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Sentenza

Sentenza n. 1156/2026 - Milano, Sezione 3

per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 437/2024 depositata in data 30/01/2024

Giustizia amministrativa202502841

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 437/2024, passata in giudicato e ritualmente notificata, che aveva accertato il suo diritto a ottenere la carta docente per quattro annualità, nella misura di euro 500,00 per ciascun anno, e aveva condannato il Ministero a metterla a disposizione, o a fornire un equivalente, nel rispetto dei vincoli di legge. Il ricorrente ha dedotto il mancato adempimento dell'amministrazione. L'ottemperanza non comprende le spese di lite liquidate dal giudice civile, distratte in favore del difensore, poiché tale parte della pronuncia non è stata fatta valere nel presente giudizio.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha accertato l'inottemperanza del Ministero. Ha rilevato che la sentenza posta in esecuzione era passata in giudicato, ritualmente notificata e che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 per il pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche. Dalla documentazione e dalle dichiarazioni del ricorrente risultava che il Ministero non aveva effettuato alcun pagamento, neppure parziale; inoltre, l'amministrazione, pur costituita, non aveva contestato il credito né fornito indicazioni sull'esecuzione. Il Ministero è stato quindi ordinato a effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza è stato nominato commissario ad acta il Ragioniere Generale dello Stato, con facoltà di delega, incaricato di provvedere entro i successivi 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Ministero e liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento

    Il termine dilatorio per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie delle amministrazioni deve essere decorso prima di poter procedere all'esecuzione forzata o all'ottemperanza nei confronti dell'amministrazione inadempiente.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza promosso per l'esecuzione di una condanna pecuniaria nei confronti di una pubblica amministrazione, l'inottemperanza può essere accertata quando il titolo sia passato in giudicato, sia stato ritualmente notificato, sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge e l'amministrazione non abbia eseguito il pagamento.
  • Quando l'amministrazione, costituita nel giudizio di ottemperanza, non contesti l'esistenza o l'entità del credito e non fornisca elementi sull'avvenuto adempimento, la documentazione prodotta dal ricorrente e le sue dichiarazioni possono fondare l'accertamento del mancato pagamento.
  • Accertata l'inottemperanza, il giudice amministrativo può assegnare all'amministrazione un termine per l'adempimento e nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di ulteriore inerzia, fissandone termini e modalità di intervento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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