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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3310/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Belluno (10/11/2021) che, in sede di patteggiamento ex art.444 c.p.p., aveva applicato alla ricorrente la pena di 1000 euro di ammenda per il reato previsto dall'art.590 c.p. Il Procuratore Generale ha dedotto l'inosservanza/erronea applicazione dell'art.590 c.p., perché la norma prevede quale pena pecuniaria alternativa la multa e non l'ammenda, e ha chiesto l'annullamento della sentenza

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato (ammissibile ex art.448 co.2bis c.p.p.), ha rilevato che la pena applicata (1000 euro di ammenda) è illegale in quanto l'art.590 c.p. prevede la multa da 500 a 2000 euro quale pena pecuniaria alternativa; ha ritenuto insufficiente qualificare come errore materiale la scritta "C 1000" nel verbale; pertanto ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Belluno per il prosieguo

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma sul patteggiamento: permette l'applicazione della pena concordata dalle parti ma richiede che la pena omologata sia conforme alla legge; il giudice deve verificare la legalità della pena proposta

  • art. 448 co. 2bis cod. proc. pen.

    Consente al Procuratore Generale di proporre ricorso per cassazione quando è investita l'illegalità della pena applicata con il giudizio abbreviato o con il patteggiamento; rende ammissibile il controllo della legittimità della pena

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata nella vicenda per la rassegna delle conclusioni scritte del Procuratore Generale dinanzi alla Corte

  • art. 590 cod. pen.

    La norma contestata prevede come pena pecuniaria alternativa la multa nel range indicato; la Corte ha interpretato che non è ammissibile applicare l'ammenda al posto della multa prevista dalla norma

Massime di principio

  • In caso di patteggiamento il giudice deve controllare la conformità legale della pena richiesta: non può omologare una pena che la norma non prevede
  • La distinzione tra "multa" e "ammenda" è sostanziale: occorre verificare espressamente quale tipologia di sanzione pecuniaria la norma incriminatrice prevede
  • Un'indicazione generica dell'importo nel verbale (es. "C 1000") non basta automaticamente a considerarla un mero errore materiale: serve verifica della natura sostanziale della pena applicata
  • Il Procuratore Generale può impugnare l'illegalità della pena ai sensi dell'art.448 co.2bis c.p.p.; se il ricorso è fondato la Corte può annullare la pronuncia e disporre il prosieguo del procedimento
  • Se una pena applicata è illegale per vizio di qualificazione (ammenda vs multa), l'atto va corretto o la sentenza annullata: la tutela della legalità della pena è di ordine pubblico

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