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Sentenza

Sentenza del 13/11/2020 n. 16 - Comm. Trib. Prov. Verbania

Accertamento - Irpef - Reddito accertato srl unipersonale - Presunta distribuzione in capo al socio - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

l'Amministrazione ha emesso un accertamento per IRPEF ritenendo che la s.r.l. unipersonale avesse ricavi extracontabili e che tali utili fossero stati in realtà distribuiti al socio, imputando quindi il reddito al socio stesso. Il ricorso contestava la presunzione di attribuzione degli utili al socio.

La decisione

la Corte ha ritenuto legittima la presunzione di attribuzione ai soci di utili extracontabili nel caso di società di capitali a ristretta base sociale. Ha motivato che la presunzione non è una presunzione di secondo grado perché il fatto noto su cui si basa non è l'accertamento induttivo dei maggiori ricavi della società, bensì la ristrettezza dell'assetto societario che determina vincoli di solidarietà e controllo fra soci. La Corte ha confermato la possibilità per il socio di contrastare la presunzione dimostrando la propria estraneità alla gestione e conduzione societaria o provando che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti dalla società; in assenza di tale prova la presunzione è valida e l'accertamento viene confermato.

Norme richiamate

  • Cass. n. 18042/2018

    afferma la legittimità della presunzione di distribuzione di utili extracontabili ai soci nelle società a ristretta base partecipativa

  • Cass. n. 24534/2017

    conferma il principio secondo cui in presenza di assetto societario ristretto si può presumere la distribuzione di utili non contabilizzati

  • Cass. n. 18032/2013

    ribadisce la possibilità di imputare ai soci maggiori utili quando la struttura societaria è chiusa e i soci partecipano alla gestione

  • Cass. n. 18640/2008

    fornisce precedenti sulla presunzione di attribuzione ai soci in società a base ristretta per utili extracontabili

  • Cass. n. 15824/2016

    precisa che la presunzione non è di secondo grado poiché il fatto noto è la ristrettezza dell'assetto societario e non l'accertamento induttivo dei maggiori redditi

Massime di principio

  • In società di capitali con pochi soci (base partecipativa ristretta) l'Amministrazione può presumere che utili extracontabili siano stati distribuiti ai soci e imputati a questi ultimi per IRPEF.
  • La presunzione è fondata sulla caratteristica oggettiva della ristretta compagine sociale e non costituisce una presunzione di secondo grado basata esclusivamente sull'accertamento induttivo dei maggiori ricavi della società.
  • Spetta al socio il compito di superare la presunzione: occorre dimostrare la mancata partecipazione alla gestione (estraneità concreta) o fornire prove che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti dalla società (verbali assembleari, imputazioni contabili, delibere di destinazione degli utili, scritture bancarie).
  • Le prove idonee a confutare la presunzione comprendono documentazione contabile dettagliata, delibere formali sulla destinazione degli utili, evidenze di reinvestimento o riserve accantonate e documentazione che dimostri ruoli operativi distinti tra socio e gestione.
  • In fase contenziosa la valutazione è concreta: se il contribuente non produce prove sufficienti la presunzione prevale e l'accertamento viene confermato; se invece porta elementi probatori convincenti la imputazione al socio può venire esclusa o ridimensionata.

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