Sentenza del 07/07/2015 n. 279 - Comm. Trib. Prov. Como
AUTOTUTELA - Ricorso contro rigetto dell'istanza di autotutela - Inammissibilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso contro il diniego di autotutela è stato dichiarato inammissibile. Il contribuente non può utilizzare l'impugnazione del diniego per recuperare i termini processuali ormai scaduti o per ottenere una nuova valutazione giudiziale di un atto che avrebbe dovuto contestare con i rimedi ordinari.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava il rigetto dell'istanza di autotutela, chiedendo al giudice di sindacare il rifiuto dell'Ufficio e, in sostanza, di riaprire la contestazione dell'atto impositivo. La decisione chiarisce però che l'autotutela non costituisce un rimedio giurisdizionale alternativo o sostitutivo rispetto all'impugnazione ordinaria degli atti tributari entro i termini previsti dalla legge.
Norme richiamate
Disciplina dell'autotutela tributaria
L'autotutela non è un mezzo di tutela del contribuente sostitutivo dei rimedi giurisdizionali.
L'esercizio dell'autotutela rientra nei poteri dell'Amministrazione e non consente, di regola, al contribuente di eludere i termini e le modalità previste per impugnare gli atti tributari.
Norme processuali tributarie sui termini di impugnazione
Gli atti impositivi devono essere contestati tempestivamente mediante i rimedi giurisdizionali ordinari. La mancata impugnazione nei termini non può essere sanata, di regola, attraverso un ricorso contro il successivo diniego di autotutela.
Massime di principio
- L'autotutela è uno strumento eccezionale e amministrativo, non un sostituto del ricorso tributario ordinario.
- La presentazione di un'istanza di autotutela non sospende necessariamente i termini per impugnare l'atto impositivo: è quindi prudente proporre tempestivamente il ricorso ordinario.
- Il diniego di autotutela non può normalmente essere impugnato per riaprire una controversia il cui termine processuale è scaduto.
- L'eventuale contestazione del diniego può assumere rilievo solo nei casi e nei limiti riconosciuti dalla specifica disciplina applicabile, senza trasformare l'autotutela in un nuovo grado di giudizio.
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