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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08095/2026 del 02/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione straordinaria ex art. 625-bis c.p.p. per presunto errore di fatto (errore percettivo) nella sentenza della Sesta Sezione che avrebbe attribuito a torto a Dante Mannolo dichiarazioni, nei verbali del 23/7/2019 e dell'11/9/2019, con le quali lo stesso avrebbe indicato Carmine Falcone come 'contabile' della locale di San Leonardo di Cutro. In realtà, secondo il ricorrente, Mannolo avrebbe indicato esplicitamente Falcone come contabile solo nel verbale del 27/12/2019; la supposizione errata sarebbe stata decisiva perché la chiamata in reità di Mannolo costituiva la prova principale della responsabilità di Falcone. Con motivi nuovi si è chiesto anche di riconsiderare l'intero perimetro probatorio e, in via subordinata, di rivalutare l'accoglimento del motivo del Procuratore generale che aveva ricondotto Falcone a ruolo apicale.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammesso il ricorso ma lo ha rigettato per motivi infondati. Ha riconosciuto l'esistenza di un errore percettivo nella ricostruzione di quale verbale contenesse l'attribuzione del ruolo di 'contabile' a Falcone; tuttavia ha escluso la decisività dell'errore perché la Sesta Sezione aveva fondato la decisione sull'insieme della motivazione, sulla credibilità del collaboratore e, soprattutto, sulle intercettazioni che costituivano prova autonoma e sufficiente a sostenere l'attribuzione del ruolo apicale. Perciò l'errore non avrebbe inciso sull'esito del giudizio di legittimità. Il ricorso straordinario è quindi rigettato; a seguito del rigetto seguono le conseguenze previste (compenso spese) secondo l'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Regola il rimedio straordinario per errore di fatto nella decisione della Corte di cassazione; il rimedio è ammesso per errori percettivi derivanti da svista o equivoco nella lettura degli atti interni al giudizio e richiede che l'errore sia decisivo per l'esito del processo

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel quadro del principio di autorità della cosa giudicata parziale/effetti dell'annullamento con rinvio; delimita l'ambito dei poteri del giudice del rinvio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la pronuncia sulle spese processuali in caso di rigetto dell'impugnazione

  • art. 416-bis cod. pen.

    Disciplina il reato di associazione di tipo mafioso; nel caso è centrale per la qualificazione del ruolo (partecipazione semplice vs ruolo apicale/organizzatore/contabile)

  • Sezioni Unite, sent. Brunetto (Sez. U, n. 28717 del 21/06/2012)

    «come è indiscutibile il formarsi del giudicato di condanna nell'ipotesi di pluralità di regiudicande, ove l'annullamento riguardi soltanto una parte delle imputazioni, altrettanto è a dirsi per il caso in cui, divenendo irrevocabile l'affermazione della responsabilità penale in ordine ad una determinata ipotesi di reato, il giudizio debba proseguire in sede di rinvio soltanto agli effetti della determinazione del trattamento sanzionatorio...»

    Stabilisce che il ricorso straordinario è ammissibile anche quando, in caso di annullamento parziale con rinvio, sussistono profili relativi al trattamento sanzionatorio o a questioni limitate affidate al giudice di rinvio; chiarisce l'effetto della cosa giudicata parziale e i limiti del potere decisorio del giudice del rinvio

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite citata (es. Sez. U, n. 9788 del 22/01/2025)

    «qualora la causa dell'errore non sia identificabile esclusivamente in una fuorviata rappresentazione percettiva e la decisione abbia comunque contenuto valutativo, non è configurabile un errore di fatto, bensì di giudizio...»

    Precisa il confine tra errore di fatto (ammissibile ai sensi dell'art. 625-bis) ed errore di giudizio (non sanabile tramite il rimedio dell'art. 625-bis): occorre che l'errore sia pure percettivo e non consista in una valutazione o interpretazione

Massime di principio

  • L'errore di fatto invocabile con l'art. 625-bis c.p.p. è un errore percettivo (svista o equivoco nella lettura degli atti) e non copre gli errori di giudizio o di interpretazione normativa.
  • Perché il rimedio sia efficace è necessario dimostrare la 'decisività' dell'errore: bisogna provare che, senza l'errore, la decisione sarebbe stata diversa.
  • Se l'elemento contestato (es. dichiarazione di un collaboratore) è confermato o sostituito da altre prove autonome e significative (es. intercettazioni), il vizio percettivo non è decisivo e il ricorso straordinario verrà probabilmente rigettato.
  • Il ricorso straordinario può essere ammesso anche quando il ricorrente è già stato condannato in via definitiva per parte delle imputazioni, purché la questione riguardi profili ancora decisionali al giudice del rinvio (seguendo il principio Brunetto).
  • Le censure sul travisamento delle dichiarazioni del collaboratore vanno fondate su documentazione chiara e su dimostrazione che l'erronea lettura abbia effettivamente condizionato la valutazione complessiva delle prove.
  • Motivi nuovi o documenti aggiuntivi devono essere tempestivamente prodotti e devono mostrare in modo concreto l'incidenza dell'errore sull'esito del giudizio per avere speranza di accoglimento.

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