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Ordinanza

Ordinanza n. 2379/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'annullamento previa sospensione Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: (i) della determinazione dirigenziale prot. n. 116263/2024 di Roma Capitale del 1° ottobre 2024, comunicata via PEC in data 23 ottobre 2024, con cui il Municipio XII di Roma Capitale ha ordinato la demolizione di opere realizzate in Via Luigi Zambarelli 35-37; (ii) della comunicazione di avvio del procedimento di annullamento in autotutela ex art. 21-nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241, della SCIA Prot. CQ93760 del 19 ottobre 2023, trasmessa il 19 agosto 2024 dal Municipio XII di Roma Capitale; (iii) della determina dirigenziale n. 1189 del 10 luglio 2024 di Roma Capitale di avvio del procedimento di Disciplina edilizia e sospensione di ogni attività in via Zambarelli n. 35, notificato alla GEC S.r.l. (in qualità di affittuario) e alla SFB S.p.A (in qualità di proprietario); (iv) della nota del Municipio XII prot. 106751 del 25 settembre 2024 di comunicazione dell’avvio del procedimento di divieto prosecuzione attività somministrazione alimenti e bevande notificato alla GEC S.r.l.; (v) di ogni altro atto precedente, successivo e/o comunque connesso o conseguente, ancorché non conosciuto. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da “Sfb” S.p.a. il 14.1.2025: per l’accertamento (i) del provvedimento di condono edilizio formatosi tacitamente a seguito della istanza di condono edilizio trasmessa dalla ricorrente il 7 dicembre 2004, concernente il mutamento di destinazione d’uso di locali siti in Roma, Via Luigi Zambarelli, n. 35; nonché per la declaratoria della inefficacia e, in ogni caso, per l’annullamento, (i) della determinazione dirigenziale QI/196108/2024 adottata in data 8 ottobre 2024, e notificata il successivo 30 ottobre, con nota prot. n. 213096, recante diniego dell’istanza di condono edilizio trasmessa il 7 dicembre 2004, concernente il mutamento di destinazione d’uso di locali siti in Roma, Via Luigi Zambarelli, n. 35; (ii) della comunicazione di preavviso di rigetto della predetta istanza adottata da Roma Capitale con nota n. QI/2015/11772 in data 26 gennaio 2015; (iii) di ogni altro atto precedente, successivo e/o comunque connesso o conseguente, ancorché non conosciuto. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da “Sfb” s.r.l. il 5.2.2025: per l’annullamento, (i) della determinazione dirigenziale rep. CQ/2263/2024 del 10 dicembre 2024, notificata in successiva data del 18 dicembre 2024, adottata da Roma Capitale con nota prot. n. 138212/2024, recante annullamento in parte qua della determinazione dirigenziale prot. n. 116263 del 15 ottobre 2024 di ingiunzione a rimuovere o demolire l’opera abusiva realizzata in via Luigi Zambarelli; (ii) della determinazione dirigenziale rep. CQ/2384/2024 del 30 dicembre 2024, notificata in successiva data del 2 gennaio 2025, adottata da Roma Capitale, con nota prot. n. 148398 recante la reiezione in autotutela della SCIA prot. n. 114746 del 19 ottobre 2023 per l’immobile a destinazione d’uso commerciale in via Luigi Zambarelli; (iii) di ogni altro atto precedente, successivo e/o comunque connesso o conseguente, ancorché non conosciuto. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da “Sfb” s.p.a. il 23.10.2025: per l’accertamento della nullità e/o per l’annullamento (i) della comunicazione prot. 90721 del 31 luglio 2025, notificata in data 19 agosto 2025, con cui Roma Capitale ha messo in mora la ricorrente, in qualità di proprietaria, per il pagamento dovuto a causa dell’ingiustificato arricchimento derivato dall’occupazione di suolo pubblico nell’area dell’immobile di via Zambarelli, 35 -37, di sua proprietà

Giustizia amministrativa202411374

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza di condono edilizio relativa al mutamento di destinazione d’uso di locali da magazzino a commerciale, nonché gli ulteriori atti comunali relativi alla demolizione, all’autotutela sulla SCIA, alla disciplina edilizia e all’occupazione di suolo pubblico

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società proprietaria ha impugnato, con il ricorso introduttivo e successivi motivi aggiunti, gli atti con cui Roma Capitale ha ordinato la demolizione di opere realizzate nell’immobile di via Luigi Zambarelli, avviato il procedimento di annullamento in autotutela della SCIA, disposto l’avvio del procedimento di disciplina edilizia e la sospensione delle attività, avviato il procedimento di divieto di prosecuzione dell’attività di somministrazione, respinto l’istanza di condono edilizio presentata nel 2004, annullato parzialmente l’ingiunzione di demolizione, respinto in autotutela la SCIA e messo in mora la proprietaria per il pagamento connesso all’occupazione di suolo pubblico. Ai fini istruttori, il Collegio ha rilevato che il diniego di condono appare fondato sulla ritenuta ultimazione tardiva dell’abuso, costituito dal mutamento di destinazione d’uso senza opere da magazzino a commerciale, desunta dalla data di fine lavori indicata nella DIA del 13 gennaio 2005. La correttezza di tale ricostruzione non risultava tuttavia sufficientemente acclarata sulla base degli atti disponibili.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio nel merito. Ha disposto, ai sensi dell’art. 64, comma 3, c.p.a., l’acquisizione della domanda di condono edilizio completa degli elaborati grafici e dell’eventuale documentazione fotografica, nonché della DIA prot. n. 1657/2005. L’incombente è stato posto a carico di ciascuna delle parti per quanto di rispettiva competenza, entro 30 giorni dalla comunicazione amministrativa dell’ordinanza. Il Collegio ha precisato che l’eventuale inadempimento sarà valutato ai sensi dell’art. 64, comma 4, c.p.a. La trattazione del merito è stata rinviata all’udienza pubblica del 26 maggio 2026.

Norme richiamate

  • art. 64, comma 3, c.p.a.

    acquisizione agli atti della domanda di condono prot. n. 0/540691 completa di elaborati grafici ed eventuale documentazione fotografica a corredo, nonché della DIA prot. n. 1657/2005

    Consente al giudice amministrativo di disporre d’ufficio gli incombenti istruttori necessari per chiarire i fatti rilevanti ai fini della decisione.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    l’inadempimento alla stessa costituirà circostanza che il Collegio valuterà ai fini di cui al comma quarto dell’art. 64 cit.

    L’inottemperanza all’ordine istruttorio può essere valutata dal giudice ai fini della decisione secondo le conseguenze previste dalla norma.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    comunicazione di avvio del procedimento di annullamento in autotutela ex art. 21-nonies

    È richiamato quale base normativa del procedimento comunale di annullamento in autotutela della SCIA; l’ordinanza non ne esamina nel merito i presupposti.

  • l. 326/2003

    termine previsto dalla legge n. 326/2003 per ammettere a sanatoria gli abusi edilizi ivi contemplati

    È richiamata in relazione al termine entro il quale dovevano essere completate le opere abusive per poter accedere al condono; la verifica della data effettiva di ultimazione è demandata all’istruttoria.

Massime di principio

  • Quando il diniego di condono edilizio dipende dalla ritenuta ultimazione dell’abuso oltre il termine fissato dalla normativa di sanatoria e tale circostanza è desunta da documentazione non ancora acquisita o non sufficientemente verificata, il giudice può disporre d’ufficio l’acquisizione degli atti necessari a ricostruire la data effettiva di completamento delle opere.
  • Nel giudizio amministrativo, l’ordine di acquisizione istruttoria può essere rivolto alle parti per quanto di rispettiva competenza, con fissazione di un termine e avvertimento che l’inottemperanza sarà valutata ai sensi dell’art. 64, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutelaIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoAutotutela decisoria

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