Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 22436/2023 del 25/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (società)

La controversia

La controversia nasce da due provvedimenti sanzionatori emessi dall’amministrazione doganale nei confronti di una società importatrice, per la presunta errata indicazione del valore in dogana della merce importata nel periodo aprile-giugno 2010, in quanto non sarebbe stato incluso il valore delle royalties dovute ai licenzianti. In primo e secondo grado i giudici di merito hanno respinto la tesi dell’amministrazione, ritenendo che i diritti di licenza non dovessero essere ricompresi nel valore doganale nel caso concreto. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato nullità della sentenza per motivazione apparente, violazione dell’art. 112 c.p.c. e delle norme sulla motivazione della sentenza tributaria; con il secondo ha dedotto violazione delle norme doganali del Codice doganale comunitario e dei criteri di interpretazione contrattuale, sostenendo che la CTR avesse erroneamente sussunto la fattispecie e interpretato i contratti di licenza, valorizzando in modo improprio l’assetto dei rapporti tra le parti e ignorando o travisando i contratti concretamente rilevanti.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il rilievo preliminare della contribuente sull’asserita mancanza di esposizione sommaria dei fatti, ma ha dichiarato inammissibili entrambi i motivi del ricorso. Quanto al primo, ha escluso che la sentenza della CTR fosse affetta da motivazione solo apparente: la decisione impugnata, pur sintetica e riferita a un orientamento giurisprudenziale, rendeva comunque percepibile la ratio decidendi e affrontava la questione giuridica rilevante. Ha inoltre osservato che non potevano coesistere, in modo logicamente coerente, la censura di omessa pronuncia e quella di motivazione apparente. Quanto al secondo motivo, la Corte ha rilevato che sotto la veste della violazione di legge si celava una richiesta di rivalutazione del merito e degli accertamenti in fatto compiuti dai giudici di merito sulla base dei contratti di licenza, attività non consentita in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con conseguente soccombenza dell’Agenzia e applicazione della disciplina sul contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 366 c.p.c.

    esposizione sommaria dei fatti

    l’eccezione di inammissibilità per difetto di esposizione sommaria dei fatti è stata respinta perché il ricorso conteneva comunque un quadro fattuale sufficiente, specie nelle prime pagine.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    la doglianza sulla motivazione apparente e sull’omessa pronuncia è stata esaminata come censura di nullità della sentenza, ma dichiarata inammissibile nel caso concreto.

  • art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.

    richiamato quale parametro della validità della motivazione della sentenza.

  • art. 36 d.lgs. n. 546/1992

    richiamato quale norma sulla motivazione delle sentenze tributarie.

  • art. 112 c.p.c.

    il richiamo all’omessa pronuncia è stato ritenuto incongruo rispetto alla dedotta motivazione apparente.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    la Corte ha ritenuto che, sotto la formale deduzione di violazione di legge, il motivo mirasse in realtà a una rivalutazione del merito.

  • artt. 143, 157, comma 2, 150 e 160 DAC

    norme doganali invocate dall’Agenzia per sostenere l’erroneità della decisione sulla inclusione delle royalties nel valore in dogana.

  • artt. 1362 e ss. c.c.

    richiamati come canoni di ermeneutica contrattuale, ma la censura è stata ritenuta generica e non idonea a scalfire l’accertamento di merito.

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    la Corte ha dato atto della soccombenza della parte ammessa alla prenotazione a debito, escludendo però nel caso concreto ulteriori precisazioni sul contributo unificato nel dispositivo riportato.

Massime di principio

  • In sede di legittimità la motivazione è solo "apparente" quando, pur graficamente esistente, non consente di percepire il fondamento della decisione; non è sufficiente il mero dissenso della parte rispetto alla soluzione adottata dal giudice di merito.
  • La censura di omessa pronuncia e quella di motivazione apparente sono logicamente alternative: se la sentenza non risponde affatto a una domanda o eccezione vi è vizio ex art. 112 c.p.c.; se invece una risposta esiste ma è inidonea a spiegare la decisione, il tema è quello della motivazione apparente.
  • Il controllo di legittimità non consente di sostituire la propria ricostruzione fattuale a quella operata dai giudici di merito quando questi abbiano valutato gli elementi istruttori e i contratti in modo coerente e logicamente comprensibile.
  • La deduzione di violazione dei canoni ermeneutici contrattuali è inammissibile se resta generica o si risolve nella richiesta di una nuova interpretazione del contratto e di una nuova valutazione delle risultanze fattuali.
  • La sentenza di merito supera il sindacato di cassazione quando individua, sia pure sinteticamente, l’asse logico della decisione e la collega alla fattispecie concreta, anche se richiama un orientamento giurisprudenziale e non sviluppa analiticamente ogni passaggio argomentativo.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.