Cassazione Penale, Sentenza n. 25542/2022 del 04/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che confermava gli arresti domiciliari disposti dal G.I.P.: si contestava la motivazione in ordine alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza rispetto a tre reati (tentato furto in abitazione, furto di un trattore, estorsione) e la sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione). In particolare il ricorrente sosteneva che: per il tentato furto la sua partecipazione e la soglia del tentativo non erano provate e che, per il correo Veneziano, il Tribunale aveva ritenuto che non fosse superata la mera preparazione; per il furto/estorsione le intercettazioni non lo riguardavano direttamente e non vi erano riferimenti alla sua persona; relativamente alle esigenze cautelari il pericolo di reiterazione non sarebbe attuale, considerati precedenti e il lungo intervallo temporale tra i fatti e l'applicazione della misura.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale di Catanzaro avesse dato adeguata e logica motivazione circa la sussistenza dei gravi indizi: sopralluoghi documentati da conversazioni intercettate alle quali partecipava il Berlingeri, conversazioni immediate anteriori al fatto sulle modalità di entrata e fuga, fermo dell'autovettura con il Berlingeri nei pressi dell'abitazione nel cui atto un altro correo stava scavalcando il muro, sequestro di strumenti idonei al furto; tali elementi, unitamente all'atto concreto di scavalcamento, giustificano il giudizio che si trattasse di tentativo non di mera preparazione. Quanto a furto ed estorsione, le intercettazioni in cui il Berlingeri parla della presa del trattore, della difficoltà nell'esecuzione, della previsione che il proprietario li avrebbe contattati e le conversazioni sulle somme poi corrisposte e ripartite sono state ritenute sufficienti a fondare gravi indizi di partecipazione anche a quei reati. Sulla sussistenza del pericolo di reiterazione la Corte ha ritenuto congrua la valutazione del Tribunale, fondata sulle modalità professionali e pervicaci dei reati contestati e sulla personalità dell'indagato (prevedendo precedenti e carichi pendenti, compresa una condanna per estorsione aggravata). Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una somma a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 606 c.p.p., comma 10, lett. b), c) e e)
Individua i motivi di cassazione e i limiti del sindacato sulla motivazione; la Corte ricorda che il controllo riguarda violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione
art. 273 c.p.p.
Disciplina la valutazione della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza; la Corte verifica che il giudice di merito abbia dato conto delle ragioni in modo congruo e logico
art. 274 c.p.p.
Regola le esigenze cautelari (tra cui il pericolo di reiterazione); la prognosi deve essere concreta e attuale e fondata sulla personalità dell'accusato e sulle modalità del fatto
art. 292 c.p.p., comma 2, lett. c) e c-bis
Norme richiamate nel ricorso in tema di motivazione e decisione del giudice di merito; la Corte richiama i limiti del sindacato di legittimità
art. 624-bis c.p.
La condotta di introdursi nelle abitazioni integra il reato di cui all'articolo; la Corte ha ritenuto che lo scavalcamento del muro costituisca atto idoneo ed inequivocabilmente diretto alla consumazione, quindi inizio di esecuzione (tentativo)
art. 625 c.p.
Agganciato alla disciplina delle conseguenze del furto (circostanze aggravanti/pena) nell'ambito dei capi contestati
art. 629 c.p.
Norma sull'estorsione: costringere qualcuno a dare denaro per la restituzione di un bene rientra nella fattispecie contestata; conversazioni che documentano la 'consegna' del denaro e la sua divisione sono state ritenute indiziarie
art. 110, 56, 61 c.p.
Richiamati in relazione al concorso di persone (art.110) e al tentativo/commissione del reato (art.56, art.61)
art. 416-bis c.p.
Richiamato indirettamente come aggravante nei precedenti del ricorrente (si segnala una condanna per estorsione aggravata ai sensi dell'art.416-bis), elemento considerato nella valutazione della personalità e del pericolo di reiterazione
art. 616 c.p.p.
Norma che consente la condanna alle spese e al versamento di una somma alla cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata alla condanna del ricorrente
Massime di principio
- Il sindacato di legittimità sulla motivazione delle misure cautelari è limitato: la Cassazione può intervenire solo per violazione di legge o per manifesta illogicità della motivazione, non per una diversa valutazione del merito.
- Conversazioni intercettate e comportamenti immediatamente collegati all'evento (sopralluoghi, dialoghi su modalità, presenza vicino al luogo del fatto, sequestro di strumenti idonei) possono costituire elementi idonei a fondare gravi indizi di partecipazione.
- L'inizio dell'esecuzione del reato (es. lo scavalcamento del muro di cinta) distingue il tentativo dalla mera preparazione: atti diretti e idonei a consumare il reato sono rilevanti come prova di tentativo.
- Il pericolo di reiterazione deve essere concreto e attuale ma non richiede la previsione di una specifica occasione di reato; può essere desunto dalle modalità del fatto e dalla personalità dell'indagato (precedenti, carichi pendenti, professionalità nella commissione dei reati).
- Il tempo intercorso tra il fatto e la misura cautelare non esclude automaticamente la sussistenza del pericolo di reiterazione: la valutazione deve considerare l'insieme delle circostanze e della personalità dell'indagato.
- Decisioni divergenti assunte nei confronti di altri coindagati non impongono automaticamente la stessa soluzione per ciascun indagato: occorre valutare la posizione e le prove specifiche relative a ciascun soggetto.
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