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Ordinanza

Ordinanza n. 480/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del decreto di rigetto dell'istanza di conversione del permesso soggiorno emesso dal Questore di -OMISSIS- in data 26.5.2025 e notificato al ricorrente in data 26.5.2025 e di ogni altro atto preordinato, prodromico, connesso, dipendente e/o conseguente, comunque lesivo della posizione del ricorrente ancorché non comunicato o notificato al ricorrente e di cui egli non sia a conoscenza; atti impugnati con il ricorso principale, nonché del decreto di rigetto dell’istanza conversione del permesso soggiorno emesso dal Questore di -OMISSIS- Prot. -OMISSIS- in data 7.1.2026 e notificato al ricorrente in pari data; atti impugnati con i motivi aggiunti.

Giustizia amministrativa202503539

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo carente il fumus boni iuris. In particolare, il ricorrente non ha fornito elementi idonei a escludere la carenza dei requisiti per il rinnovo del permesso di soggiorno per studio e per la conversione in permesso per lavoro. Non risultano svolte autonome valutazioni sul periculum in mora. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

TAR Lombardia - Milano, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreti del Questore di rigetto dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno, adottati il 26 maggio 2025 e il 7 gennaio 2026

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, con ricorso principale e motivi aggiunti, i decreti del Questore di rigetto dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il giudice ha rilevato, a un sommario esame, l'insussistenza del fumus boni iuris, poiché l'interessato non ha smentito la mancanza dei presupposti per il rinnovo del permesso per motivi di studio, derivante dalla mancata iscrizione all'anno accademico successivo al primo, né la mancanza dei presupposti per la conversione in permesso per motivi di lavoro, non avendo avviato il rapporto di lavoro indicato nel nulla osta n. 121031/25.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata respinta per mancanza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La norma è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la domanda di sospensione deve essere respinta quando, a un sommario esame, il ricorrente non dimostri il fumus boni iuris della pretesa azionata.
  • La mancata iscrizione all'anno accademico successivo al primo può rilevare, ai fini della valutazione cautelare, quale elemento ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio, se l'interessato non ne smentisca la sussistenza.
  • La conversione del permesso di soggiorno per motivi di studio in permesso per lavoro richiede la concreta sussistenza dei relativi presupposti; la mancata instaurazione del rapporto di lavoro indicato nel nulla osta può escludere il fumus della domanda cautelare.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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