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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39803/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava per vizio di motivazione l'attribuzione della qualifica di "amministratore di fatto" della Hidrangea s.r.l., contestando che la Corte d'appello si fosse limitata a valorizzare dati neutri (i rapporti con il commercialista e il contatto con il curatore) senza fornire adeguata motivazione sul concreto esercizio dei poteri gestori.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e manifestamente infondato. La Corte di legittimità ha ritenuto che l'esame congiunto delle motivazioni di primo e secondo grado formasse un quadro argomentativo adeguato: le dichiarazioni del commercialista Franchi (che indicò Prestinari come unico interlocutore per la gestione), la convocazione da parte del curatore e il comportamento del ricorrente hanno costituito elementi sintomatici dell'esercizio continuativo e significativo di poteri gestori. Di conseguenza la qualifica di amministratore di fatto è stata ritenuta provata e la condanna confermata; il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, legge n. 176 del 2020

    art. 23, comma 8 legge n. 176 del 2020

    richiamata in relazione alla modalità di trattazione dei ricorsi (trattazione senza intervento delle parti); la Corte ha applicato la procedura semplificata prevista dalla norma

  • art. 444 cod. proc. pen.

    richiamato per segnalare che l'amministratrice di diritto (Millan Frontado) ha definito la propria posizione ai sensi di questa norma; nel contesto significa che la posizione è stata formalmente chiarita/definita con la procedura prevista

  • art. 2639 cod. civ.

    la nozione di "amministratore di fatto" richiede l'esercizio in modo continuativo e significativo dei poteri tipici della funzione; non è necessario esercitare tutti i poteri, ma va dimostrata un'apprezzabile attività gestionale non episodica

  • giurisprudenza: Sez. 5, n. 35346 del 20/06/2013 (Tarantino, Rv. 256534)

    Sez. 5, n. 35346 del 20/06/2013, Tarantino, Rv. 256534

    richiamata come principio secondo cui l'accertamento della posizione di amministratore di fatto si fonda su elementi sintomatici di inserimento organico con funzioni direttive e che la valutazione di fatto è insindacabile in sede di legittimità se sorretta da motivazione congrua e logica

Massime di principio

  • Per qualificare una persona come "amministratore di fatto" è necessario dimostrare l'esercizio continuativo e significativo di poteri gestori: non serve aver esercitato tutti i poteri formali, ma va provata un'attività direzionale non occasionale.
  • Dichiarazioni di professionisti legati alla società (es. commercialista) e comportamenti del terzo (es. essere l'interlocutore unico, rispondere alle convocazioni del curatore) costituiscono elementi sintomatici rilevanti per l'attribuzione della qualità di amministratore di fatto.
  • La motivazione della sentenza deve essere congrua e priva di contraddizioni: ove ciò sussista, le valutazioni di fatto del giudice di merito sono insindacabili in Cassazione.
  • In situazioni simili, il resistente (accusa) può combinare elementi indiretti e comportamentali per provare la posizione di fatto; il ricorrente deve documentare la episodicità o l'assenza di poteri gestori reali (es. atti formali che delegano compiti, attestazioni contrarie, corrispondenza che dimostri ruolo limitato).
  • Contestare la motivazione richiede indicare specifiche omissioni o illogicità nella ricostruzione fattuale: argomentazioni generiche o la mera rilevazione che alcune prove sono "neutre" difficilmente bastano a ribaltare la valutazione del merito.
  • Le impugnazioni ritenute manifestamente infondate possono comportare condanne alle spese e somme a carico del ricorrente (es. versamento alla Cassa delle ammende).

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