Cassazione Penale, Sentenza n. 26958/2025 del 23/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il vizio di calcolo/motivazione. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rideterminato la pena in anni otto e mesi quattro di reclusione (confermando l'annullamento parziale richiesto dal Procuratore generale).
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava contraddittorietà nella motivazione relativa alla determinazione della pena: la Corte d'appello aveva applicato un aumento di 8 mesi e 12 giorni per ciascuno dei 5 reati satellite, ma non aveva correttamente sommato tali aumenti ai sensi dell'art. 81 c.p., determinando così una pena complessiva numericamente errata rispetto a quanto avrebbe dovuto risultare (la corretta somma degli aumenti avrebbe portato a una pena complessiva differente e, dopo la riduzione per scelta del rito, a un diverso minimo finale).
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
La Corte ha richiamato il principio di cumulazione degli aumenti: gli aumenti per i reati satellite devono essere sommati correttamente nella determinazione della pena complessiva; l'errata somma ha costituito il vizio impugnato.
art. 599-bis cod. proc. pen.
Riferimento al giudizio di concordato/accordo sulla pena (pena concordata tra le parti) che ha inciso sulla determinazione della pena di base.
artt. 74, commi 1-4, e 80 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norme del testo unico sugli stupefacenti utilizzate per individuare la pena base dei reati contestati.
art. 7 legge 12 luglio 1991, n. 203 (oggi art. 416-bis.1 cod. pen.)
Riferimento all'aggravante speciale (collegata alla criminalità organizzata) che è stata considerata nella determinazione della pena; la Corte ha indicato come tale aggravante sia stata trattata nel calcolo complessivo.
art. 619, comma 2, cod. proc. pen.
La Corte ha esercitato il potere di annullare senza rinvio e di rideterminare la pena quando l'errore è manifesto e la correzione è possibile direttamente in sede di cassazione.
Massime di principio
- Errori aritmetici o contraddizioni nella motivazione della determinazione della pena (soprattutto nella somma di aumenti per reati continuati o satellite) costituiscono motivo valido di annullamento parziale e possono giustificare la rideterminazione della pena in Cassazione se l'errore è evidente.
- Quando sono applicati aumenti multipli ai sensi dell'art. 81 c.p., il giudice deve esplicitare e rendere trasparente il calcolo cumulativo; in caso contrario la motivazione è contraddittoria e inidonea.
- La presenza di un accordo sulla pena (art. 599-bis c.p.p.) non esime il giudice dall'obbligo di calcolare correttamente gli aumenti e le riduzioni derivanti da aggravanti, continuazione e scelta del rito.
- La Cassazione può annullare senza rinvio e rideterminare la pena (art. 619, comma 2 c.p.p.) quando la correzione è possibile senza necessità di un nuovo esame del fatto o della prova.
- In impugnazioni analoghe è utile che il ricorso indichi chiaramente la discrepanza numerica (con il calcolo corretto) per consentire alla Corte di verificare immediatamente l'errore di computo e, se palese, disporre la rettifica della sanzione.
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