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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28626/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 03/10/2023 che, in sede esecutiva, ha parzialmente riconosciuto la continuazione tra alcune sentenze (nn. 1, 2 e 3) rideterminando il trattamento sanzionatorio. Il ricorrente deduce violazione degli artt. 666 e 671 c.p.p. e degli artt. 81 e 416‑bis c.p., sostenendo che anche le condanne indicate alle sentenze nn. 4 e 5 dovessero essere unificate per riconoscere un unico disegno criminoso: Crea avrebbe agito in tutte le vicende come capo dell'omonima cosca, con un progetto unitario che si sarebbe sviluppato dagli anni '70 sino alle vicende più recenti, con continuità territoriale e funzionale tra le diverse condotte.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, per il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva, è necessaria la prova di una preventiva e unitaria ideazione dei reati, ricavabile da indici esteriori significativi (omogeneità del bene tutelato, contiguità spazio‑temporale, modalità, sistematicità, ecc.). Nel caso concreto il giudice dell'esecuzione ha motivatamente escluso l'unità del disegno criminoso rispetto alle sentenze nn. 4 e 5, rilevando la notevole distanza temporale, la diversità dei reati 'fine' (sequestri, omicidi, traffico di stupefacenti vs estorsioni) e la diversa composizione delle compagini criminali coinvolte. La valutazione fattuale del G.E. è stata ritenuta coerente e insindacabile in Cassazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; la Corte richiede la prova di una preventiva unitaria ideazione dei reati e l'esistenza di concreti indici esteriori che manifestino il disegno criminoso.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alle forme procedurali dell'istanza esecutiva; la Corte si è tuttavia focalizzata sui criteri sostanziali di riconoscimento della continuazione richiamati dall'art. 671.

  • art. 416‑bis cod. pen.

    Anche per l'associazione di tipo mafioso non è sufficiente la mera omogeneità tipologica dei reati: occorre una specifica indagine sulla natura, operatività e continuità dei diversi sodalizi per accertare l'unicità del momento deliberativo.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in relazione al concorso e alla pluralità di reati; la Corte ha comunque ribadito che la configurabilità del reato continuato richiede l'unità di ideazione e non si ricava automaticamente dalla pluralità dei reati o dall'abitualità.

Massime di principio

  • La continuazione richiede che, al momento del primo reato, i reati successivi fossero già programmati almeno nelle linee essenziali: la mera ripetizione di reati o l'abitualità non sono sufficienti.
  • Gli indici rilevanti per accertare l'unità del disegno criminoso sono: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio‑temporale, analogie nelle modalità di commissione, identità o continuità delle compagini criminali, sistematicità e abitudini programmate di vita.
  • Una significativa distanza cronologica e/o la diversa composizione delle organizzazioni criminali possono escludere la continuazione anche se le condotte appaiono collegate o dello stesso tipo.
  • Nel caso di associazioni mafiose è necessaria una valutazione specifica sulla natura e operatività dei singoli sodalizi: la qualificazione 'mafiosa' non implica automaticamente l'esistenza di un unico disegno criminoso esteso nel tempo.
  • Le valutazioni di merito del giudice dell'esecuzione sui fatti e sugli indici di continuità sono difficilmente rivedibili in Cassazione se supportate da motivazione adeguata e coerente.
  • In sede esecutiva non può farsi prevalere un programma criminoso meramente generico: è richiesta una deliberazione non generica, che delinei la prevedibilità dei reati successivi già al primo episodio.

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