Cassazione Penale, Sentenza n. 4312/2022 del 07/02/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Potenza relativa al sequestro probatorio: Durdevic contestava la mancata restituzione di beni per i quali il sequestro era stato annullato (in particolare 3.000 euro e arnesi da scasso) e censurava l'applicazione del divieto di restituzione dell'art. 324, comma 7, c.p.p. al sequestro probatorio annullato. Inoltre il Tribunale aveva dichiarato inammissibile il riesame relativo all'autovettura FIAT Croma perché intestata a terzi, ritenendo Durdevic privo di interesse concreto all'impugnazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in parte: ha annullato con rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla statuizione sulla mancata restituzione della somma di denaro e ha rimandato al Tribunale di Potenza per nuovo giudizio su tale punto, disponendo che il Tribunale individui l'avente diritto e verifichi se il denaro costituisca provento del reato. Ha invece confermato la correttezza della mancata restituzione degli arnesi da scasso, ritenendo applicabile l'art. 324, comma 7, c.p.p. (in combinato con l'art. 240, comma 2, c.p.) anche nel caso di annullamento del sequestro probatorio; pertanto tali arnesi non devono essere restituiti perché soggetti a confisca obbligatoria. La declaratoria di inammissibilità del riesame relativo all'autovettura FIAT Croma per carenza di interesse del ricorrente (non essendone proprietario) è stata mantenuta.
Norme richiamate
art. 324 cod. proc. pen., comma 7
La disposizione che vieta la restituzione di cose sottoposte a sequestro trova applicazione anche quando il decreto di sequestro probatorio venga annullato; è stata interpretata in senso estensivo dalle Sezioni Unite (cfr. Bellucci) e giustifica la non restituzione di oggetti la cui detenzione/porto configura reato o possono essere soggetti a confisca.
art. 240 cod. pen., comma 2
Stabilisce che alcune cose (es. arnesi da scasso) sono soggette a confisca obbligatoria; per questo motivo la loro restituzione non è consentita anche se il sequestro probatorio è annullato.
art. 263 cod. proc. pen., comma 4
Norma di riferimento per individuare l'avente diritto alla restituzione dei beni sequestrati; il Tribunale del riesame deve individuare il soggetto cui restituire la cosa, ma nel caso di specie la Cassazione ha ritenuto necessaria una più puntuale individuazione da parte del Tribunale di merito.
art. 621 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente come base normativa per ottenere la restituzione dei beni in sede di impugnazione; la Corte ha comunque disposto il rinvio perché il Tribunale determini l'avente diritto alla restituzione.
art. 257 cod. proc. pen., comma 1 e art. 355 cod. proc. pen., comma 3
Richiamati per spiegare che i rimedi avverso il sequestro probatorio richiamano il procedimento di riesame previsto dall'art. 324 c.p.p.; il tenore letterale di tali articoli contribuisce a giustificare l'applicabilità del divieto di restituzione anche al sequestro probatorio annullato.
art. 707 cod. pen.
Norma penale che sanziona detenzione e porto di arnesi da scasso: la sua rilevanza è richiamata per spiegare perché gli arnesi non siano restituiti (sussistenza di reato connesso alla detenzione).
Sez. U, n. 40847 del 30/5/2019 (Bellucci)
Pronuncia di nomofilachia che ha affermato l'applicabilità del divieto di restituzione di cui all'art. 324, comma 7, anche in caso di annullamento del decreto di sequestro probatorio; invocata come principale precedente a sostegno della non restituzione degli arnesi.
Sez. U, n. 9149 del 3/7/1996 (Chabni Samir)
Giurisprudenza invocata dal ricorrente che indica i casi in cui le cose sottoposte a sequestro probatorio devono essere restituite quando non sussiste più la necessità probatoria, salvo specifiche eccezioni (sequestro conservativo, preventivo o confisca); la Corte ne riconosce l'attualità ma la compatibilizza con l'applicazione dell'art. 324, comma 7, per gli oggetti confiscabili.
Massime di principio
- Il sequestro probatorio annullato non determina automaticamente la restituzione dei beni: l'art. 324, comma 7, c.p.p. può operare anche dopo l'annullamento, impedendo la restituzione di cose suscettibili di confisca (es. arnesi da scasso).
- Per somme di denaro o beni il cui nesso col reato non è pacifico, il giudice dell'impugnazione che annulla il decreto di sequestro deve determinare l'avente diritto e valutare se il bene sia provento di reato prima di lasciare la statuizione in sospeso; può acquisire documenti semplici (verbali, relazioni di servizio) per tale scopo.
- Chi non è proprietario del bene sequestrato può essere privo di interesse attuale e concreto a impugnare il sequestro: l'assenza di titolarità può rendere inammissibile il riesame.
- Gli strumenti che costituiscono reato per la loro detenzione/porto non devono essere restituiti anche se il sequestro probatorio è annullato, per la funzione preventiva della norma e la possibilità di confisca obbligatoria.
- Il tribunale del riesame ha limitate potenzialità istruttorie, ma è tenuto a compiere gli accertamenti minimi necessari per dare effettività all'annullamento e decidere sulla restituzione; non può lasciare diritti fondamentali in una 'zona di incertezza' senza una decisione motivata.
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