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Sentenza

Tribunale, Sentenza T-248/18

Sentenza del Tribunale (Settima Sezione) del 14 luglio 2021 (Per estratto). — Diosdado Cabello Rondón contro Consiglio dell'Unione europea. — Politica estera e di sicurezza comune – Misure restrittive adottate in considerazione della situazione in Venezuela – Congelamento dei capitali – Elenchi delle persone, entità e organismi ai quali si applica il congelamento dei capitali e delle risorse economiche – Iscrizione del nome del ricorrente negli elenchi – Mantenimento del nome del ricorrente negli elenchi – Obbligo di motivazione – Diritti della difesa – Principio di buona amministrazione – Diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva – Errore di valutazione – Libertà d’espressione. — Causa T-248/18

Giurisprudenza europea62018TJ0248

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Tribunale ha respinto il ricorso di Diosdado Cabello Rondón contro il mantenimento della sua iscrizione negli elenchi UE relativi alle misure restrittive per il Venezuela. Quanto alla libertà di espressione, ha ritenuto che le dichiarazioni e le attività considerate dal Consiglio non rientrassero nella protezione rafforzata riconosciuta al discorso politico, ma costituissero incitamento alla violenza, all’odio e all’intolleranza. Di conseguenza, il congelamento dei capitali e le altre restrizioni risultano legittimi e proporzionati rispetto all’obiettivo di tutela della democrazia e dello Stato di diritto.

Annullamento delle misure restrittive UE contro un esponente politico venezuelano e verifica della compatibilità con la libertà di espressione

La questione giuridica

Se il mantenimento del nome del ricorrente negli elenchi delle persone soggette a misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela sia inficiato, in particolare, da violazione dell’obbligo di motivazione, dei diritti della difesa, del principio di buona amministrazione, del diritto a una tutela giurisdizionale effettiva, da errore di valutazione e, per quanto qui rileva, da violazione della libertà di espressione garantita dalla Carta.

Principio di diritto

Il Tribunale ha confermato che le misure restrittive adottate dall’Unione nei confronti di Diosdado Cabello Rondón non violano la libertà di espressione: esse sono previste dalla legge, perseguono l’obiettivo legittimo di consolidare e sostenere la democrazia e lo Stato di diritto in Venezuela e sono proporzionate, poiché il ricorrente non può invocare una protezione rafforzata per dichiarazioni e comportamenti che, nel contesto politico venezuelano, integrano incitamento alla violenza, all’odio e all’intolleranza. Il congelamento dei fondi e le restrizioni connesse non ledono inoltre la sostanza del diritto alla libertà di espressione, anche perché il ricorrente resta libero di esercitare la propria attività nel Paese in cui risiede e le misure sono temporanee e reversibili.

Norme richiamate

  • Articolo 263 TFUE
  • Articolo 29 TUE
  • Articolo 21 TUE
  • Articolo 23 TUE
  • Articolo 21, paragrafo 2, lettera b), TUE
  • Articolo 6, paragrafo 3, TUE
  • Articolo 215 TFUE
  • Articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 52, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 52, paragrafo 7, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 10 della CEDU
  • Decisione (PESC) 2017/2074
  • Decisione (PESC) 2018/90
  • Decisione (PESC) 2018/1656
  • Regolamento (UE) 2017/2063
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2018/88
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1653
  • Articolo 6, paragrafo 1, lettera b), della decisione 2017/2074
  • Articolo 7, paragrafo 4, della decisione 2017/2074
  • Articolo 9, paragrafo 1, del regolamento 2017/2063
  • Articolo 13 della decisione 2017/2074

Annullamento delle misure restrittive UE contro un esponente politico venezuelano e verifica della compatibilità con la libertà di espressione

La sentenza riguarda un ricorso diretto ex articolo 263 TFUE proposto da Diosdado Cabello Rondón contro atti del Consiglio relativi alle misure restrittive adottate in considerazione della situazione in Venezuela. Il Tribunale esamina, tra gli altri profili, il terzo motivo relativo alla pretesa violazione della libertà di espressione.

Parti e oggetto del ricorso

Il ricorrente è Diosdado Cabello Rondón, residente a Caracas. Il convenuto è il Consiglio dell’Unione europea. Il ricorso mira all’annullamento, nei limiti in cui lo riguardano, della decisione (PESC) 2018/90, della decisione (PESC) 2018/1656, del regolamento di esecuzione (UE) 2018/88 e del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1653, tutti atti che modificano o attuano il regime sanzionatorio relativo al Venezuela.

Normativa rilevante

Il Tribunale richiama in particolare:

  • l’articolo 263 TFUE, come base del ricorso;
  • gli articoli 21 e 23 TUE, per il rispetto dei diritti fondamentali anche nell’ambito della PESC;
  • l’articolo 29 TUE e l’articolo 215 TFUE, quali basi giuridiche delle misure restrittive;
  • l’articolo 11 della Carta, sulla libertà di espressione e di informazione;
  • l’articolo 52, paragrafi 1, 3 e 7, della Carta, per i limiti ai diritti fondamentali e il rapporto con la CEDU;
  • l’articolo 10 della CEDU, quale parametro interpretativo;
  • la decisione (PESC) 2017/2074 e il regolamento (UE) 2017/2063, come atti quadro del regime restrittivo;
  • l’articolo 6, paragrafo 1, lettera b), della decisione 2017/2074, che consente l’iscrizione di persone le cui azioni minano democrazia e Stato di diritto in Venezuela;
  • l’articolo 7, paragrafo 4, della decisione 2017/2074 e l’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento 2017/2063, sulle autorizzazioni allo svincolo di fondi;
  • l’articolo 13 della decisione 2017/2074, sul riesame periodico.

Contesto del terzo motivo: libertà di espressione

Il ricorrente sostiene che le misure restrittive avrebbero inciso in modo illecito sulla sua libertà di espressione, in particolare in ragione del suo ruolo di commentatore, giornalista e conduttore televisivo. Il Tribunale ricostruisce il quadro dei principi applicabili richiamando la giurisprudenza della Corte di giustizia e della Corte EDU sulla libertà di espressione, sul ruolo dei giornalisti e sulla maggiore tutela del discorso politico e del dibattito su questioni di interesse generale.

Ragionamento del Tribunale

Il Tribunale osserva anzitutto che la libertà di espressione, pur essendo garantita a "ogni individuo", non è assoluta e può essere limitata alle condizioni dell’articolo 52, paragrafo 1, della Carta.

Sotto il profilo della qualificazione delle condotte del ricorrente, il Tribunale rileva che il Consiglio ha fondato l’iscrizione e il mantenimento negli elenchi sul fatto che il ricorrente, figura politica venezuelana di spicco, avrebbe attaccato e minacciato pubblicamente opposizione politica, media e società civile, utilizzando anche interventi mediatici e la propria trasmissione televisiva. Tale comportamento è stato ritenuto rientrante nel criterio dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera b), della decisione 2017/2074.

Il Tribunale respinge la tesi secondo cui il ricorrente dovrebbe beneficiare della particolare protezione riconosciuta ai giornalisti. La sua attività mediatica appare infatti un prolungamento della sua attività politica, e le condotte accertate non si limitano a un esercizio neutro dell’informazione. Al contrario, dalle risultanze richiamate emerge che egli avrebbe:

  • accusato giornalisti di complicità in un attentato;
  • intimidito movimenti che denunciano violazioni dei diritti umani;
  • utilizzato informazioni ottenute da conversazioni private registrate illegalmente;
  • incitato a una repressione brutale con retorica incendiaria;
  • dato istruzioni per schierare gruppi di combattimento contro le manifestazioni dell’opposizione;
  • minacciato pubblicamente leader dell’opposizione;
  • esposto un manuale contenente dati personali di oppositori per intimidirli.

Alla luce di tali elementi, il Tribunale conclude che si tratta di comportamenti che integrano incitamento alla violenza, all’odio e all’intolleranza, e che quindi non beneficiano della protezione rafforzata normalmente riconosciuta al discorso politico ai sensi della giurisprudenza della Corte EDU.

Proporzionalità e legittimità della limitazione

Il Tribunale verifica poi le tre condizioni dell’articolo 52, paragrafo 1, della Carta:

  • la limitazione è prevista dalla legge, poiché poggia sugli articoli 29 TUE e 215 TFUE e sugli atti adottati in base a tali disposizioni;
  • persegue un obiettivo di interesse generale riconosciuto dall’Unione, ossia il consolidamento e sostegno della democrazia e dello Stato di diritto in Venezuela;
  • è proporzionata, perché il congelamento di fondi e risorse economiche è uno strumento idoneo a esercitare pressione sui responsabili della situazione venezuelana e non esistono misure alternative ugualmente efficaci e meno restrittive.

Il Tribunale aggiunge che le misure non intaccano la sostanza della libertà di espressione del ricorrente, poiché egli è cittadino venezuelano residente in Venezuela, dove svolge la propria attività politica e mediatica, e perché le misure hanno carattere temporaneo e reversibile. Inoltre, il regime prevede possibilità di autorizzazione allo svincolo di fondi per esigenze fondamentali.

Decisione

Il Tribunale respinge il terzo motivo relativo alla violazione della libertà di espressione e, complessivamente, respinge il ricorso, condannando il ricorrente alle spese.

Principi affermati

La sentenza ribadisce che:

  • la libertà di espressione si applica anche nel contesto delle misure restrittive PESC, ma non copre dichiarazioni o condotte che costituiscano incitamento alla violenza, all’odio o all’intolleranza;
  • il discorso politico e l’attività mediatica possono godere di tutela rafforzata solo se svolti in buona fede e nel rispetto dei doveri e delle responsabilità connessi;
  • le sanzioni patrimoniali e le restrizioni di circolazione possono incidere sulla libertà di espressione, ma sono legittime se previste dalla legge, perseguono un fine di interesse generale e sono proporzionate, senza compromettere la sostanza del diritto.

Come è indicizzato

Materiemisure restrittive pesccongelamento dei capitalilibertà di espressionediritti fondamentalicontrollo giurisdizionale degli atti ue

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