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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32991/2025 del 17/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (impresa)

La controversia

Una società aveva opposto 21 verbali per accesso e circolazione in una ZTL comunale in orari non consentiti, sostenendo, tra l'altro, che il regolamento comunale sulle fasce orarie di accesso fosse discriminatorio perché prevedeva orari più rigidi per la zona interessata rispetto ad altre aree similari, senza adeguata giustificazione, e chiedendone la disapplicazione come atto presupposto delle sanzioni. Il Giudice di pace aveva accolto l'opposizione per un diverso profilo, ritenendo non corretta la qualificazione del veicolo e della responsabilità. In appello il Comune aveva sostenuto che il giudice non potesse disapplicare il regolamento perché la relativa domanda non era stata proposta e che, comunque, la disciplina degli accessi in ZTL rientrasse nella discrezionalità amministrativa ed esprimesse solo interessi legittimi, non essendo sindacabile nel merito. In cassazione il Comune ha dedotto violazione dell'art. 112 c.p.c. e degli artt. 4 e 5 L. n. 2248/1865, nonché violazione degli artt. 4 e 5 della stessa legge in relazione all'art. 3 L. n. 241/1990, censurando la disapplicazione del regolamento comunale e la ritenuta illegittimità della disciplina differenziata delle fasce orarie.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi. Ha affermato che la domanda di disapplicazione del regolamento era stata effettivamente proposta sin dal primo grado e che, nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il giudice ordinario può conoscere incidenter tantum della legittimità dell'atto amministrativo presupposto e disapplicarlo se illegittimo. Ha inoltre ribadito che il sindacato del giudice non invade il merito amministrativo, ma può verificare se la disciplina adottata sia sorretta da una ragionevole giustificazione e non determini ingiustificate disparità di trattamento lesive della posizione soggettiva del destinatario. Ne è seguito il rigetto del ricorso, senza statuizione sulle spese per la mancata costituzione dell'intimata, con attestazione del presupposto per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 204-bis c.d.s.

    norma richiamata come base dell'opposizione avverso i verbali di accertamento di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada

  • art. 7 d.lgs. n. 150/2011

    norma processuale che disciplina l'opposizione a sanzioni amministrative in sede civile

  • art. 7, commi 9 e 14, c.d.s.

    disposizione sostanziale posta a base dei verbali per accesso e circolazione nella ZTL in violazione dei limiti orari

  • art. 112 c.p.c.

    invocato per lamentare ultrapetizione; la Corte ha escluso la violazione poiché la disapplicazione era stata domandata sin dal primo grado

  • artt. 4 e 5 della legge n. 2248/1865

    richiamati quale fondamento del potere del giudice ordinario di disapplicare l'atto amministrativo illegittimo incidenter tantum

  • art. 3 della legge n. 241/1990

    evocato in relazione all'obbligo di motivazione e alla necessità di una giustificazione ragionevole della disciplina differenziata degli accessi

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    norma applicata per dare atto dei presupposti del versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il giudice ordinario può sindacare incidenter tantum la legittimità dell'atto amministrativo presupposto e disapplicarlo se ne riscontra l'illegittimità.
  • La domanda di disapplicazione dell'atto presupposto non richiede formule sacramentali: è sufficiente che la contestazione della legittimità dell'atto emerga in modo chiaro dagli atti difensivi sin dal primo grado.
  • Il controllo giurisdizionale sulla disciplina amministrativa delle limitazioni alla circolazione non si traduce in un sindacato sul merito delle scelte discrezionali, ma può verificare se le differenze di trattamento tra situazioni similari siano sorrette da una ragionevole giustificazione e, in difetto, incidano sulla legittimità del provvedimento.
  • Quando la sanzione dipende dall'applicazione di un regolamento o provvedimento presupposto, la contestazione della sua illegittimità può travolgere la base normativa della sanzione stessa.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniOpposizioni esecutive
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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