Cassazione Penale, Sentenza n. 48814/2023 del 07/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Massaro impugnava l'ordinanza di rigetto del riesame contro il sequestro preventivo (anche per equivalente) disposto dal g.i.p. nell'ambito di indagini su un'associazione finalizzata alla sottrazione al pagamento delle accise su prodotti energetici. Le censure principali riguardavano: 1) incompetenza territoriale del Tribunale di Trento (sosteneva che la competenza dovesse spettare al Tribunale di Foggia perché la consumazione del reato associativo sarebbe iniziata a Cerignola); 2) nullità e vizio di motivazione del decreto di sequestro per mancata valutazione autonoma del fumus e del periculum e motivazione apparente; 3) insussistenza del fumus e del periculum in relazione agli addebiti specifici a suo carico; 4) violazioni di proporzione del sequestro, mancata verifica dell'aggravante e di norme fiscali recenti (d.l. n.21/2022) e contestazioni su somme presenti in conto cointestato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (in quanto assorbente) annullando l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Trento per nuovo esame. La Corte ha rilevato che il Tribunale del riesame aveva errato nel non considerare l'art. 9, comma 1, cod. proc. pen. e l'art. 10, comma 3, quando il reato associativo è iniziato all'estero ma in Italia si è manifestata una parte significativa dell'attività illecita; ha chiarito inoltre i criteri per individuare la competenza territoriale nei casi di reato permanente e nei casi di connessione (art. 12 lett. b) e c)). La Corte ha disposto che, in sede di rinvio, il Tribunale verifichi se sussista connessione teleologica o oggettiva tra reato associativo e reati-fine e, in caso di incompetenza territoriale, valuti l'applicazione dell'art. 27 cod. proc. pen. sulla efficacia interinale delle misure cautelari già adottate. Gli altri motivi relativi a fumus, periculum e proporzione sono stati assorbiti e saranno nuovamente valutati dal giudice di merito.
Norme richiamate
art. 8 cod. proc. pen.
Stabilisce i criteri ordinari per la determinazione della competenza per territorio; per i reati permanenti il giudice competente è quello del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione.
art. 9 cod. proc. pen.
Il comma 1 è regola integrativa applicabile anche ai reati permanenti e ai procedimenti per reati connessi: se il reato è commesso in parte all'estero, la competenza si determina alla luce degli artt. 8 e 9; ove non sia possibile determinare la competenza secondo l'art. 8, è competente il giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'omissione in territorio nazionale.
art. 10 cod. proc. pen.
Quando il reato è commesso in parte all'estero, occorre determinare la competenza secondo gli artt. 8 e 9; l'art. 10, comma 3, rimanda all'applicazione integrata di tali criteri.
art. 12 cod. proc. pen.
Regola la connessione tra reati; la lett. b) richiede identità soggettiva per spostare la competenza, mentre la lett. c) (connessione teleologica) può operare anche senza identità degli autori qualora il reato mezzo sia finalizzato ai reati-fine.
art. 16 cod. proc. pen.
Criterio di prevalenza: in presenza di reati connessi la competenza territoriale spetta al giudice competente per il reato più grave o, in caso di pari gravità, per il primo reato.
art. 27 cod. proc. pen.
Regola l'efficacia interinale dei provvedimenti adottati dal giudice che si dichiari o sia riconosciuto incompetente; può trovare applicazione anche alle misure cautelari reali e ai sequestri.
art. 125 cod. proc. pen.
Richiama obblighi di motivazione del provvedimento cautelare e le conseguenze dell'insufficiente motivazione (mancata valutazione autonoma di fumus e periculum può rilevare come vizio).
art. 321 cod. proc. pen.
Norme relative al sequestro (provvedimenti cautelari reali) e alla loro motivazione; rilevante nelle doglianze sul decreto di sequestro.
d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, art. 40
Disciplina reati relativi alla sottrazione al pagamento delle accise; qui contestato come reato-fine e come possibile reato strutturante dell'associazione.
art. 416 cod. pen.
Delitto di associazione per delinquere; qualificato come il reato più grave e centrale ai fini della determinazione della competenza territoriale.
art. 11 L. 146/2006
Richiamato nel decreto di sequestro; la questione relativa al richiamo è stata sollevata in ricorso e dovrà essere valutata nuovamente in merito alla rilevanza dell'aggravante.
d.l. n. 21/2022
Norma fiscale richiamata in ricorso relativamente alla riduzione dell'aliquota d'accisa; il suo rispetto e impatto sul calcolo del profitto di reato dovrà essere valutato in sede di merito.
Massime di principio
- Se il reato associativo è reato permanente iniziato all'estero, ma in Italia si è manifestata una parte significativa dell'attività (programmazione/ideazione/direzione o fasi esecutive), va applicato l'art. 9, comma 1, per individuare il giudice nazionale competente, prediligendo l'ultimo luogo italiano di manifestazione.
- Per determinare la competenza nei reati connessi è necessario accertare se operi la connessione oggettiva/continuativa (art.12 lett. b) che richiede identità di autori) o la connessione teleologica (art.12 lett. c) che può operare anche senza identità soggettiva); la scelta incide sulla collocazione territoriale del procedimento.
- Quando il giudice del riesame/merito non tiene conto delle regole integrative di competenza (art.9(1), art.10(3)) in presenza di condotte transnazionali, la decisione può essere annullata e rinviata per nuovo esame.
- L'adozione di misure cautelari reali da parte di un giudice poi riconosciuto incompetente può comunque avere efficacia interinale ai sensi dell'art.27, ma la valutazione dei presupposti di fumus e periculum resta materia di merito e deve essere adeguatamente motivata.
- In ricorsi contro misure cautelari è essenziale che il provvedimento genetico motivi autonomamente il fumus e il periculum rispetto a ciascun indagato: la mancata valutazione specifica può costituire vizio di motivazione sanabile solo con nuovo esame del giudice di merito.
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