Tribunale, Sentenza T-181/20
Judgment of the General Court (Fifth Chamber) of 14 July 2021. — Griba Baumschulgenossenschaft landwirtschaftliche Gesellschaft v Community Plant Variety Office. — Plant varieties – Application for a Community plant variety right for the Stark Gugger apple variety – Technical examination – Testing location – Equal treatment – Rights of the defence – Obligation to state reasons. — Case T-181/20
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Tribunale ha respinto il ricorso contro il diniego di privativa comunitaria per la varietà di melo Stark Gugger. Ha ritenuto legittimo l’esame tecnico svolto dal centro designato dal CPVO, nonché la scelta del sito di prova e del metodo di coltivazione, e ha escluso violazioni del principio di parità di trattamento, del diritto di essere sentito e dell’obbligo di motivazione. La vicinanza genetica tra le varietà è stata considerata irrilevante ai fini della distinctness. Le spese sono state poste a carico della ricorrente.
Rifiuto del diritto comunitario di privativa vegetale per la varietà di melo Stark Gugger: legittimità dell’esame tecnico, della scelta del sito di prova e della motivazione del CPVO
La questione giuridica
Se il CPVO e la commissione di ricorso abbiano commesso errori manifesti nell’esame tecnico della varietà candidata, in particolare quanto alla rilevanza della vicinanza genetica, al metodo di potatura applicato e alla scelta del sito di prova; se tale scelta abbia violato il principio di parità di trattamento; se vi sia stata violazione del diritto di essere sentito; e se la decisione fosse adeguatamente motivata.
Principio di diritto
Il Tribunale ha confermato il rigetto della domanda di privativa vegetale: nella valutazione della distinctness ai sensi dell’articolo 7 del regolamento n. 2100/94 contano i risultati dell’esame tecnico fenotipico svolto secondo il protocollo applicabile, non la vicinanza genetica in sé, che è irrilevante ai fini della decisione; il CPVO non ha commesso errori manifesti nel ritenere corretto il metodo di potatura usato dal centro di prova né nel designare il sito di Angers-Beaucouzé come unico ufficio d’esame per il gruppo di mutazione interessato; non vi è stata violazione del diritto di essere sentito né difetto di motivazione, poiché gli argomenti del ricorrente non erano decisivi per l’esito della procedura.
Norme richiamate
- Regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio
- Articolo 6 del regolamento (CE) n. 2100/94
- Articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2100/94
- Articoli 55 e 56 del regolamento (CE) n. 2100/94
- Articolo 57 del regolamento (CE) n. 2100/94
- Articolo 73 del regolamento (CE) n. 2100/94
- Articolo 75 del regolamento (CE) n. 2100/94
- Articolo 13 del regolamento (CE) n. 874/2009
- Articolo 296 TFUE
- Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
- Articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
- Articolo 106, paragrafo 3, del regolamento di procedura del Tribunale
- Articolo 134, paragrafo 1, del regolamento di procedura del Tribunale
- Articolo 188 del regolamento di procedura del Tribunale
Rifiuto della privativa comunitaria per la varietà di melo Stark Gugger
La pronuncia riguarda un ricorso diretto proposto contro la decisione della commissione di ricorso del CPVO del 24 gennaio 2020, con cui era stato confermato il rigetto della domanda di privativa comunitaria per una varietà di melo, la Stark Gugger. Il Tribunale esamina la legittimità dell’esame tecnico, la scelta del sito di prova, il rispetto dei diritti della difesa e la motivazione della decisione amministrativa.
Fatti e procedimento amministrativo
La ricorrente aveva presentato nel 2011 domanda di privativa comunitaria ai sensi del regolamento n. 2100/94. Il CPVO aveva incaricato GEVES, sito di prova di Angers-Beaucouzé, di svolgere l’esame tecnico sulla varietà candidata, confrontandola in particolare con la varietà Jeromine. Nel corso della procedura emersero problemi relativi all’etichettatura di materiale vegetale e alla comparazione tra le piante. Nei rapporti intermedi del 2015, 2016 e 2017 non furono osservate differenze significative tra la varietà candidata e la varietà di riferimento; il rapporto di esame del 4 aprile 2017 concluse che la varietà candidata non era chiaramente distinta da Jeromine. Dopo le osservazioni della ricorrente, il CPVO respinse la domanda nel 2018 e la commissione di ricorso confermò il rigetto nel 2020.
Normativa rilevante
La Corte richiama in particolare:
- l’articolo 6 del regolamento n. 2100/94, che subordina la concessione del diritto alla novità, distinzione, uniformità e stabilità;
- l’articolo 7, paragrafo 1, che definisce la distinctness;
- gli articoli 55 e 56, che disciplinano l’esame tecnico;
- l’articolo 57, che regola trasmissione, osservazioni e, se del caso, esami complementari;
- l’articolo 75, relativo all’obbligo di motivazione;
- l’articolo 73, che limita il sindacato del Tribunale alle decisioni delle commissioni di ricorso;
- l’articolo 13 del regolamento n. 874/2009, relativo all’organizzazione del procedimento dinanzi al CPVO. Sono richiamati anche l’articolo 296 TFUE e gli articoli 41, 47 e 48 della Carta.
Primo motivo: errori nell’esame tecnico
La ricorrente contestava, da un lato, l’affermazione della commissione di ricorso secondo cui la distanza genetica tra Stark Gugger e Jeromine sarebbe molto ridotta e in genere non misurabile con DNA fingerprinting; dall’altro lato, il metodo di potatura adottato da GEVES.
Sul primo profilo, il Tribunale osserva che la vicinanza genetica è irrilevante ai fini della verifica della distinctness ex articolo 7 del regolamento n. 2100/94. La decisione deve fondarsi sull’espressione fenotipica risultante dall’esame tecnico, non su considerazioni attinenti alla nozione di "essentially derived variety" di cui all’articolo 13. Perciò, la censura sulla presunta mancanza di prove scientifiche e sulla motivazione relativa alla vicinanza genetica è stata ritenuta in parte inammissibile e in parte inconferente.
Quanto al metodo di potatura, il Tribunale rileva che il protocollo applicabile non imponeva un metodo specifico. L’esame era stato svolto nelle stesse condizioni per tutte le varietà sottoposte a prova nel sito designato e la commissione di ricorso aveva spiegato che il metodo utilizzato consentiva una buona espressione del genotipo. Non emerge pertanto alcun errore manifesto di შეფასazione né alcuna insufficienza motivazionale.
Secondo motivo: sito di prova ed equal treatment
La ricorrente sosteneva che il sito di Angers-Beaucouzé fosse climaticamente inadatto e che ciò alterasse l’espressione fenotipica della varietà, imponendo un esame in un ambiente simile a quello di creazione della varietà. Sosteneva inoltre che l’uniformità del sito favorisse alcuni costitutori a discapito di altri, in violazione del principio di parità di trattamento.
Il Tribunale ricorda che il Consiglio di amministrazione del CPVO aveva attribuito a GEVES, in via esclusiva, la responsabilità dell’esame tecnico per le varietà di melo del gruppo di mutazione rilevante. Tale designazione preliminare e uniforme è compatibile con il sistema del regolamento n. 2100/94 e con i principi di parità di trattamento, certezza del diritto e trasparenza, proprio perché tutte le varietà dello stesso gruppo sono valutate alle stesse condizioni. Il CPVO non poteva autonomamente indicare un altro sito di prova. Di conseguenza, la censura è stata respinta.
Il Tribunale aggiunge che l’articolo 57, paragrafo 3, del regolamento n. 2100/94 non può essere invocato per imporre un esame in un sito completamente diverso soltanto per ragioni climatiche: tale disposizione riguarda l’eventuale esame complementare, non la sostituzione del luogo di prova designato.
Terzo motivo: diritto di essere sentito
La ricorrente lamentava che il CPVO avesse fondato la decisione su asserzioni prive di adeguato supporto scientifico, con violazione del diritto di essere sentito e del principio di trasparenza.
Il Tribunale ricorda che il diritto di essere sentito garantisce che l’interessato possa presentare utilmente le proprie osservazioni sugli elementi che l’amministrazione intende usare contro di lui. Tuttavia, una violazione di tale diritto comporta l’annullamento solo se, in sua assenza, il procedimento avrebbe potuto avere esito diverso. Nel caso di specie, poiché la vicinanza genetica non era il fondamento della decisione sul difetto di distinctness, le osservazioni della ricorrente su tale punto non erano decisive. Non vi è quindi stata violazione idonea a incidere sull’esito del procedimento.
Decisione e conseguenze
Il Tribunale ha respinto tutti i motivi di ricorso e, di conseguenza, ha integralmente respinto il ricorso. In applicazione dell’articolo 134, paragrafo 1, del regolamento di procedura, la ricorrente è stata condannata alle spese.
Principi affermati
- La distinctness delle varietà vegetali va valutata sulla base dell’esame tecnico fenotipico previsto dal regolamento n. 2100/94.
- La vicinanza genetica, di per sé, non è il criterio decisivo per concedere o negare la privativa.
- Il CPVO può fare affidamento sul sito di prova designato dall’organo competente e non è tenuto a scegliere un ambiente climatico diverso su richiesta dell’istante.
- Il principio di parità di trattamento è rispettato quando tutte le varietà appartenenti allo stesso gruppo sono esaminate nelle medesime condizioni.
- Il difetto di motivazione o la violazione del diritto di essere sentito rilevano solo se incidono potenzialmente sull’esito della decisione.
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