Cassazione Penale, Sentenza n. 50031/2023 del 15/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Condorelli impugnava l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata al commercio di stupefacenti (con ruolo di comando), cessione di stupefacenti ed estorsione aggravata dall'uso del metodo mafioso. I motivi di ricorso dedotti erano: (1) insufficienza e equivocità degli indizi per ritenere il ruolo di capo nell'organizzazione di spaccio, basato secondo il ricorrente su poche intercettazioni; mancata prova di condotte concrete di cessione e mancata motivazione sull'aggravante di cui all'art. 80 DPR 309/90 e sull'esclusione dell'ipotesi lieve di cui all'art. 74, comma 6 DPR 309/90; (2) per il reato di estorsione, contestata l'attribuzione della responsabilità al ricorrente perché la minaccia sarebbe stata proferita dal coindagato e mancava prova del carattere "mafioso"; (3) carenza della motivazione sulle esigenze cautelari, con richiamo generico alla presunzione relativa di cui all'art. 275, comma 3 c.p.p. senza elementi concreti sulla pericolosità e reiterazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto legittima la valutazione del giudice di merito sull'interpretazione delle intercettazioni (questione di fatto rimessa al merito) e ha richiamato l'ampia serie di captazioni che documentavano ruolo di comando, organizzazione stabile e direttive impartite dal ricorrente. Quanto all'estorsione, la Cassazione ha ritenuto sufficiente la presenza non casuale del ricorrente accanto al minacciatore e il collegamento dell'azione all'attività di autonoleggio da lui gestita per configurare il concorso; l'aggravante del "metodo mafioso" è stata ritenuta provata in considerazione del richiamo alla "malavita" operato dal coautore. Sulle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto adeguata la valutazione del Tribunale che, oltre alla presunzione di cui all'art. 275, ha indicato elementi concreti quali l'alto grado di organizzazione, la capacità di reazione alle indagini e la predisposizione di mezzi per continuare l'attività illecita. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; Condorelli è condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
D.P.R. 309/1990, art. 80
L'ordinanza impugnata non ha indicato l'aggravante per "ingente quantità" come elemento decisivo; la Corte rileva che l'assenza di tale aggravante è ininfluente rispetto alla valutazione complessiva della struttura e della continuità dell'attività di spaccio
D.P.R. 309/1990, art. 74, comma 6
La possibile applicazione dell'ipotesi lieve prevista dall'art. 74, comma 6 è stata ritenuta non adeguata dal giudice del riesame, sulla base della numerosità e continuità delle intercettazioni che indicavano attività organizzata; la Corte non ha ravvisato carenza motivazionale su questo punto
Codice di procedura penale, art. 275, comma 3
Il giudice di merito ha richiamato la presunzione relativa di pericolosità (art. 275, comma 3) in presenza di reato associativo e uso del "metodo mafioso"; la Corte ha ritenuto legittimo l'uso della presunzione purché integrata da elementi concreti tratti dal caso (organizzazione, capacità di reazione, mezzi predisposti)
Disp. att. cod. proc. pen., art. 94, comma 1-ter
Norma richiamata in ordine agli adempimenti della Cancelleria dopo la decisione; menzionata nel dispositivo per gli obblighi amministrativi successivi
Massime di principio
- L'interpretazione delle intercettazioni è questione di fatto e resta principalmente di competenza del giudice di merito se adeguatamente motivata con riferimento alla logica e alle massime di esperienza; il sindacato di legittimità è limitato se la motivazione è congrua.
- Il ruolo di "capo" in un'organizzazione di spaccio può essere desunto da un insieme di elementi: ripetute intercettazioni che mostrano direttive, riferimento a gestione di piazze di spaccio, organizzazione stabile e predisposizione di mezzi e luoghi di ricovero; non serve necessariamente il rinvenimento di sostanze in ogni caso.
- Per il concorso in estorsione, anche la mera presenza non casuale sull'area del fatto può integrare il concorso quando sia funzionale a dare sostegno, stimolo o senso di sicurezza all'autore della minaccia; non è necessario essere l'autore verbale della minaccia.
- L'aggravante del "metodo mafioso" può essere riconosciuta se emergono elementi che ricondurranno l'azione a contesti di criminalità organizzata o se gli autori richiamano appartenenti o pratiche riconducibili a tale contesto (es. riferimenti alla "malavita" o uso di metodi intimidatori tipici di organizzazioni criminali).
- Nel valutare le esigenze cautelari il richiamo alla presunzione di pericolosità ex art. 275 c.p.p. deve essere corredato da elementi concreti relativi al caso (grado di organizzazione, capacità di eludere indagini, risorse per proseguire l'attività illecita, stabilità del vincolo associativo); obiezioni generiche sono inefficaci in Cassazione.
- Le doglianze generiche che non affrontano punto per punto la motivazione del giudice di merito sono destinate a essere dichiarate inammissibili; il ricorso deve confrontarsi con i passaggi motivazionali e i fatti ritenuti provati.
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