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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3528/2023 del 27/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di dissequestro dei beni aziendali. Il ricorrente deduceva che l'assoluzione di Casalini escludeva la responsabilità dell'ente e che la societa aveva cessato l'attivita contestata (smantellamento dell'impianto di imbottigliamento e mutamento della destinazione economica).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: il vizio prospettato era essenzialmente di motivazione, materia per la quale il ricorso per cassazione contro misure cautelari reali e' ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali cosi radicali da rendere incomprensibile il provvedimento. La Corte ha ritenuto invece adeguata la motivazione del Tribunale di Brindisi, che aveva osservato che le condotte contestate coinvolgevano anche altri soggetti (amministratori di fatto Zuccaro Massimo e Zuccaro Sergio), per cui l'assoluzione di Casalini non escludeva la responsabilita dell'ente, e che lo smantellamento era solo apparente (valvole in posizione di chiusura) non provando una modifica irreversibile dell'impianto. Per effetto dell'art. 616 c.p.p. il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.L. n.137/2020, art.23 comma 8

    Indica che il procedimento si celebrava con contraddittorio scritto; citato per descrivere la modalita' procedurale seguita nel giudizio.

  • Codice di procedura penale, art.616

    Prevede la condanna alle spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilita' del ricorso; applicato per condannare il ricorrente a 3.000 euro.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. U, n.5876/2004 Bevilacqua; Sez. U, n.25932/2008 Ivanov; Sez. 1 n.6821/2012 Chiesi; Sez. 5 n.35532/2010 Angelini)

    Richiamate per il principio che il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro preventivo e probatorio è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere incomprensibile il provvedimento; precisano limiti e natura dei vizi ammessi.

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari reali il ricorso per cassazione è ammesso principalmente per violazione di legge o per vizi motivazionali così radicali da rendere il provvedimento incomprensibile; un mero dissenso sulla valutazione delle prove o una censura ordinaria della motivazione spesso comporta l'inammissibilità.
  • L'assoluzione di un singolo soggetto non esclude automaticamente la responsabilità amministrativa dell'ente quando le condotte contestate coinvolgono altri soggetti o amministratori di fatto.
  • Per ottenere il dissequestro basato sullo smantellamento di impianti o sull'interruzione dell'attività è necessario fornire prove dell'irreversibilità della modifica (documentazione tecnica, sopralluoghi, smontaggio effettivo), non semplici misure reversibili come la chiusura di valvole.
  • Chi propone ricorso contro misure reali deve concentrarsi su profili di diritto e su eventuali violazioni di legge; le censure esclusivamente indiziarie o di merito sono a rischio di inammissibilità e di condanna alle spese e alla sanzione ex art. 616 c.p.p.
  • Prima di impugnare, valutare il rischio processuale e la qualita' delle prove a sostegno delle affermazioni (es. prova dello smantellamento), poiché in caso di inammissibilità possono seguire sanzioni economiche.

Testo integrale

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