito i limiti del modulo procedurale dell'art. 33-sexies, affermando che si riferisce ai vizi desumibili dalla formulazione dell'imputazione così come proposta dal P.M.; le Sezioni Unite nel caso in esame la interpretano come riferimento utile ma non impeditivo per riconoscere l'abnormità fuori dall'ipotesi di riqualificazione

Massime di principio

  • Quando il GUP, investito di richiesta di rinvio a giudizio, dispone la restituzione degli atti al P.M. ai sensi dell'art. 33-sexies sulla base di un presupposto errato (per es. valutazione dei limiti edittali o riqualificazione), tale provvedimento può essere qualificato come abnorme se impone al P.M. un adempimento che darà luogo a un atto nullo rilevabile nel processo
  • Per determinare modalità e riparto procedurale occorre applicare il principio "tempus regit actum": va considerata la disciplina processuale vigente al momento dell'esercizio dell'azione penale
  • La riqualificazione del fatto operata dal GUP non giustifica la restituzione ex art. 33-sexies per evitare l'udienza preliminare: se la restituzione deriva da una riqualificazione impropria è abnorme perché altera l'ordo processus e può creare stasi
  • Il rimedio previsto dall'art. 550, comma 3 (eccezione in limine litis dal giudice del dibattimento), non sostituisce sempre la tutela del P.M. contro una restituzione indebita; se l'atto imposto al P.M. è destinato a essere nullo, il P.M. ha interesse a richiedere la cassazione per rimuovere l'atto abnorme
  • Non ogni illegittimità del GUP configura abnormità: la nozione è eccezionale e richiede che il provvedimento sia avulso dal sistema o determini una stasi/impossibilità di prosecuzione del processo
  • In casi analoghi il P.M. ha legittimazione a ricorrere in Cassazione per far rimuovere un provvedimento di restituzione che configuri abnormità funzionale o strutturale

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