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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37652/2022 del 05/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Salerno che aveva confermato la condanna per concorso in rapine commesse nel 2001-2002. Il ricorrente deduceva, tra l'altro, inosservanza dei termini a comparire in appello e, soprattutto, la mancata declaratoria di estinzione dei reati per prescrizione: avendo già in primo grado riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, il calcolo della prescrizione secondo la disciplina ante riforma 'Cirielli' (applicabile ai fatti del 2001-2002) avrebbe portato all'estinzione dei reati prima della pronuncia di primo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo e ritenuto applicabile la disciplina ante Cirielli, che consente di considerare il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti ai fini del computo della prescrizione. Poiché le attenuanti erano risultate prevalenti, i termini di prescrizione applicabili (individuati dalla Corte nel caso come pari a 15 anni) erano già perenti al momento della pronuncia di primo grado (16/05/2019). Perciò la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e quella di primo grado perché i reati risultano estinti per prescrizione. La Corte ha inoltre osservato che, essendo già sussistente la causa estintiva, questioni di nullità non potevano essere rilevate in Cassazione né giustificare il rinvio.

Norme richiamate

  • Disciplina della prescrizione ante ex Cirielli

    Per i fatti commessi prima della riforma Cirielli si applica la disciplina anteriore che ammette, per il computo della prescrizione, il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti; se le attenuanti prevalgono si applica il termine di prescrizione risultante dalla prevalenza, con effetti favorevoli all'imputato

  • Sezioni Unite - sentenza Cremonese (2002)

    Principio secondo cui, se al giudizio di legittimità risulta già l'esistenza di una causa estintiva del reato, la Corte non può censurare nullità processuali rimandando il giudice di merito: l'esistenza della causa estintiva impone l'immediata applicazione e l'annullamento senza rinvio

Massime di principio

  • Verificare sempre la data di commissione del reato per determinare se si applica la disciplina ante o post riforma Cirielli; la regola applicabile può cambiare radicalmente il termine di prescrizione
  • Quando in primo grado sono state riconosciute attenuanti che prevalgono sulle aggravanti, e si applica la disciplina ante Cirielli, il bilanciamento tra circostanze incide sul termine di prescrizione e può determinare l'estinzione del reato prima della sentenza di primo grado
  • Se al momento del giudizio di legittimità risulta già una causa estintiva (es. prescrizione), la Cassazione applica immediatamente tale causa ed è usualmente tenuta ad annullare senza rinvio, rendendo irrilevanti eventuali nullità processuali che altrimenti richiederebbero un rinvio
  • In impugnazioni per prescrizione è fondamentale calcolare con precisione le scadenze temporali (data del fatto, eventuali interruzioni, data della pronuncia di primo grado e d'appello) per valutare se il reato è già estinto
  • Nel formulare il ricorso è utile dedurre espressamente l'applicazione della disciplina più favorevole (ante riforme) e far valere le statuizioni già operate dal giudice di merito (es. riconoscimento delle attenuanti) se rilevanti ai fini del computo prescrizionale
  • Quando la causa estintiva è già configurabile, le questioni procedurali accessorie (es. nullità processuali) perdono efficacia pratico-giuridica perché non possono giustificare il rinvio del processo di merito

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