Sentenza del 31/08/2022 n. 25559 - Corte di Cassazione
Riscossione - Beneficium excusiossionis del socio di s.n.c. - L'amministrazione deve provare l'insufficienza del patrimonio sociale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione della cartella esattoriale notificata al socio in qualità di coobbligato solidale per debiti tributari della s.n.c.; il ricorrente eccepiva la violazione del beneficium excussionis (art. 2304 c.c.) perché non era stato esperito un reale e preventivo tentativo di escussione del patrimonio sociale. Inoltre il socio deduceva di essersi receduto dalla società prima della formazione del debito e censurava l'idoneità della prova prodotta dall'Amministrazione (verbale di pignoramento presso terzi negativo) a dimostrare l'incapienza del patrimonio sociale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso (per i motivi 2°, 3° e 4°), affermando il principio che, quando il socio di una s.n.c. impugni la cartella deducendo la violazione del beneficio di preventiva escussione, l'Amministrazione deve provare l'insufficienza, totale o parziale, del patrimonio sociale. La sola produzione di un verbale di pignoramento presso terzi con esito negativo (presso un istituto bancario) è inidonea a provare l'incapienza del patrimonio sociale. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa decisa nel merito con accoglimento dell'originario ricorso del contribuente; l'Amministrazione è stata condannata al pagamento delle spese di Cassazione (liquidate) e compensate le spese dei gradi di merito.
Norme richiamate
art. 2304 c.c.
Disciplina il beneficium excussionis per le società di persone: il socio può invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale. La Corte interpreta la norma nel senso che l'Amministrazione creditrice ha l'onere di provare l'insufficienza del patrimonio sociale prima di agire direttamente sul socio.
art. 2290 c.c.
Prevede la responsabilità solidale dei soci delle società di persone per le obbligazioni sociali; la Corte conferma che tale responsabilità è caratterizzata da sussidiarietà rispetto al patrimonio sociale e quindi compatibile con il beneficium excussionis.
art. 2217 c.c.
Norma richiamata dal ricorrente in relazione al momento di formazione del debito (approvazione del rendiconto/bilancio) per sostenere che il debito tributario sarebbe sorto dopo il suo recesso; la Corte rileva questioni relative al momento di insorgenza dell'obbligazione tributaria ma decide sul profilo probatorio dell'escussione.
D.Lgs. n. 546/1992, art. 2, comma 2
Richiamata in relazione alla natura esecutiva della cartella di pagamento; la Corte tuttavia ammette che il socio può contestare la cartella eccependo la violazione del beneficium excussionis e che l'Amministrazione deve dimostrare l'incapienza del patrimonio sociale anche nell'ambito dell'impugnazione della cartella.
Giurisprudenza: Cass. Sez. U., sent. n. 28709/2020
Principio consolidato secondo cui, in caso di impugnazione della cartella da parte del socio per violazione del beneficio di preventiva escussione, l'Amministrazione ha l'onere di provare l'insufficienza del patrimonio sociale; la presente pronuncia dà continuità a tale principio.
Massime di principio
- Il socio di una s.n.c. può impugnare la cartella di pagamento eccependo la violazione del beneficium excussionis: non è necessario attendere la fase esecutiva per far valere tale eccezione.
- L'onere probatorio di dimostrare l'incapienza del patrimonio sociale grava sull'Amministrazione/creditore: mancando tale prova, il ricorso del socio deve essere accolto.
- Un singolo verbale di pignoramento presso terzi con esito negativo (es. presso una banca) non costituisce prova sufficiente dell'incapacità del patrimonio sociale: il creditore deve fornire elementi più completi e specifici sull'effettiva insufficienza dei beni sociali.
- La responsabilità solidale del socio (art. 2290 c.c.) è sussidiaria rispetto al patrimonio sociale; pertanto va sempre valutata la preventiva escussione della società prima di aggredire il patrimonio del singolo socio.
- In casi simili l'Amministrazione dovrebbe raccogliere e produrre prove articolate dell'incapienza (per esempio inventari, elenchi di beni sociali, accertamenti su rapporti patrimoniali non bancari, tentativi esecutivi multipli e puntuali) per superare l'onere probatorio richiesto.
- Il momento di sorgere del debito tributario (dichiarazione, approvazione bilancio, ecc.) può incidere sulla posizione del socio receduto, ma la valutazione dipende dagli specifici elementi probatori relativi alla genesi dell'obbligazione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 31 ago 2022Sentenza del 31/08/2022 n. 1007 - Comm. Trib. Reg. per le Marche
- Sentenza · 31 ago 2022Sentenza del 31/08/2022 n. 25549 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 31 ago 2022Sentenza del 31/08/2022 n. 25557 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 31 ago 2022Sentenza del 31/08/2022 n. 25558 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 31 ago 2022Sentenza del 31/08/2022 n. 25560 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 31 ago 2022Sentenza del 31/08/2022 n. 25561 - Corte di Cassazione
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →