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Ordinanza

Ordinanza n. 5959/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Terza) n. 00666/2021, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202109928

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Toscana n. 666/2021, relativa al diniego di attestazione di conformità in sanatoria delle opere utilizzate per l’attività di raccolta, trasporto e stoccaggio di oli esausti

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L’impresa ha appellato la sentenza del TAR Toscana che aveva accolto solo in parte il ricorso contro il diniego comunale di attestazione di conformità in sanatoria. La controversia riguarda l’originaria conformità urbanistico-edilizia delle opere realizzate in un’area agricola. L’appellante ha dedotto che il nuovo Piano Operativo comunale, adottato nel 2023 e approvato nel 2025, avrebbe riconosciuto il compendio come insediamento produttivo preesistente, limitandosi a ricognire una destinazione funzionale già esistente dal 1978 e superando l’erronea qualificazione contenuta nella disciplina urbanistica previgente. Ha inoltre rappresentato di avere elaborato un progetto di riordino dell’attività, anche per adeguarsi alle sopravvenute BAT ambientali, e di avere presentato nel maggio 2026 un’istanza di parere preliminare di fattibilità ancora pendente. In relazione alla sopravvenuta disciplina del cosiddetto Decreto salva casa, l’appellante ha prospettato il possibile superamento del requisito della doppia conformità, limitatamente alle difformità rientranti nell’ambito applicativo della nuova normativa. Ha quindi chiesto il rinvio dell’udienza, anche in vista di una possibile sopravvenuta carenza di interesse qualora fosse approvato il progetto di riordino. Il Comune si è opposto, sostenendo oralmente la perdurante incompatibilità delle opere.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell’appello. Ha ritenuto necessario acquisire dal Comune una relazione dettagliata sulle difformità accertate nelle opere oggetto del diniego, con particolare riguardo alla loro qualificazione, al fine di verificare se esse possano rientrare nel meccanismo introdotto dal Decreto salva casa, potenzialmente idoneo a superare il requisito della doppia conformità. Ha assegnato all’amministrazione 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza per depositare la relazione. Il rinvio non è stato disposto per la sola ragione prospettata dall’appellante, ma il giudizio è stato istruito e l’udienza pubblica di merito è stata fissata al 28 gennaio 2027.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate quale base per gli incombenti istruttori e l’acquisizione di elementi utili alla decisione.

  • d.P.R. 380/2001

    Disciplina dell’accertamento di conformità in sanatoria e del requisito della doppia conformità, cui si riferisce la controversia, senza che l’ordinanza definisca il merito della relativa applicazione.

  • d.l. 69/2024, convertito in l. 105/2024

    La sopravvenuta disciplina è ritenuta potenzialmente rilevante perché introduce, per determinate difformità, un meccanismo di superamento del requisito della doppia conformità ai fini della sanatoria.

Massime di principio

  • Quando una sopravvenienza normativa può incidere sulla qualificazione delle difformità edilizie e sulla possibilità di sanatoria, il giudice può disporre un’apposita istruttoria per acquisire dall’amministrazione una relazione dettagliata sulla natura e sull’entità delle difformità accertate.
  • Ai fini della verifica dell’applicabilità della disciplina sopravvenuta in materia di sanatoria edilizia, è necessario qualificare puntualmente le difformità contestate, poiché il superamento del requisito della doppia conformità opera solo per le fattispecie rientranti nell’ambito previsto dalla nuova normativa.
  • La pendenza di un procedimento amministrativo relativo a un nuovo progetto di riordino delle opere non determina automaticamente la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione dell’appello; tale effetto può essere valutato solo in presenza di una concreta definizione del nuovo procedimento o di altri elementi idonei a incidere sull’utilità della pronuncia.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioQualificazione degli interventiPiani regolatori e variantiIstruttoria processuale
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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