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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25208/2022 del 01/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che confermava la pronuncia del GUP di condanna per partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata a truffe ai danni di Enel. I motivi di ricorso in Cassazione erano essenzialmente due: (1) incompetenza territoriale, sostenendo che l'associazione si era originata e aveva operato inizialmente nel Nord Italia (province di Pavia e Milano) e che pertanto il giudice competente sarebbe dovuto essere nella Lombardia; (2) vizio di motivazione e violazione di legge riguardo alla condizione di procedibilità delle truffe: si contestava che la querela/istanza punitiva prodotta sarebbe riferibile solo ad una specifica truffa (Legno Arredo) e non all'insieme delle fattispecie ascritte, con la conseguente prospettiva di carenza della condizione di procedibilità per le altre truffe e, di riflesso, dell'associazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e li ha ritenuti manifestamente infondati. Sul profilo dell'incompetenza territoriale la Corte ha condiviso i giudici di merito: la sede operativa dell'associazione era a Palermo, dove erano ubicati le società fittizie, si eseguivano le volture e si convogliavano i pagamenti su conti palermitani; le truffe commesse in Lombardia sono state ritenute episodiche o comunque riconducibili a iniziative separate o eseguite nell'ambito delle direttive e prassi coordinate da Palermo. In ordine alla procedibilità la Corte ha ritenuto che la querela di Lanzetta, pur riferita a un caso specifico, conteneva una espressa estensione della richiesta punitiva a "tutte le ipotesi delittuose ravvisate all'esito degli accertamenti e delle indagini", idonea a coprire anche le altre truffe contestate. Conseguentemente le sentenze di merito restano efficaci. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili (liquidate in euro 4.600,00 oltre accessori).

Norme richiamate

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Il criterio di determinazione della competenza per i reati associativi è stato interpretato nel senso che rileva il luogo dove si è manifestata e operativa la struttura criminale (la "base" da cui si programmano, ideano e dirigono le attività), non il luogo ove si sarebbe formato il "pactum" o dove si sono svolti episodi isolati

  • art. 416 cod. pen.

    La norma sull'associazione per delinquere è stata applicata riconoscendo l'esistenza di un sodalizio operativo con base a Palermo che ha diretto e coordinato le truffe, anche se taluni reati fine si sono consumati in altra regione

Massime di principio

  • Per i reati associativi la competenza territoriale è individuata nel luogo in cui la struttura criminale ha la sua base operativa (dove si programmano e dirigono le attività), e non prevalgono i luoghi di singoli episodi occasionali
  • Attività fraudolente sparse in altre regioni non spostano la competenza se risultano coordinate e dirette dalla sede dell'associazione
  • La valutazione sull'estensione della querela o dell'istanza punitiva è un apprezzamento di merito e, se adeguatamente motivato dal giudice, è sindacabile con difficoltà in Cassazione
  • Quando la querela contiene espressioni che estendono la volontà punitiva anche ai fatti analoghi che emergeranno dalle indagini, tale formulazione può essere ritenuta idonea a soddisfare la condizione di procedibilità per più episodi similari
  • Le eccezioni processuali relative alla competenza territoriale richiedono una verifica fattuale dettagliata: se gli atti dimostrano una base organizzativa in un determinato territorio, l'eccezione è destinata a fallire

Testo integrale

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