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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10759/2022 del 25/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza della Corte d'Appello di Lecce che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di ricusazione. Denunciavano (1) un travisamento della prova fattuale: la riserva di presentare la ricusazione sarebbe stata formulata in udienza dall'avv. Manfreda e risultava dalla fonoregistrazione e dalla relativa trascrizione, benché non riportata nel verbale riassuntivo; (2) un vizio di violazione di legge: l'art. 38 c.p.p. dovrebbe essere interpretato nel senso che il difensore senza procura speciale può formulare in udienza la ricusazione e regolarizzarla poi con successiva procura speciale; in subordine si sosteneva che gli avv. Pesce e Massa avrebbero avuto procura speciale dalla società.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la riserva rilevata nella fonoregistrazione non potesse essere attribuita alla società Megale Hellas s.r.l., che era difesa da altri avvocati (Pesce e Massa), e che la dichiarazione di ricusazione sia atto personalissimo riservato alla parte o al suo procuratore speciale. Ha escluso la sufficienza di un mandato difensionale generico e ha affermato che l'interpretazione che ammetterebbe una regolarizzazione successiva della procura è contraria alla lettera e alla giurisprudenza: il difensore privo di mandato specifico non può validamente proporre la ricusazione in udienza. Inoltre ha ritenuto che neppure gli avv. Pesce e Massa fossero muniti di procura speciale idonea a comprendere l'atto di ricusazione. Perciò la dichiarazione non è stata considerata tempestiva. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e ad una somma da versare alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 38 c.p.p. (comma 4)

    La Corte interpreta il comma nel senso che la legittimazione a proporre la ricusazione spetta alla parte o a un procuratore speciale: il difensore senza mandato specifico non può validamente proporre la ricusazione in udienza e non può poi regolarizzare ex post la carenza di potere.

  • art. 99 c.p.p.

    Richiamato per distinguere gli atti che il difensore può compiere senza procura speciale (atti funzionali alla rappresentanza tecnica) dagli atti personalissimi (come la ricusazione) che richiedono procura speciale o mandato specifico.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. U., n. 18 del 05/10/1994 - Battaggia; Sez. 5, n. 6441 del 07/11/2002 - Selimaj; Sez. 5, n. 37468 del 03/07/2014 - Santonastaso; Sez. 3, n. 12983 del 18/12/2014)

    Sottolineano il principio secondo cui la ricusazione è atto personalissimo e possono proporla i difensori solo se muniti di espresso mandato o procura speciale; la mera funzione difensiva generica non è sufficiente.

Massime di principio

  • La ricusazione è un atto personalissimo: può essere proposto solo dalla parte interessata o da un suo procuratore speciale espresso; un mandato difensivo generico non basta.
  • La tempestività della ricusazione richiede che la dichiarazione sia formulata prima della conclusione dell'udienza in cui la causa di ricusazione è sorta; la riserva deve essere riconducibile alla parte o al suo procuratore speciale.
  • La fonoregistrazione o la trascrizione può prevalere sul verbale riassuntivo ai fini probatori, ma non conferisce legittimazione a chi non abbia il potere di agire per la parte.
  • Non è ammessa, secondo questa interpretazione della Corte, una regolarizzazione ex post della procura speciale quando la ricusazione sia stata formulata in udienza da un difensore privo di mandato specifico.
  • Se si teme la necessità di proporre ricusazioni che possano sorgere in udienza, è prudente conferire anticipatamente una procura speciale o un mandato specifico che comprenda espressamente anche le cause di ricusazione eventualmente insorgenti.

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