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Sentenza

Sentenza n. 832/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento del provvedimento n. -OMISSIS- del Questore della Provincia di -OMISSIS- del 10.10.2025 e di tutti gli atti presupposti, consequenziali e/o connessi, ancorché interni e/o non cogniti, comunque lesivi degli interessi e dei diritti del ricorrente.

Giustizia amministrativa202600047

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del Questore del rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo per motivi di lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del permesso di soggiorno di lungo periodo, deducendo, in particolare, l'inadeguata valutazione del proprio inserimento sociale e della circostanza di essere padre di due figli nati e cresciuti in Italia. A suo avviso, l'amministrazione non avrebbe adeguatamente considerato tali elementi. Dal testo emerge che il richiedente era stato condannato con sentenze penali definitive, tra l'altro, per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia e verso fanciulli, con pena di tre anni e otto mesi di reclusione, nonché per rapina impropria, con pena di un anno e sei mesi di reclusione e multa. Era stata inoltre rigettata un'istanza di affidamento in prova. Il ricorrente non coabitava con i figli minori.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo legittimo il diniego. Il Questore non si è limitato a richiamare i precedenti penali, ma ha autonomamente valutato i fatti e formulato un giudizio concreto di pericolosità sociale, valorizzando la gravità e la pluralità dei reati, la loro commissione anche in ambito familiare, le condotte violente e prevaricatrici, l'abituale stato di ubriachezza e l'assenza di un prognostico positivo sulla non reiterazione dei reati. Il Collegio ha ritenuto che la condanna per violenza sessuale costituisse, già di per sé, elemento idoneo a giustificare il diniego, trattandosi peraltro del più grave tra numerosi reati. Ha escluso che l'inserimento sociale dedotto potesse prevalere sul giudizio concreto di pericolosità e ha ritenuto irrilevante, in termini assoluti, la presenza di due figli nati e cresciuti in Italia, soprattutto perché le condotte delittuose più gravi erano state commesse proprio nell'ambito familiare e il ricorrente non coabitava con i minori. La formazione di una famiglia in Italia non costituisce uno scudo assoluto contro il diniego o la revoca del titolo di soggiorno in presenza di reati di particolare gravità. Spese compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata quando ne ricorrono i presupposti, previo avviso alle parti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel procedimento relativo al rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo, l'amministrazione può fondare il diniego su una valutazione concreta e attuale della pericolosità sociale, senza limitarsi al mero richiamo formale dei precedenti penali.
  • La condanna per violenza sessuale costituisce un elemento di particolare gravità idoneo a sostenere il diniego del titolo di soggiorno; la rilevanza della condanna può risultare ulteriormente rafforzata dalla presenza di altri reati e dalla loro reiterazione.
  • La valutazione della pericolosità sociale può valorizzare la natura violenta e familiare delle condotte, l'abituale abuso di alcol quale fattore di incremento del rischio di reiterazione e l'assenza di elementi prognostici positivi.
  • L'inserimento sociale e la presenza di figli nati e cresciuti in Italia devono essere considerati, ma non attribuiscono un'immunità assoluta dal diniego o dalla revoca del titolo di soggiorno quando ricorrano condanne per reati di particolare gravità, soprattutto se le condotte sono state commesse in ambito familiare.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomateriePermesso UE per soggiornanti di lungo periodoDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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