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Sentenza

Sentenza del 22/03/2022 n. 9187 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I contribuenti avevano chiesto il rimborso dell'ICI per il 2011 sostenendo che il valore venale del terreno fosse di €25/mq (perizia giurata) mentre avevano versato l'imposta assumendo €55/mq. Il Comune aveva ritenuto congruo il valore adottato (deliberato dall'ente e ridotto a €55/mq nel 2011) e aveva respinto implicitamente la domanda di rimborso. In primo grado la CTP aveva accolto il ricorso dei contribuenti ritenendo che l'Amministrazione non avesse dimostrato la congruità dei propri valori; la CTR ha rigettato l'appello del Comune. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione denunciando errori di diritto relativi al riparto dell'onere della prova, all'utilizzabilità di una perizia prodotta in appello, alla corretta applicazione del principio che il valore venale va determinato alla data del 1° gennaio dell'anno di imposizione, e vizi di motivazione della sentenza d'appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i primi tre motivi del Comune (violazione delle norme sul riparto dell'onere della prova, ammissibilità e valutazione della perizia prodotta in appello, e corretta applicazione del criterio temporale del valore venale al 1° gennaio dell'anno di imposta), ritenendo infondato il quarto motivo. Ha cassato la sentenza della CTR e rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale della Toscana per nuovo esame, demandando alla CTR anche la decisione sulle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5

    Per le aree fabbricabili il valore è il valore venale in comune commercio alla data del 1° gennaio dell'anno di imposizione; tale valore ha rilevanza annuale e i criteri usati per la determinazione devono riferirsi a quella data.

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 52 e 59

    Le delibere comunali che determinano periodicamente i valori delle aree per zone omogenee sono fonti di presunzione (analoghe agli indici) che delimitano il potere di accertamento del Comune e ammettono prova contraria da parte del contribuente.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 32 e 36

    Norme processuali tributarie richiamate in relazione alla produzione documentale e all'attività valutativa della Commissione in sede d'appello; la produzione di documenti in appello è ammessa salvo preclusioni specifiche.

  • Codice di procedura civile, artt. 112 e 115

    Art. 112 (corrispondenza tra chiesto e pronunciato) e art. 115 (sulla contestazione) non ostano alla valutazione complessiva delle difese tra primo e secondo grado; non possono essere usati per invalidare la posizione del Comune se questi ha effettivamente contestato il valore venale indicato dai contribuenti.

  • Codice di procedura civile, art. 360, n. 3

    Fondamento dei motivi di cassazione per violazione di norme di diritto o per falsa applicazione di norme processuali, invocato per censurare la valutazione errata del riparto dell'onere della prova e la falsà applicazione delle norme tributarie.

  • Art. 2967 c.c.

    Richiamato nella censura ma non decisivo: attiene alla prova dell'esistenza di diritti reali e del loro valore; la Corte non lo pone al centro della decisione ma è stato evocato in relazione all'onere probatorio.

  • Cost., artt. 3, 24 e 111

    Principi costituzionali sulla ragionevole tutela giurisdizionale, diritto alla difesa e adeguatezza della motivazione; la Corte ricorda che il giudice d'appello deve fornire una motivazione minima comprensibile.

Massime di principio

  • Quando il Comune determina valori venali per zone omogenee con delibera, tali valori producono una presunzione che limita il potere di accertamento: spetta al contribuente fornire prove idonee a dimostrare un valore inferiore.
  • La produzione di perizie o documenti in appello è in linea di principio ammissibile; il giudice d'appello deve valutare la loro idoneità a superare la presunzione del valore comunale, non pretendere un confronto 'punto per punto' delle allegazioni.
  • Per le aree fabbricabili il valore rilevante è quello venale al 1° gennaio dell'anno di imposizione: tutte le determinazioni tecniche e finanziarie devono essere valutate con riferimento a quella data.
  • Il giudice d'appello non è obbligato a esaminare ogni singola argomentazione delle parti in dettaglio, ma la motivazione deve comunque consentire di comprendere il percorso logico; motivazioni contraddittorie o incomprensibili possono essere censurate in Cassazione.
  • In controversie tributarie sul valore degli immobili, il corretto riparto dell'onere della prova è determinante: la presenza di delibere comunali valorizzanti costituisce presunzione a favore dell'amministrazione, che ammette prova contraria da parte del contribuente.

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