Sentenza del 22/11/2018 n. 79 - Comm. Trib. Prov. Aosta
Principio del contraddittorio - obbligatorietà generalizzata - insussistenza. 2. Società di comodo - rischio imprenditoriale - cause di disapplicazione/esclusione della disciplina - insussistenza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente sosteneva, da un lato, che l'atto fosse invalido per la mancata instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale e, dall'altro, che le difficoltà economiche e operative incontrate nell'esercizio dell'attività costituissero una causa idonea a escludere o disapplicare la disciplina delle società di comodo. La decisione ha escluso sia l'esistenza di un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo, sia la rilevanza delle ordinarie difficoltà riconducibili al rischio imprenditoriale.
La decisione
Il ricorso è stato respinto. È stato affermato che, in materia tributaria, il contraddittorio endoprocedimentale è obbligatorio soltanto nei casi previsti espressamente dalla legge o per il recupero diretto di tributi armonizzati. In quest'ultima ipotesi, comunque, il contribuente deve indicare concretamente quali difese avrebbe potuto svolgere se fosse stato previamente ascoltato. È stata inoltre negata la disapplicazione della disciplina sulle società di comodo, poiché le difficoltà imprenditoriali ordinarie rientrano nel rischio d'impresa e non integrano, di per sé, cause oggettive di esclusione.
Norme richiamate
Art. 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724
Disciplina delle cosiddette società di comodo
La disciplina può essere disapplicata solo in presenza di situazioni oggettive e specifiche che abbiano impedito il conseguimento dei ricavi o dei redditi minimi richiesti; le generiche difficoltà dell'attività e il rischio imprenditoriale non sono sufficienti.
Principio del contraddittorio endoprocedimentale in materia tributaria
Non esiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo sanzionato con l'invalidità dell'atto. L'obbligo opera nei casi espressamente previsti dalla legge e, secondo i principi affermati dalla giurisprudenza, per il recupero diretto di tributi armonizzati, purché il contribuente dimostri concretamente quali argomenti difensivi avrebbe fatto valere.
Cass. SS.UU. n. 24823/2015
Richiamata per il principio secondo cui non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale in materia tributaria.
Cass. ord. n. 21767/2018
Richiamata a conferma dei limiti dell'obbligo di contraddittorio e dell'onere del contribuente di indicare le ragioni difensive concretamente proponibili.
Cass. nn. 8019/2016 e 15837/2017
Richiamate in relazione alla necessità di verificare, nei casi in cui il contraddittorio sia dovuto, la concreta rilevanza delle difese che il contribuente avrebbe potuto presentare.
Cass. n. 24912/2008
Richiamata per escludere che le difficoltà riconducibili al normale rischio imprenditoriale costituiscano, da sole, una causa di disapplicazione della disciplina delle società di comodo.
Massime di principio
- La mancata instaurazione del contraddittorio preventivo non rende automaticamente nullo o annullabile l'atto tributario: occorre verificare se esista una specifica previsione normativa o se si tratti di tributi armonizzati.
- Quando il contraddittorio è dovuto, il contribuente deve allegare e dimostrare quali contestazioni, documenti o elementi concreti avrebbe presentato; non è sufficiente invocare in modo astratto la violazione del diritto di difesa.
- Per ottenere la disapplicazione della disciplina sulle società di comodo è necessario provare circostanze oggettive, straordinarie e non imputabili alla società che abbiano impedito il raggiungimento dei ricavi o dei redditi minimi.
- Le perdite, la scarsa redditività, la contrazione della domanda o altre difficoltà normalmente connesse alla gestione d'impresa rientrano, di regola, nel rischio imprenditoriale e non bastano a escludere la disciplina.
- La società deve documentare specificamente le cause impeditive e dimostrare il loro nesso diretto con l'impossibilità di superare i parametri previsti dalla normativa.
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