Sentenza n. 275/2026 - Venezia, Sezione 4
per l'ottemperanza della sentenza n.-OMISSIS-, pubblicata in data 24/05/2024, emessa dal Tribunale di -OMISSIS- – Sez. Lavoro
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza definitiva del giudice del lavoro che riconosceva il beneficio della Carta elettronica per complessivi 1.500 euro, oltre accessori
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza definitiva del Tribunale ordinario – Sezione lavoro, con la quale era stato accertato il suo diritto al beneficio economico di 500 euro annui per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, mediante accredito sulla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, oltre alla maggiore somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria dalla maturazione del diritto all'accredito sino all'attribuzione effettiva. Il ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato anche dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva. Ha provato il passaggio in giudicato della pronuncia e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell'amministrazione, previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo ammissibile la domanda perché risultavano provati il passaggio in giudicato della sentenza da eseguire e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Nel merito, dalla documentazione prodotta non risultava che il Ministero avesse adempiuto alle obbligazioni derivanti dal titolo giudiziale. Il Tribunale ha quindi ordinato all'amministrazione di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per il caso di inutile decorso del termine, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore della Direzione generale competente del Ministero, con facoltà di delega e autorizzazione alla subdelega, prevedendo l'attivazione su istanza del ricorrente e l'adempimento commissariale entro l'ulteriore termine di 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell'Amministrazione
La previa osservanza del termine dilatorio di 120 giorni costituisce requisito di ammissibilità dell'azione esecutiva nei confronti dell'amministrazione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003
È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679
Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. n. 196/2003, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza a un giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario è ammissibile quando il ricorrente dimostri il passaggio in giudicato del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell'amministrazione, previsto per l'esecuzione coattiva nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
- Quando la documentazione processuale non dimostra l'adempimento dell'amministrazione alle obbligazioni derivanti dal giudicato, il giudice amministrativo deve ordinare l'esecuzione del titolo entro un termine assegnato e può nominare un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- La nomina del commissario ad acta può essere subordinata a un'istanza della parte interessata dopo l'inutile scadenza del termine assegnato all'amministrazione, prevedendo un ulteriore termine per l'adempimento sostitutivo.
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