Cassazione Penale, Sentenza n. 12053/2026 del 30/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza n. 24717/25 della Terza Sezione penale della Corte di Cassazione relativa all'assoluzione per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) per il reato previsto dall'art. 279 del d.lgs. n. 152/2006 (gestione di impianto di depurazione senza le prescritte autorizzazioni e relative emissioni). Contestava in particolare: 1) un errore percettivo nella qualificazione del ruolo del ricorrente (indicato erroneamente come dirigente del Settore Gestione del Territorio, ruolo spettante ad altro coimputato); 2) la valutazione sulla capacità inquinante della condotta (si sarebbe accertato che durante il monitoraggio non vi furono superamenti dei limiti); 3) il principio di diritto secondo cui il rispetto delle norme penali ambientali non è derogabile per ragioni di urgenza o pubblica utilità, sostenendo che la gestione urgente dell'impianto era finalizzata alla tutela ambientale e non poteva essere valutata con priorità tra condotte.
La decisione
Il giudice ha dichiarato il ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. inammissibile. La Corte ha ritenuto che i vizi denunciati non siano riconducibili a un "errore di fatto" nei termini strettamente richiesti dalla norma: il riferimento alla qualifica di dirigente era un refuso non decisivo per la decisione; l'accertamento non escludeva l'effettiva emissione di sostanze inquinanti e la Corte aveva correttamente distinto tra concreta emissione e superamento dei limiti; la questione della presunta inesigibilità della condotta per urgenza è questione di diritto e di merito non sindacabile con il rimedio straordinario. Inoltre la Corte ha richiamato i criteri interpretativi delle Sezioni Unite circa la natura limitata dell'errore di fatto utile all'annullamento. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.; pronuncia resa il 21/01/2026.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Strumento eccezionale che consente la revisione di una sentenza di Cassazione solo per errori di fatto consistenti in sviste o travisamenti degli atti di giudizio che abbiano avuto incidenza decisiva; non è ammesso per rinnovare il giudizio sulla motivazione o su valutazioni di diritto.
art. 279 d.lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale)
Reato di pericolo/reato permanente per l'esercizio di un impianto che produce emissioni senza le previste autorizzazioni: non è necessario provare il superamento di limiti soglia per configurare la responsabilità penale.
art. 131-bis cod. pen.
Istituto della particolare tenuità del fatto che è stato riconosciuto in primo grado e confermato dalla Corte di cassazione con riferimento alle specifiche circostanze del caso, ma non oggetto di revisione col rimedio straordinario invocato.
d.lgs. 155/2010 e ss.mm.ii.
Normativa tecnica di riferimento richiamata nella discussione sul monitoraggio e sui valori limite; la Corte ha distinto tra l'accertamento di emissione concreta e il superamento dei valori limite previsti da tali disposizioni.
art. 616 cod. proc. pen.
Disposizione invocata per imporre al ricorrente l'obbligo di versare alla Cassa delle ammende la somma di € 3.000,00 in considerazione dell'inammissibilità del ricorso e del relativo grado di colpa.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata in relazione ai criteri per l'applicazione delle sanzioni pecuniarie e alla determinazione della somma da versare alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il rimedio dell'art. 625-bis cod. proc. pen. è estremamente limitato: ammette la revisione di una sentenza di Cassazione solo per errori di percezione incontestabili o omissioni/innvenzioni degli atti che siano state decisive, non per criticare la motivazione o il giudizio di diritto.
- Errori formali o refusi nella motivazione (es. indicazione errata della qualifica di una persona) sono irrilevanti se non hanno inciso sulla decisione sostanziale.
- Nei reati ambientali di pericolo (come il funzionamento di impianti senza autorizzazione) non è sempre necessario dimostrare il superamento dei limiti quantitativi: l'esercizio dell'impianto che produce emissioni senza autorizzazione può essere sufficiente per la responsabilità penale.
- La deduzione di una scriminante basata su urgenza o necessità pubblica richiede un'analisi di merito e di diritto non sindacabile con rimedi straordinari: l'asserita "inesigibilità" della condotta deve essere valutata nel concreto e non rientra nella semplice censura di un errore di fatto.
- Chi propone un ricorso straordinario per errore di fatto deve documentare in modo incontrovertibile quale fatto materialmente esistente sia stato omesso o travisato dalla Corte e dimostrare la decisività di tale fatto sull'esito del giudizio, altrimenti il ricorso sarà dichiarato inammissibile e può comportare condanna alle spese e sanzioni accessorie.
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