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Sentenza

Sentenza del 26/07/2018 n. 3234 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La contribuente ha impugnato il rigetto del ricorso contro il rifiuto tacito di rimborso del 50% delle imposte versate negli anni 2002-2005. Sosteneva che l'istanza di rimborso presentata il 22 febbraio 2011 fosse tempestiva, poiché avrebbe dovuto applicarsi il termine decadenziale di 48 mesi previsto dall'art. 38 del DPR 602/1973, anziché il termine biennale previsto dall'art. 21, comma 2, del D.lgs. 546/1992. Il rimborso era stato richiesto in relazione a una modifica normativa successiva che aveva reso rimborsabili somme originariamente dovute.

La decisione

La Commissione ha rigettato l'appello e confermato integralmente la sentenza di primo grado. Ha stabilito che il termine applicabile era quello biennale previsto dall'art. 21, comma 2, del D.lgs. 546/1992, decorrente dal 31 marzo 2008, data individuata quale momento di insorgenza del presupposto per la restituzione. L'istanza del 22 febbraio 2011 è stata quindi ritenuta tardiva. La contribuente è stata condannata a rimborsare all'Agenzia delle Entrate le spese del grado, liquidate in 1.500 euro.

Norme richiamate

  • Art. 1, comma 1011, Legge n. 296/2006

    Costituisce la base normativa della richiesta di rimborso del 50% delle imposte versate nel periodo 2002-2005.

  • Art. 21, comma 2, D.lgs. n. 546/1992

    "L'istanza di rimborso può essere presentata entro due anni dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione."

    Prevede il termine residuale e generale di due anni per chiedere il rimborso quando il diritto alla restituzione nasce successivamente al pagamento dell'imposta.

  • Art. 38 DPR n. 602/1973

    Prevede il termine di 48 mesi per il rimborso delle somme versate ma non dovute originariamente. Secondo la sentenza, non si applica quando l'indebito deriva da un evento o da una modifica normativa successiva al pagamento.

  • Art. 6-ter Legge n. 31/2008

    È richiamato per individuare il 31 marzo 2008 quale momento iniziale della decorrenza del termine biennale per la specifica richiesta di rimborso.

  • Art. 1, comma 665, Legge n. 190/2014

    "A condizione che abbiano presentato l'istanza di rimborso ai sensi dell'articolo 21, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni."

    La disposizione è utilizzata come argomento testuale a sostegno dell'applicazione del termine biennale previsto dall'art. 21, comma 2, per rimborsi analoghi collegati al sisma del 13 dicembre 1990.

Massime di principio

  • Il termine di 48 mesi previsto dall'art. 38 del DPR 602/1973 riguarda, in linea generale, imposte non dovute già al momento del versamento.
  • Quando il diritto al rimborso nasce successivamente al pagamento, ad esempio per effetto di una nuova legge o di uno jus superveniens, si applica normalmente il termine residuale biennale dell'art. 21, comma 2, del D.lgs. 546/1992.
  • Il termine per presentare l'istanza decorre dal momento in cui si verifica il presupposto concreto della restituzione, non necessariamente dalla data del versamento dell'imposta.
  • La decadenza dal diritto al rimborso può essere rilevata d'ufficio dal giudice, anche in grado di appello, se risulta dagli atti del processo.
  • Per tutelare il diritto al rimborso è essenziale individuare correttamente la natura dell'indebito e presentare l'istanza entro il termine più breve eventualmente applicabile.

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