Cassazione Penale, Sentenza n. 42664/2023 del 19/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente proponeva istanza per ottenere l'applicazione della disciplina del reato continuato in relazione a due sentenze: 1) sentenza della Corte d'appello di Napoli 2 dicembre 2019 (definitiva 20 giugno 2020) per reati tra cui art. 416-bis e 629 c.p. e 2) sentenza della Corte d'appello di Napoli 28 marzo 2014 (definitiva 22 gennaio 2015) per concorso in estorsione continuata pluriaggravata (anche ex art. 7 legge 203/1991). Lamentava che il giudice dell'esecuzione avesse erroneamente escluso il vincolo di continuazione, omettendo di valorizzare elementi a suo favore: in particolare il ruolo del ricorrente come preposto alle estorsioni e all'usura del clan Moccia, la cointeressenza camorristica nei fatti estorsivi e il fatto che per due coimputati (Favella e Ciotola) la continuazione era stata riconosciuta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio secondo cui la continuazione richiede un'anticipata e unitaria ideazione dei reati, dimostrabile tramite indicatori esteriori significativi (omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità di condotta, sistematicità, programmazione dei reati al momento del primo episodio). Ha ritenuto irrilevante che la continuazione sia stata riconosciuta per altri soggetti e ha condiviso la valutazione del giudice di merito secondo cui il fatto giudicato con la sentenza del 28/03/2014 (commesso tra maggio 2007 e agosto 2008) era frutto di autonoma e estemporanea risoluzione, non risultando provata una preventiva ideazione unitaria con i reati associativi. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 81, comma 2, cod. pen.
La norma sul reato continuato richiede l'esistenza di un'unicità di disegno criminoso, ossia l'anticipata e unitaria ideazione di più violazioni già nella mente del reo; tale elemento deve risultare da indici esteriori significativi e non può fondarsi su un programma meramente generico
art. 416-bis cod. pen.
Norma sulla partecipazione ad associazione di tipo mafioso: utilizzata come reato di riferimento nelle sentenze di merito; la Corte osserva che la partecipazione all'associazione non comporta automaticamente il riconoscimento della continuazione con reati 'satellite' se questi non erano programmati al momento dell'ingresso nel sodalizio
art. 629 cod. pen.
Norma sull'estorsione: rilevata quale reato fra quelli giudicati, ma la Corte richiama che la continuità con il reato associativo va valutata concretamente e non può risultare per automatismo
art. 7, legge n. 203/1991
Aggravante legata alla contiguità camorristica: richiamata nelle sentenze di merito ma non sufficiente, di per sé, a dimostrare l'unicità del disegno criminoso se manca la prova della preordinazione dei reati
Massime di principio
- La continuazione (art. 81, comma 2 c.p.) richiede prova di un'anticipata e unitaria ideazione dei reati: non basta la contiguità spazio-temporale o la mera appartenenza a un medesimo sodalizio criminoso
- La partecipazione a un'associazione per delinquere o mafiosa non determina automaticamente la continuazione con i reati commessi nell'ambito dell'attività del sodalizio; è necessario accertare che i reati 'satellite' fossero programmati al momento dell'ingresso nel sodalizio
- Gli elementi fattuali e la valutazione dei giudici di merito circa l'autonomia o l'estemporaneità di singoli episodi sono prevalenti in cassazione e difficilmente rivedibili se sorretti da motivazione adeguata
- La prova della continuità deve fondarsi su indicatori concreti e molteplici (omogeneità dei fatti, nesso funzionale, modalità operative, sistematicità, programmazione antecedente) e non su deduzioni generiche
- Il riconoscimento della continuazione per altri imputati non è automaticamente estensibile: occorre valutare la situazione personale e gli elementi probatori relativi al singolo soggetto
- Per sostenere la continuazione in una situazione analoga, conviene produrre elementi probatori che attestino la preordinazione (es. direttive interne, comunicazioni, ruoli e compiti dettagliati, pianificazione temporale, ripartizione di compiti) e documentare la correlazione strutturale tra i singoli reati e il progetto criminoso complessivo
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