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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00727/2025 del 11/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento IMU per l’anno 2015, emesso dal Comune di Viterbo per omesso versamento dell’imposta su alcuni immobili siti in Viterbo e catastalmente indicati in diverse particelle e subalterni. In appello la Corte di giustizia tributaria del Lazio aveva riformato parzialmente la decisione di primo grado, ritenendo dovuta l’IMU in parte anche in capo all’Agenzia del Demanio. L’Agenzia del Demanio ha proposto ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: primo, violazione della disciplina IMU/ICI e delle norme sull’organizzazione dell’Agenzia, per avere il giudice di merito erroneamente attribuito all’Agenzia la soggettività passiva IMU sugli immobili del demanio e del patrimonio statale; secondo, in subordine, violazione del giudicato esterno, per non avere considerato una precedente sentenza favorevole relativa all’IMU 2013 sul medesimo fabbricato; terzo, in ulteriore subordine, violazione delle norme sul possesso, per avere escluso che l’Agenzia non avesse il possesso del fabbricato occupato da terzi sine titulo; quarto, violazione delle norme IMU in relazione ad alcuni terreni, per contestare la debenza dell’imposta nonostante l’intestazione catastale e la successiva edificazione di una caserma. Il Comune di Viterbo ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo, ritenendo che l’Agenzia del Demanio non sia soggetto passivo IMU per gli immobili compresi nel demanio e nel patrimonio dello Stato, poiché essa svolge solo funzioni di amministrazione e valorizzazione e non è titolare della proprietà né di diritti reali o concessori su tali beni. Ha dichiarato assorbiti il secondo e il terzo motivo. Ha ritenuto inammissibile il quarto motivo, perché volto in sostanza a sollecitare una rivalutazione del merito e delle prove sull’appartenenza dei terreni, attività preclusa in sede di legittimità. Ha quindi cassato la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo nel merito, ha accolto parzialmente il ricorso originario del contribuente, annullando l’atto impositivo limitatamente ad alcuni fabbricati indicati in motivazione. Le spese dell’intero giudizio sono state compensate per reciproca soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 13 d.l. 6 dicembre 2011, n. 201

    richiamato quale base normativa dell’IMU; non include l’Agenzia del Demanio tra i soggetti passivi

  • L. 22 dicembre 2011, n. 214

    legge di conversione del d.l. n. 201/2011

  • artt. 1 e 3 d.lgs. 30 novembre 1992, n. 504

    la soggettività passiva ICI è riferita al proprietario o al titolare del diritto reale, non all’Agenzia del Demanio

  • art. 9, comma 1, d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23

    per l’IMU il soggetto passivo è individuato nel proprietario degli immobili; l’Agenzia del Demanio non rientra tra i soggetti passivi

  • art. 1, comma 743, L. 27 dicembre 2019, n. 160

    richiamato nel motivo di ricorso in materia IMU

  • art. 2697 c.c.

    richiamato nel motivo di ricorso in tema di onere della prova

  • art. 65 d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300

    attribuisce all’Agenzia del Demanio l’amministrazione degli immobili demaniali e patrimoniali dello Stato, con funzione meramente gestoria

  • art. 1 r.d. 18 novembre 1923, n. 2440

    richiamato nel motivo di ricorso in relazione alla titolarità dei beni dello Stato

  • art. 2909 c.c.

    invocato per il giudicato esterno; motivo assorbito

  • artt. 1 e 2 d.lgs. 30 novembre 1992, n. 504

    richiamati nel motivo sul possesso e sulla debenza dell’ICI/IMU

  • art. 1, comma 2, r.d. 18 novembre 1923, n. 2440

    richiamato in tema di appartenenza dei beni pubblici

  • art. 1, comma 759, lett. a, L. 27 dicembre 2019, n. 160

    richiamato nel motivo di ricorso relativo all’IMU

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    parametro dei motivi di ricorso per cassazione fondati su violazione di legge

  • art. 384, primo comma, c.p.c.

    consente la decisione nel merito quando non occorrono ulteriori accertamenti di fatto

  • art. 92, secondo comma, c.p.c.

    richiamato per giustificare la compensazione delle spese

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    norma sul procedimento camerale non partecipato in Cassazione

Massime di principio

  • In tema di IMU e di ICI, il soggetto passivo è il proprietario dell’immobile o il titolare di un diritto reale o di una concessione amministrativa nei casi previsti dalla legge; il soggetto che cura la mera amministrazione del patrimonio immobiliare statale non assume, per ciò solo, la qualità di contribuente.
  • L’Agenzia del Demanio, pur essendo dotata di personalità giuridica pubblica e di autonomia patrimoniale, non diventa proprietaria dei beni immobili compresi nel demanio e nel patrimonio dello Stato, salvo i beni specificamente conferiti nel suo patrimonio immobiliare.
  • La funzione di gestione e pagamento dei tributi sui beni statali svolta dall’Agenzia del Demanio in base a convenzioni con il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha natura meramente strumentale e non comporta trasferimento della titolarità dominicale.
  • In sede di legittimità, la censura che contesti l’accertamento in fatto sulla proprietà o sul possesso dei beni, mirando a una nuova valutazione delle risultanze probatorie, è inammissibile.
  • Quando il ricorso per cassazione è accolto solo per una parte dei beni o dei capi dell’originaria pretesa tributaria, il giudice di legittimità può decidere nel merito se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.
  • L’accoglimento parziale di un’unica impugnazione riferita a una pluralità di beni può giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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