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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9946/2025 del 12/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della decisione di consegna in esecuzione di mandato di arresto europeo emesso dalla Romania per reati di coltivazione, detenzione e vendita di sostanza stupefacente. Il ricorrente ha dedotto violazioni degli artt. 2 e 18 della L. n. 69/2005, degli artt. 2 e 3 CEDU e degli artt. 4 e 19 della Carta dei diritti fondamentali UE, sostenendo che le condizioni carcerarie in Romania comporterebbero rischio di trattamenti inumani o degradanti. La difesa ha contestato la genericità delle informazioni fornite dallo Stato emittente, la mancata valutazione individualizzata e la provenienza delle informazioni dall'amministrazione penitenziaria invece che dall'autorità giudiziaria. Inoltre è stata chiesta la sollevazione di una questione di legittimità costituzionale del termine di cinque giorni per proporre ricorso per cassazione in materia di mandato di arresto europeo, per presunto conflitto con l'art. 24 Cost.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. Motivi principali: 1) tardività: la sentenza di appello è stata notificata il 22/02/2025 e il ricorso è stato proposto il 28/02/2025, oltre il termine perentorio di cinque giorni previsto dall'art. 18 del d.lgs. n. 10/2021; 2) inammissibilità per deducibilità delle censure: in materia di mandato di arresto europeo la Corte di cassazione è limitata ai motivi di cui all'art. 606, comma 1, lett. a), b) e c) c.p.p., e non può sindacare vizi di motivazione o valutazioni di merito sulle condizioni detentive; 3) le informazioni trasmesse dall'amministrazione penitenziaria rumena sono state ritenute valide in quanto trasmesse tramite l'autorità giudiziaria emittente; 4) la questione di legittimità costituzionale proposta non è stata esaminata per mancato interesse conseguente all'inammissibilità del ricorso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 10 del 2 febbraio 2021, art. 18

    contro la sentenza di cui all'articolo 17 ... entro cinque giorni dalla conoscenza legale della sentenza

    Stabilisce il termine perentorio di cinque giorni per proporre ricorso per cassazione contro le decisioni che dispongono la consegna in esecuzione di mandato di arresto europeo; termine ritenuto decisivo per l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 606 c.p.p., comma 1, lett. a), b) e c)

    Limita i motivi di ricorso per cassazione ai vizi indicati nelle lettere a), b) e c; in tema di mandato di arresto europeo il sindacato della Cassazione è circoscritto a questi motivi e non al merito o ai vizi motivazionali.

  • L. 22 aprile 2005, n. 69, art. 22

    Interpretata alla luce delle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 10/2021: la possibilità di ricorso per cassazione contro i provvedimenti di consegna è stata limitata e il riferimento alla proponibilità "anche nel merito" è stato rimosso.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, artt. 2 e 3

    Richiamati dal ricorrente per contestare il rischio di trattamenti inumani e degradanti in Romania; la Corte ha ritenuto che la valutazione del rischio sia di merito e che la Appello abbia svolto un'indagine individualizzata sufficiente, quindi la contestazione non poteva essere rimessa alla Cassazione.

  • Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, artt. 4 e 19

    Richiamati dal ricorrente con funzione analoga ai riferimenti CEDU; la Corte ha ritenuto la materia non sindacabile in cassazione sul merito.

Massime di principio

  • Il termine per proporre ricorso per cassazione avverso le decisioni di consegna in esecuzione di mandato di arresto europeo è perentorio e brevissimo (cinque giorni): il rispetto del termine è cruciale, la tardività comporta inammissibilità e sanzione.
  • Dopo le modifiche normative, la Corte di cassazione non riesamina il merito della valutazione sulle condizioni detentive o i vizi motivazionali delle decisioni di consegna: il sindacato è limitato ai motivi specifici previsti dall'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. a), b) e c).
  • Per sollevare efficacemente il rischio di violazione dell'art. 3 CEDU è necessario fornire elementi individualizzati e concreti che dimostrino un rischio reale per il singolo consegnando, non meri rilievi generici o report non riferiti in modo specifico al caso.
  • Le informazioni provenienti dall'amministrazione penitenziaria dello Stato emittente possono essere considerate valide se sono state acquisite e trasmesse dall'autorità giudiziaria emittente; la loro provenienza non comporta automaticamente l'esclusione probatoria.
  • La proposizione di questioni costituzionali richiede un interesse attuale e diretto: se il ricorso principale è già inammissibile per ragioni procedurali, la Corte può ritenere privo di interesse l'esame di questioni di legittimità costituzionale.
  • Strategia difensiva pratica: notificare tempestivamente impugnazioni, raccogliere e produrre prove individualizzate sulle condizioni carcerarie prospettate (mediche, posizioni detentive specifiche, valutazioni giudiziarie locali), e valutare rimedi alternativi ove i termini di cassazione siano improrogabili.

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