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Sentenza

Sentenza n. 431/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501216

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio di divieto di detenzione di armi e materie esplodenti, con ritiro cautelativo delle armi, delle munizioni e dei titoli autorizzativi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto prefettizio adottato ai sensi dell'art. 39 TULPS, nonché il ritiro cautelativo delle armi e la comunicazione di avvio del procedimento. Ha dedotto che gli episodi richiamati dall'Amministrazione — denunce e segnalazioni di polizia risalenti al periodo 2007-2020, relative a minacce, lesioni, maltrattamenti e uccisione di animali, oltre a un episodio del 27 settembre 2024 con un appartenente alla Polizia di Stato — non riguardavano l'uso delle armi e, in parte, erano stati archiviati o non avevano avuto seguito penale. Ha contestato la ricostruzione dell'episodio del 2024, la genericità e non pertinenza delle testimonianze acquisite e l'omessa considerazione della propria condotta irreprensibile in occasione di una minaccia subita nel febbraio 2025. Ha inoltre valorizzato il possesso delle licenze da oltre cinquant'anni senza abusi. Sono stati dedotti eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, illogicità e contraddittorietà della motivazione. Infine, ha contestato il ritiro cautelativo perché eseguito prima della scadenza del termine di 150 giorni assegnato per la cessione delle armi. Il Ministero della Difesa ha chiesto l'estromissione dal giudizio per carenza di competenza in materia.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. e ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che l'art. 39 TULPS attribuisca al Prefetto un potere discrezionale fondato su una valutazione prognostica della possibile inaffidabilità del detentore e sulla probabilità di abuso delle armi o dei titoli autorizzativi. Tale valutazione non richiede un giudicato penale né prove di assoluta certezza e può fondarsi su elementi indiziari e sulla condotta complessiva del soggetto, anche nella vita privata e sociale. Le denunce archiviate o prive di seguito penale conservano rilievo come dati fattuali, soprattutto quando ricorrenti nel tempo; il giudizio di affidabilità ha carattere evolutivo e può essere rivalutato alla luce di nuovi elementi. L'episodio del 27 settembre 2024 è stato ritenuto almeno plausibile e indirettamente corroborato dalle testimonianze sulla propensione del ricorrente a reazioni aggressive, costituendo comunque un elemento aggiuntivo rispetto a un quadro già sufficiente. Il TAR ha escluso che le condotte favorevoli dedotte dal ricorrente dovessero operare come elementi compensativi, poiché la misura è precauzionale e non sanzionatoria: prevale la valutazione complessiva della probabilità non trascurabile di abuso o di condotte penalmente rilevanti. È stata respinta anche la censura sul ritiro anticipato delle armi, ritenuto giustificato dall'urgenza di prevenire il rischio di abuso nelle more della cessione; il ritiro è provvisorio e non impedisce la cessione entro il termine assegnato, decorso il quale può intervenire la confisca. Il Ministero della Difesa è stato estromesso perché privo di competenza e quindi estraneo agli atti impugnati, imputabili al Ministero dell'Interno e alle sue articolazioni territoriali. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 39 TULPS

    è fatto divieto al sig. ... di detenere armi e altre materie esplodenti

    Attribuisce al Prefetto il potere discrezionale e precauzionale di vietare la detenzione di armi alle persone ritenute capaci di abusarne, sulla base di una valutazione prognostica fondata anche su elementi indiziari e sulla condotta complessiva dell'interessato.

  • art. 39, comma 2, TULPS

    Consente il ritiro cautelativo delle armi nelle more della loro cessione, quando tale misura sia necessaria per scongiurare il rischio di abuso; il ritiro ha carattere provvisorio.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando la causa è manifestamente infondata, il quadro istruttorio è completo e le parti sono state sentite.

Massime di principio

  • Il divieto prefettizio di detenzione di armi previsto dall'art. 39 TULPS può essere adottato sulla base di un giudizio prognostico di inaffidabilità e di probabilità di abuso, senza necessità di un giudicato penale o di prove dotate di assoluta certezza.
  • La valutazione di affidabilità ai fini della detenzione di armi può fondarsi sulla condotta complessiva dell'interessato, comprendendo fatti della vita privata e sociale anche non direttamente connessi all'uso delle armi.
  • Le denunce o segnalazioni archiviate o prive di seguito penale possono conservare rilievo come dati fattuali nell'istruttoria prefettizia, soprattutto quando risultino ricorrenti nel tempo; il giudizio di pubblica sicurezza ha carattere evolutivo e può valorizzare nuovi elementi sopravvenuti.
  • La misura prevista dall'art. 39 TULPS ha natura precauzionale e non sanzionatoria; pertanto, le condotte favorevoli dell'interessato non operano necessariamente come elementi compensativi rispetto a un quadro complessivo indicativo di una non trascurabile probabilità di abuso.
  • Il ritiro cautelativo delle armi può essere eseguito prima della scadenza del termine assegnato per la cessione quando ciò sia necessario per prevenire il rischio di abuso; il ritiro provvisorio non impedisce la cessione entro il termine stabilito.


Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaEccesso di potere

Testo integrale

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