Cassazione Penale, Sentenza n. 34775/2023 del 09/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti contestavano principalmente la qualificazione giuridica e il calcolo della prescrizione del reato di estorsione: sostenevano che la condotta fosse da considerare istantanea (o singole estorsioni consumate in epoche precedenti) e non permanente, che la data di consumazione fosse antecedente (per alcuni punti dal 2005 o 2007) e dunque già prescritta, e chiedevano la derubricazione/riconduzione ad altra fattispecie (art. 393 c.p.) per alcune posizioni. Altri rilievi riguardavano presunte illogicità della motivazione e la mancata considerazione di eventuali accordi liberamente accettati dalle dipendenti.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha confermato il principio che, quando l'estorsione si realizza mediante un disegno unitario del datore di lavoro che, con minacce di licenziamento, impone condizioni retributive deteriori per tutta la durata del rapporto, la consumazione va fatta risalire alla cessazione del rapporto di lavoro (qui indicata in generale al 31/07/2010; per una offesa, Fontana, l'anno 2011), con la conseguenza che i reati non erano prescritti alla data della deliberazione della sentenza di appello (15/12/2021). La Corte ha inoltre ritenuto inammissibili come nuove questioni le doglianze fondate su rivalutazioni di fatto non dedotte in sede di merito. Per questi motivi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa per le ammende; Miceli Daniela è stata condannata anche alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile Russo Anna nel presente grado.
Norme richiamate
art. 158 cod. pen.
Riferita al termine di prescrizione applicabile; la Corte ha interpretato che, nella fattispecie di estorsione realizzata con un unico disegno criminoso e condotta prolungata, il termine di prescrizione deve essere calcolato dalla cessazione delle condotte estorsive (cioè dalla fine del rapporto di lavoro) e non dal singolo momento della minaccia iniziale
art. 81, comma 2, cod. pen.
Richiamato in relazione alla continuazione: la sentenza di merito ha considerato gli atti come un'azione unitaria prolungata, applicando aumenti di pena per continuazione; la Cassazione ha confermato la legittimità del criterio usato per valutare l'unitarietà e i suoi effetti sulla prescrizione
art. 629 cod. pen.
Norma sostanziale sull'estorsione: la Corte ha ritenuto configurabile il reato quando il datore di lavoro, sfruttando la posizione di bisogno del lavoratore e minacciando il licenziamento, ottiene un profitto ingiusto con modalità persistenti nel tempo
art. 393 cod. pen.
Invocata dai ricorrenti per la possibile diversa qualificazione; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile e ha motivato che, secondo i fatti accertati, non si trattava di un accordo liberamente e volontariamente accettato dalle lavoratrici ma di una costrizione con efficacia causale nell'imporre condizioni retributive inferiori
art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022
Riferimenti procedurali relativi al contraddittorio scritto nel procedimento avanti alla Corte di Cassazione; contestualizzano le modalità di trattazione del ricorso
art. 616 cod. proc. pen.
Richiamato per la condanna alle spese processuali a carico dei ricorrenti in caso di inammissibilità
art. 129 cod. proc. pen.
Richiamato in ordine all'impossibilità per la Corte di Cassazione di pronunciarsi sulla prescrizione maturata durante il procedimento di legittimità quando il ricorso è inammissibile e quindi non si forma un valido rapporto di impugnazione
Massime di principio
- Quando l'estorsione è posta in essere dal datore di lavoro tramite minacce di licenziamento e si traduce in una prassi continuativa di sottopagamento, la consumazione del reato può farsi risalire alla cessazione del rapporto di lavoro; pertanto il termine di prescrizione decorre da tale data e non dal singolo episodio di minaccia iniziale
- La presenza di un disegno criminoso unitario collegante più atti minacciosi o condotte omogenee può giustificare la qualificazione come unico reato continuato con effetti sui termini di prescrizione e sulla determinazione della pena (art. 81 c.p.)
- Un accordo apparente o la sottoscrizione di documenti (es. buste paga, quietanze) non esclude automaticamente l'estorsione se emerge che la volontà della vittima è stata condizionata da minacce o coartazione; la liceità dell'atto prospettato dal reo non esclude la minaccia 'contra ius' se viene usata per ottenere risultati non dovuti
- In sede di Cassazione non è ammissibile sollevare questioni nuove di fatto non dedotte nel giudizio di merito; i motivi che richiedono una rivalutazione delle emergenze probatorie sono inammissibili
- Se il ricorso è dichiarato inammissibile non si forma il relativo rapporto di impugnazione e la Corte di Cassazione non può rilevare d'ufficio la prescrizione maturata nel frattempo ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
- Nelle fattispecie di sopruso nella relazione datore-dipendente, le pronunce giurisprudenziali relative all'estorsione nel contesto lavorativo sono un chiaro orientamento per riconoscere la configurabilità del reato anche in presenza di pattuizioni contrattuali apparenti, quando tali pattuizioni risultino funzionali a un fine illecito del datore
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 9 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34739/2023 del 09/08/2023
- Sentenza penale · 9 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34742/2023 del 09/08/2023
- Sentenza penale · 9 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34743/2023 del 09/08/2023
- Sentenza penale · 9 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34744/2023 del 09/08/2023
- Sentenza penale · 9 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34745/2023 del 09/08/2023
- Sentenza penale · 9 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 34746/2023 del 09/08/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →