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Sentenza

Sentenza n. 1821/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501469

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento della Prefettura di Cosenza del 18 giugno 2025 di revoca immediata delle misure di accoglienza e di allontanamento dal centro di accoglienza

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente asilo)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca delle misure di accoglienza, notificata il 3 luglio 2025, deducendo tre motivi. La decisione esamina per primo il secondo motivo: si contestava che la revoca fosse stata disposta senza un accertamento, almeno mediante sentenza non definitiva, della responsabilità penale dell’interessato. L’avvio del procedimento richiamava una nota dei Carabinieri del 10 marzo 2025, secondo cui il ricorrente era stato arrestato per un reato in materia di stupefacenti, in relazione al possesso di 15,85 grammi di cocaina. Il provvedimento finale era motivato per relationem alla comunicazione di avvio e alla mancata presentazione di memorie o controdeduzioni. I restanti motivi sono stati assorbiti.

La decisione

Il TAR ha accolto il secondo motivo e, ritenendolo risolutivo, ha assorbito gli altri due. Ai sensi degli artt. 23, comma 7, e 6, comma 2, del d.lgs. 142/2015, la revoca per ragioni di pericolosità non presuppone una condanna definitiva, ma richiede almeno una sentenza di condanna, anche non definitiva. La comunicazione dell’arresto da parte dei Carabinieri poteva attestare al più l’esistenza di un procedimento penale, non una sentenza di condanna; la revoca è stata quindi annullata. Spese compensate per le peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 7, d.lgs. 142/2015

    Quando la sussistenza dei presupposti per la valutazione di pericolosità del richiedente ai sensi dell’articolo 6, comma 2, emerge successivamente all’invio nelle strutture di cui agli articoli 9 e 11, il prefetto dispone la revoca delle misure di accoglienza ai sensi del presente articolo e ne dà comunicazione al questore per l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 6

    La revoca delle misure di accoglienza per sopravvenuta valutazione di pericolosità è consentita quando ricorrono i presupposti indicati dall’art. 6, comma 2; tali presupposti non risultano integrati dalla sola segnalazione di un arresto.

  • art. 6, comma 2, d.lgs. 142/2015

    Nella valutazione della pericolosità si tiene conto di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti indicati dall’articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ovvero per reati inerenti agli stupefacenti, alla libertà sessuale, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite ovvero per i reati previsti dagli articoli 12, comma 1, lettera c), e 16, comma 1, lettera d-bis) del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251

    Per fondare la valutazione di pericolosità rilevante ai fini della revoca è sufficiente una condanna non definitiva, ma è comunque necessaria una sentenza di condanna; l’arresto o la mera pendenza di un procedimento penale non soddisfano tale requisito.

Massime di principio

  • La revoca delle misure di accoglienza del richiedente protezione internazionale per ragioni di pericolosità ai sensi degli artt. 23, comma 7, e 6, comma 2, del d.lgs. 142/2015 richiede almeno una sentenza di condanna per uno dei reati rilevanti, anche non definitiva; la sola notizia di un arresto o della pendenza di un procedimento penale non è sufficiente.

Come è indicizzato

MaterieAccoglienza e centri
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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