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Sentenza

Sentenza n. 815/2026 - Catanzaro, Sezione 1

per l'accertamento della illegittimità del silenzio serbato dalla Sopraintendenza dei beni archeologici, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone sull'istanza trasmessa a mezzo posta elettronica certificata in data 21 novembre 2025, nonché per la declaratoria dell'obbligo delle amministrazioni di provvedere;

Giustizia amministrativa202600253

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio della Soprintendenza sull’istanza volta all’espressione del parere paesaggistico necessario per il rilascio di un permesso di costruire e di una sanatoria edilizia

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione statale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno proposto, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., un’azione avverso il silenzio serbato dalla Soprintendenza sull’istanza trasmessa dal Comune, relativa a un immobile di loro proprietà già interessato da una domanda di sanatoria presentata ai sensi della legge n. 47/1985. Il Comune aveva trasmesso la richiesta alla Provincia di Crotone, che aveva espresso parere favorevole sui lavori e lo aveva inoltrato alla Soprintendenza per l’acquisizione del parere paesaggistico vincolante previsto dall’art. 146, comma 5, d.lgs. n. 42/2004. Nonostante la diffida dei ricorrenti del 21 novembre 2025, la Soprintendenza non aveva adottato il parere. I ricorrenti hanno dedotto l’illegittimità del silenzio e chiesto la declaratoria dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere, evidenziando la necessità del parere sia per l’autorizzazione paesaggistica sia per il permesso di costruire in sanatoria e l’urgenza dei lavori di manutenzione straordinaria.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quanto al procedimento di autorizzazione paesaggistica, l’art. 146, comma 9, d.lgs. n. 42/2004 prevede che, decorso inutilmente il termine di sessanta giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente senza l’espressione del parere, l’amministrazione competente provvede comunque sulla domanda di autorizzazione. Pertanto, l’inerzia della Soprintendenza non determina un silenzio-inadempimento azionabile ex artt. 31 e 117 c.p.a., poiché non impedisce alla Provincia, quale amministrazione competente, di concludere il procedimento. Quanto al procedimento di sanatoria edilizia, l’art. 32, comma 1, legge n. 47/1985, nella versione vigente al momento della domanda di condono, stabilisce che il mancato parere dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo entro centottanta giorni dalla domanda equivale a parere negativo. L’inerzia assume quindi natura di silenzio significativo, specificamente silenzio-rigetto, contro il quale avrebbe dovuto essere proposta un’azione di annullamento entro il termine decadenziale ordinario, non un’azione avverso il silenzio, poiché dopo la scadenza del termine non permane un obbligo di provvedere. Le spese sono state compensate per la peculiarità della controversia e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Disciplina l’azione contro il silenzio dell’amministrazione; il rimedio non è esperibile quando l’inerzia produce un effetto legale tipico o quando l’amministrazione procedente può comunque definire il procedimento.

  • art. 117 c.p.a.

    Prevede il rito per l’azione avverso il silenzio, che non si applica al silenzio significativo né all’inerzia priva di effetto impeditivo della conclusione del procedimento.

  • art. 146, comma 5, d.lgs. 42/2004

    Riguarda il parere della Soprintendenza nell’ambito del procedimento di autorizzazione paesaggistica.

  • art. 146, comma 9, d.lgs. 42/2004

    Decorsi inutilmente sessanta giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente senza che questi abbia reso il prescritto parere, l'amministrazione competente provvede comunque sulla domanda di autorizzazione.

    La scadenza del termine senza parere non impedisce all’amministrazione competente di provvedere sulla domanda di autorizzazione; l’inerzia della Soprintendenza non integra quindi, in tale procedimento, un silenzio-inadempimento azionabile ex artt. 31 e 117 c.p.a.

  • art. 32, comma 1, legge 28 febbraio 1985, n. 47

    Qualora tale parere non venga reso dalle suddette amministrazioni entro centottanta giorni dalla domanda, si intende reso in senso negativo.

    Per la sanatoria di opere su aree vincolate, il mancato parere entro il termine previsto equivale a parere negativo e configura silenzio significativo, non un obbligo permanente di provvedere.

Massime di principio

  • Il rito avverso il silenzio-inadempimento non è esperibile quando la legge attribuisce all’inerzia dell’amministrazione un significato provvedimentale tipico, come il silenzio-rigetto; in tal caso il soggetto interessato deve impugnare l’effetto negativo con l’azione di annullamento entro il termine decadenziale ordinario.
  • Nel procedimento di autorizzazione paesaggistica, decorso inutilmente il termine di sessanta giorni dalla ricezione degli atti da parte della Soprintendenza senza l’espressione del parere, l’amministrazione competente può comunque decidere sulla domanda; l’inerzia della Soprintendenza non legittima quindi l’azione ex artt. 31 e 117 c.p.a. per ottenere un ordine di provvedere.
  • Quando la legge qualifica il mancato parere dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo come parere negativo, la scadenza del termine determina un silenzio significativo e fa venir meno un ulteriore obbligo di provvedere, rendendo esperibile l’azione di annullamento contro l’esito negativo.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaSanatoria e condono edilizioTermini e notificazione del ricorso
RamiBeni culturali e paesaggioEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDecadenza e tardività

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