Circolare n. 6 del 25/01/2008
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare fornisce i primi indirizzi operativi per il 2008 in materia di prevenzione e contrasto all’evasione, in attesa della Convenzione triennale 2008-2010. Vengono ridefinite programmazione e consuntivazione delle attività, privilegiando la proficuità dei controlli e l’uso di tempi unitari medi; sono indicati obiettivi quantitativi per verifiche, accertamenti, accessi brevi e controllo formale. Ampio spazio è dedicato alla selezione dei contribuenti a maggior rischio, alle frodi IVA, alla cooperazione internazionale, alle indagini fiscali, al consolidato nazionale, al controllo delle partite IVA di nuova attivazione, alla tutela della pretesa erariale e al monitoraggio dei risultati.
Prevenzione e contrasto all'evasione per il 2008: primi indirizzi operativi
Prevenzione e contrasto all'evasione – Anno 2008: primi indirizzi operativi
La circolare definisce gli indirizzi dell’Agenzia delle Entrate per l’attività di prevenzione e contrasto all’evasione nel 2008, in attesa della Convenzione triennale 2008-2010. L’obiettivo generale è assicurare continuità all’azione di controllo, migliorandone efficacia, proficuità e capacità deterrente, con un’impostazione più selettiva e orientata ai risultati effettivi.
Impostazione generale e criteri di programmazione
La circolare evidenzia che nel 2008 vengono introdotti cambiamenti nella programmazione e consuntivazione delle attività, con l’abbandono, in particolare per gli accertamenti, della logica fondata sulle ore di capacità operativa. Per questi ultimi si adottano tempi unitari medi (TUM) per definire i volumi di produzione in relazione alle risorse disponibili.
L’azione amministrativa deve essere pianificata in base alla proficuità dei controlli e alla capacità di selezionare posizioni con elevato rischio di evasione. Le Direzioni regionali sono chiamate a esercitare in modo puntuale le funzioni di indirizzo, monitoraggio e vigilanza, adottando le misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi assegnati.
Attività di analisi e ricerca
Le strutture di analisi e ricerca devono proseguire le attività avviate nel 2007, approfondendo la conoscenza della realtà economica territoriale per individuare fenomeni di evasione ed elusione fiscale. L’attività deve concludersi con percorsi d’indagine e segnalazioni qualificate immediatamente utilizzabili dagli uffici operativi.
Particolare attenzione è rivolta alle frodi IVA, soprattutto alle frodi intracomunitarie basate sull’interposizione di soggetti fittizi. Per contrastarle è richiesto il massimo coordinamento tra uffici locali, Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza, anche mediante l’utilizzo sistematico della banca dati "Auto UE – Mercato parallelo".
La circolare richiama inoltre il controllo degli acquisti intracomunitari di beni individuati dal DM 22 dicembre 2005 e l’uso dell’art. 60-bis del DPR n. 633/72 per far valere la responsabilità solidale dei cessionari. Nel settore auto si invita a vigilare sui possibili mutamenti dei comportamenti fraudolenti derivanti dalle nuove modalità di versamento dell’IVA introdotte dal 3 dicembre 2007.
Partite IVA di nuova attivazione e fenomeni di rischio
Tra le attività di prevenzione e contrasto alle frodi IVA viene confermata l’intelligence sui soggetti che richiedono nuove partite IVA e presentano elevati indici di pericolosità fiscale. Per la selezione viene utilizzata prioritariamente l’applicazione "Analisi del rischio della partita IVA".
L’attività di analisi deve anche far emergere:
- fenomeni evasivi e fraudolenti nel settore immobiliare ed edilizio;
- fittizie residenze all’estero;
- omessa dichiarazione dei redditi e dell’IVA.
Per i soggetti fittiziamente residenti in Paesi esteri o a fiscalità privilegiata, la banca dati dedicata deve consentire di collegare le attività svolte in Italia al centro effettivo degli interessi economici e familiari.
Cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale viene indicata come strumento ordinario di controllo, da usare non solo per lo scambio di informazioni ma anche per attivare la mutua assistenza amministrativa nei casi di operazioni sospette con soggetti esteri. In materia IVA si applica il Regolamento CE n. 1798/2003; per le imposte dirette si richiamano la Direttiva 77/799/CEE e le Convenzioni contro la doppia imposizione.
Gli uffici devono inoltre utilizzare lo scambio spontaneo di informazioni quando emergano operazioni di rilievo per autorità fiscali estere. Le informazioni trasmesse devono contenere i dati identificativi completi del soggetto, l’indirizzo estero e la motivazione dell’applicazione o non applicazione dell’imposta.
Indagini fiscali
Per le indagini fiscali la circolare conferma un modello organizzativo flessibile e unitario, con una cabina di regia nazionale e uffici di coordinamento regionali, superando logiche rigidamente territoriali nei fenomeni complessi e ultraregionali. L’obiettivo è ricostruire i collegamenti tra soggetti, luoghi e interessi coinvolti nelle frodi o nell’evasione, così da motivare puntualmente le contestazioni anche sotto il profilo penale.
Nel 2008 l’attività deve concentrarsi su:
- conoscenza del territorio e dei settori a rischio;
- sviluppo degli spunti d’indagine emersi nel 2007;
- adeguate risorse e formazione del personale;
- comunicazione e condivisione tra Ufficio Indagini fiscali e Uffici Analisi e ricerca regionali;
- monitoraggio e coordinamento continuo.
Per la rilevazione degli interventi esterni svolti nell’ambito delle indagini fiscali, le risultanze devono essere contraddistinte come originate da "Direzione regionale" o "Direzione centrale" e dalla fonte "Indagini fiscali". Per gli accessi brevi, in presenza di una diversa fonte di innesco, va comunque selezionata la tipologia "Indagini fiscali".
Soggetti di rilevante e particolare interesse fiscale
Per i soggetti di rilevante e particolare interesse fiscale non vi sono novità sostanziali rispetto al 2007, salvo la più ampia descrizione della platea, che comprende anche soggetti di particolare interesse fiscale come capo-gruppo, banche e assicurazioni. Rientrano nella linea di attività anche i controlli sui soggetti che hanno aderito al consolidato nazionale.
La programmazione prevede:
- almeno 1.226 soggetti da controllare;
- almeno 496 verifiche;
- non meno di 912 interventi sul consolidato.
I tempi unitari medi restano fissati in 620 ore per le verifiche, 320 ore per i controlli mirati e 60 ore per i controlli sul consolidato.
Le aree prioritarie di intervento includono operazioni straordinarie, rapporti con soggetti non residenti, transazioni infragruppo, partecipazioni in Stati o territori a fiscalità privilegiata, fenomeni di esterovestizione, transfer pricing interno, utili distribuiti, plusvalenze in regime di participation exemption, oneri straordinari o finanziari rilevanti, costi per servizi elevati, oscillazioni anomale di fatturato e crediti IVA significativi o anomali.
Per il consolidato si conferma il coordinamento con la Guardia di Finanza e la necessità di gestire correttamente il riscontro delle rettifiche di consolidamento, anche posticipandolo se il contribuente è già stato individuato dal Corpo.
Soggetti diversi dai grandi contribuenti
Per i soggetti diversi da quelli di rilevante e particolare interesse fiscale la circolare distingue tre modalità istruttorie:
- verifiche;
- controlli mirati su specifici elementi;
- controlli su soggetti con indicatori di coerenza economica anomali risultanti dagli studi di settore.
I tempi unitari medi sono 200 ore per le verifiche, 150 per i controlli mirati e 60 per i controlli sui soggetti con incoerenze economiche.
I controlli sugli studi di settore riguardano in particolare le incoerenze nella gestione del magazzino, già oggetto di precedenti comunicazioni ai contribuenti. Devono essere eseguiti preferibilmente entro il termine di presentazione della dichiarazione, per evitare reiterazioni di comportamenti non corretti.
Per le verifiche sui soggetti di piccole e medie dimensioni il piano considera tre macrosettori economici. Sono normalmente esclusi dal piano i professionisti, per i quali, se necessario, è preferibile l’accesso mirato. L’inserimento delle posizioni deve comunque rispettare il rapporto costi/benefici e la complessità organizzativa dell’attività da controllare.
La novità del 2008 è l’introduzione dei controlli mirati anche in questa linea di attività, limitatamente ai soggetti di medie dimensioni, per esaminare fatti specifici come operazioni straordinarie, componenti reddituali rilevanti o utilizzo di perdite.
La circolare richiama inoltre la soglia di 5.164.570 euro di volume d’affari e la necessità di coordinamento con la Guardia di Finanza per i contribuenti rientranti in tale fascia.
Modalità di esecuzione delle attività istruttorie esterne
Gli uffici devono operare nel rispetto dello Statuto del contribuente, orientando i controlli sugli aspetti fiscalmente più significativi e verificando anche l’adempimento degli obblighi del sostituto d’imposta. Devono essere utilizzate le guide metodologiche già emanate e, se necessario, rilevato il personale presente al momento dell’accesso con le relative mansioni, date di inizio e natura del rapporto contrattuale, per confrontare i dati con le scritture obbligatorie.
La circolare non reitera per il 2008 l’obiettivo intermedio che imponeva la conclusione entro luglio del 67% degli interventi programmati, ritenendo ormai tale logica assorbita nella pianificazione ordinaria. Rimane però ferma la necessità di effettuare i controlli di coerenza economica entro il termine di presentazione della dichiarazione.
Accertamenti
Per il 2008 il piano dei controlli prevede almeno 394.000 accertamenti, suddivisi tra:
- accertamenti d’iniziativa nei confronti di imprese, artisti e professionisti;
- accertamenti collegati ai verbali di verifica dell’Agenzia o della Guardia di Finanza;
- altri accertamenti ordinari;
- accertamenti da studi di settore gestiti dalla procedura GIADA;
- accertamenti di atti e dichiarazioni soggetti a registrazione.
Restano esclusi dal conteggio gli accertamenti parziali automatizzati ex art. 41-bis DPR 600/73 e gli atti di contestazione. Le risorse complessive, comprensive di tali attività, saranno aggiornate in base al piano delle assunzioni da realizzarsi nel 2008.
Accertamenti d’iniziativa degli uffici
Il piano assegna 95.000 accertamenti d’iniziativa verso imprese, arti e professioni. La selezione delle posizioni è indicata come il momento qualificante dell’attività, da condurre sulla base della conoscenza del territorio, delle banche dati disponibili e delle segnalazioni qualificate, anche con riferimento al settore immobiliare e alle liste centralizzate.
Gli uffici devono valutare le posizioni con crediti IVA rilevanti o anomali e quelle che operano nei settori servizi, manifatture e commercio con alto rischio evasione. Per i soggetti soggetti agli studi di settore si devono selezionare quelli con incoerenze o con appiattimento del trend dei ricavi e compensi pur risultando congrui e coerenti.
La legge finanziaria 2008 impone inoltre una quota di controlli nei confronti di soggetti del commercio al minuto che operano tramite distributori automatici; anche a questo fine gli uffici devono destinare una parte della propria capacità operativa.
Ulteriori criteri di selezione e strumenti di accertamento
La circolare richiama l’attenzione su posizioni con capacità contributiva manifestamente incongruente rispetto ai redditi dichiarati, da valutare anche nel contesto familiare ai fini dell’accertamento sintetico ex art. 38, comma 4, DPR 600/73. È menzionata l’applicazione APPLE, utile per individuare soggetti da accertamento sintetico tramite incrocio di dati esterni e anagrafica tributaria.
Per il settore registro si confermano gli indirizzi del 2007 sugli atti di cessione e conferimento di terreni edificabili e cessione d’azienda, con uso di liste predisposte centralmente. Si richiama anche l’ampliamento dei poteri di rettifica per le cessioni immobiliari introdotto dal D.L. 223/2006 convertito in L. 248/2006, che consente l’accertamento di valore per terreni agricoli, fabbricati diversi dalle abitazioni e trasferimenti di immobili abitativi senza richiesta di valutazione automatica.
Proseguono inoltre il controllo delle dichiarazioni di successione, degli atti di donazione e delle locazioni non registrate.
Indagini finanziarie e definizione amministrativa
Nella conduzione degli accertamenti gli uffici devono programmare adeguato ricorso agli strumenti di definizione amministrativa previsti dagli artt. 5 e 11 del D.Lgs. n. 218/1997, all’accertamento parziale e alle richieste di informazioni alle autorità estere quando necessario.
La circolare insiste in modo particolare sull’incremento delle indagini finanziarie, rese più efficaci dall’Archivio dei rapporti finanziari, che consente richieste mirate agli operatori. Per i controlli di iniziativa ad alto rischio di evasione o particolarmente incisivi, il ricorso alle indagini finanziarie viene considerato necessario.
Accessi brevi
Gli accessi brevi sono articolati in tre obiettivi di produzione:
- presidio del territorio;
- studi di settore;
- partite IVA.
Il presidio del territorio comprende controlli sugli obblighi strumentali, sulle compensazioni e sulla lotta al sommerso. In tale ambito gli interventi devono colpire anche l’utilizzo di personale "in nero", con selezioni ad alta affidabilità e significativa percentuale di positività.
Per le partite IVA di nuova attivazione è confermato un piano di 5.000 controlli, da eseguire nei primissimi periodi di attività per verificarne l’effettività. La distribuzione delle risorse è fissata in 6 ore per gli accessi di presidio, 12 ore per gli accessi sugli studi di settore e 6 ore per gli accessi sulle partite IVA.
Gli accessi brevi sono inoltre funzionali alla rilevazione di dati e notizie per l’intelligence, ai controlli per conto di Stati esteri e alla verbalizzazione della distruzione delle merci.
Controllo formale
La circolare impone di completare entro marzo i controlli formali sulle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2004, in modo da consentire l’avvio tempestivo dei controlli 2005. Il budget di produzione riguarda esclusivamente le dichiarazioni 2005 selezionate con i criteri previsti.
Anche i controlli di iniziativa devono essere selezionati secondo un giudizio di proficuità comparata, considerando gli esiti dei controlli precedenti sul medesimo contribuente o su altri soggetti a esso collegati.
Rientrano nel processo anche le dichiarazioni di successione e gli atti che hanno beneficiato di agevolazioni fiscali. Particolare attenzione è richiesta per le agevolazioni in agricoltura e per la prima casa, con controllo dei casi di uso ripetuto del beneficio o di trasferimento dell’immobile entro cinque anni. Devono essere monitorati anche i mutui collegati che beneficiano dell’aliquota ridotta per l’imposta sostitutiva.
Funzioni strumentali all’attività di controllo
Tra le funzioni strumentali assumono rilievo la selezione delle posizioni da controllare e la predisposizione del piano annuale dei controlli sostanziali. Per queste attività gli uffici devono utilizzare l’applicazione BASE.
Le attività di archiviazione dei rilievi relativi ad annualità già verificate rientrano nel processo solo quando tali rilievi non siano utili ai fini dell’accertamento, previa valutazione di proficuità comparata e con atto interno motivato. Sempre nell’ambito delle funzioni strumentali, le Direzioni regionali e gli uffici devono gestire la cooperazione con soggetti che partecipano al processo accertativo e i provvedimenti di autorizzazione o diniego delle indagini finanziarie.
Spetta inoltre alle Direzioni regionali il controllo dei requisiti formali per l’iscrizione all’anagrafe unica delle ONLUS e l’attività necessaria per l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell’autorizzazione nei casi previsti.
Tutela della pretesa erariale
La tutela della pretesa erariale è definita come attività di primaria rilevanza. I ruoli devono essere trattati tempestivamente nel rispetto dei termini di notifica della cartella di pagamento.
La circolare richiama:
- le procedure di ipoteca o sequestro conservativo dei beni del contribuente ex art. 22 D.Lgs. n. 472/1997;
- il controllo rigoroso delle garanzie prestate per la rateazione;
- le modifiche all’art. 19 DPR 602/73 introdotte dalla legge finanziaria 2008, che ammettono anche le garanzie rilasciate dai CONFIDI iscritti negli elenchi bancari e l’ipoteca iscritta ai sensi dell’art. 77 DPR 602/73;
- la possibilità di autorizzare ipoteca volontaria di primo grado su beni di proprietà esclusiva del concedente per un importo pari al doppio delle somme iscritte a ruolo.
Deve essere monitorato il pagamento rateale per attivare immediatamente l’escussione delle garanzie, nonché curata l’immediata iscrizione a ruolo degli atti definitivi, l’iscrizione provvisoria per accertamenti non definitivi, l’uso dei ruoli straordinari e l’esecutorietà dei ruoli conseguenti a liquidazione automatica e controllo formale.
Monitoraggio e consuntivazione
La circolare ribadisce che il corretto monitoraggio delle attività dipende dalla tempestiva e precisa trasmissione dei dati al sistema informativo. Direzioni regionali e uffici devono vigilare sulla rilevazione dell’inizio dell’azione di controllo e delle attività istruttorie, oltre che sulla corretta rappresentazione dell’attività svolta.
Le strutture devono monitorare costantemente il grado di realizzazione degli obiettivi di produzione, adottando tempestivamente le misure necessarie al loro raggiungimento. Si sottolinea infine il rilievo degli indicatori di "grado di sostenibilità della pretesa tributaria" e "grado di solvibilità del contribuente" introdotti dalla circolare n. 100/E del 1998.
Conclusione operativa
Le Direzioni regionali sono tenute ad assicurare l’applicazione uniforme degli indirizzi forniti e il costante monitoraggio delle attività degli uffici, così da garantire tempestività, efficacia e correttezza dell’azione amministrativa.
Punti principali
Impostazione generale e nuove logiche di programmazione
La circolare definisce i primi indirizzi operativi 2008 per garantire continuità all’azione di contrasto all’evasione in attesa delle direttive collegate alla Convenzione 2008-2010. L’impostazione privilegia la proficuità dei controlli, l’accurata selezione delle posizioni da controllare e l’abbandono, per gli accertamenti, della consuntivazione basata sulle ore di capacità operativa. Per l’anno 2008 vengono introdotti tempi unitari medi di programmazione e obiettivi espressi in prodotti effettivi, da aggiornare in relazione alle nuove assunzioni.
Analisi del rischio, banche dati e contrasto alle frodi IVA
Le attività di analisi e ricerca devono individuare i fenomeni evasivi e fraudolenti sul territorio, utilizzando banche dati interne ed esterne, studi economici e segnalazioni qualificate. Particolare attenzione è riservata alle frodi IVA, specie intracomunitarie, ai soggetti interposti fittizi, alle anomalie nelle compensazioni di crediti IVA e alle richieste di rimborso. Sono richiamati strumenti specifici come la banca dati "Auto UE – Mercato parallelo", l’applicazione "Analisi del rischio della partita IVA" e le verifiche sui beneficiari delle operazioni fraudolente, anche con responsabilità solidale ex art. 60-bis DPR 633/72.
Cooperazione internazionale e scambio di informazioni
La cooperazione internazionale è indicata come strumento ordinario dell’attività di controllo, non limitato al semplice scambio di informazioni. Si prevede l’attivazione della mutua assistenza amministrativa secondo il Regolamento CE 1798/2003 per l’IVA, la Direttiva 77/799/CEE e le Convenzioni contro la doppia imposizione per le imposte dirette. Gli uffici devono anche utilizzare lo scambio spontaneo di informazioni quando emergano operazioni rilevanti per autorità fiscali estere, fornendo dati identificativi completi e la motivazione del trattamento fiscale riscontrato.
Indagini fiscali e coordinamento nazionale/regionale
Per le indagini fiscali si conferma un modello organizzativo flessibile, con cabina di regia nazionale e uffici di coordinamento regionali, superando logiche rigidamente territoriali nei fenomeni complessi e ultraregionali. Nel 2008 l’attività deve concentrarsi su conoscenza del territorio, sviluppo degli spunti del 2007, adeguate risorse e formazione, coordinamento tra uffici e monitoraggio. Le risultanze di verifiche, accessi mirati e accessi brevi vanno correttamente classificate come originanti da "Indagini fiscali" quando pertinenti.
Piani istruttori per soggetti di rilevante e particolare interesse fiscale
Per i soggetti di rilevante e particolare interesse fiscale si confermano i controlli su grandi dimensioni, capo-gruppo, banche, assicurazioni e soggetti aderenti al consolidato nazionale. Sono fissati obiettivi minimi di 1.226 soggetti da controllare, di cui almeno 496 con verifica, e almeno 912 interventi sul consolidato. I tempi unitari medi restano 620 ore per verifiche, 320 per controlli mirati e 60 per controlli sul consolidato. Le priorità includono operazioni straordinarie, rapporti con l’estero, transfer pricing, esterovestizione, participation exemption, crediti IVA anomali e componenti reddituali rilevanti.
Piani istruttori per soggetti diversi dai grandi contribuenti
Per i soggetti di piccole e medie dimensioni vengono distinti verifiche, controlli mirati e controlli basati sugli studi di settore. I tempi unitari medi sono pari a 200 ore per le verifiche, 150 per i controlli mirati e 60 per i controlli sui soggetti con indicatori di coerenza economica anomali. Particolare rilievo è dato alle incoerenze nella gestione del magazzino, ai controlli da eseguire preferibilmente entro il termine di presentazione della dichiarazione e all’uso degli elenchi di supporto e delle procedure informatiche. Per i soggetti sotto soglia 5.164.570 euro si valorizzano segnali di evasione IVA, criticità immobiliari e anomalie negli studi di settore.
Accertamenti: obiettivi, criteri di selezione e strumenti
Per il 2008 è previsto l’espletamento di almeno 394.000 accertamenti, senza includere gli accertamenti parziali automatizzati e gli atti di contestazione. Le linee di attività comprendono accertamenti d’iniziativa, accertamenti collegati ai verbali di verifica, altri accertamenti ordinari, accertamenti da studi di settore e accertamenti di atti registrati. La selezione deve basarsi su proficuità comparata, banche dati aggiornate, segnalazioni di intelligence, anomalie IVA, incongruenze nei ricavi/costi e utilizzo di strumenti come l’accertamento sintetico, l’applicazione APPLE e le indagini finanziarie, che devono essere incrementate.
Accessi brevi, lotta al sommerso e nuove partite IVA
Gli accessi brevi si articolano in presidio del territorio, studi di settore e partite IVA. Nel presidio del territorio rientrano controlli sugli obblighi strumentali, sulle compensazioni, sul lavoro sommerso, sugli accessi per conto di altri uffici, sui controlli incrociati e sulle ONLUS. Per le partite IVA di nuova attivazione è confermato un piano di 5.000 controlli, da effettuare nelle primissime fasi di attività per verificare l’effettività dell’impresa. La ripartizione delle risorse prevede 6 ore per gli accessi di presidio, 12 per quelli sugli studi di settore e 6 per quelli sulle partite IVA.
Controllo formale e agevolazioni fiscali
Per il controllo formale si impone la chiusura entro marzo dei controlli sulle dichiarazioni 2004 e l’avvio tempestivo di quelli relativi al 2005. Il budget di produzione riguarda le dichiarazioni 2005 segnalate secondo i criteri selettivi, con particolare attenzione alle selezioni di iniziativa basate sulla proficuità comparata. Rientrano nel processo anche dichiarazioni di successione e atti agevolati, con priorità per le agevolazioni in agricoltura e prima casa, compresi i casi di trasferimento entro cinque anni e l’agevolazione fruita più volte. Devono essere controllati anche i mutui collegati con aliquota ridotta.
Tutela della pretesa erariale e monitoraggio finale
La circolare richiama la necessità di curare ruoli, cartelle, iscrizioni a ruolo provvisorie e straordinarie, esecutorietà dei ruoli, garanzie per pagamenti rateali e misure cautelari come ipoteca e sequestro conservativo. Vengono inoltre richiamate le novità della legge finanziaria 2008 sulle garanzie rilasciabili anche dai CONFIDI e sull’ipoteca volontaria di primo grado. Sul piano del monitoraggio, le Direzioni regionali devono vigilare sulla corretta e tempestiva trasmissione dei dati al sistema informativo, sulla rilevazione dell’inizio dell’azione di controllo e sul conseguimento degli obiettivi di produzione, tenendo conto degli indicatori di sostenibilità della pretesa e solvibilità del contribuente.
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