Cassazione Penale, Sentenza n. 43650/2023 del 27/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava il diniego di concessione di permesso premio (richiesta del 22/09/2021). Il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato il reclamo valorizzando una nota del DNA (10/01/2022) che, pur riconoscendo il contributo conoscitivo del Nunziato, segnalava numerose violazioni commesse mentre era agli arresti domiciliari e la condanna per evasione; richiamava inoltre informative e segnalazioni (SCP 2018-2019) su violazioni del programma di protezione e denunce riferite al ricorrente. Per tali elementi il Tribunale ritenne non sufficientemente manifesto il ravvedimento e necessario un congruo periodo di osservazione in carcere. In Cassazione la difesa deduceva violazione di legge e illogicità della motivazione per non aver adeguatamente considerato il percorso intramurario (relazione di sintesi 2019-2021) e la nota della DDA di Napoli che attestava l'interruzione dei contatti con la criminalità.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia correttamente applicato i principi di legge (art. 30-ter l. 354/1975 e art. 16-nonies d.l. 8/1991), abbia valutato compiutamente la relazione di sintesi del carcere e la nota della DDA di Napoli, ma abbia legittimamente dato più peso alle precedenti violazioni extra-carcerarie e alla necessità di un ulteriore periodo di osservazione per formulare una prognosi di assenza di pericolosità sociale. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 30-ter, legge 26 luglio 1975, n. 354
Il primo comma prevede che ai condannati che abbiano tenuto regolare condotta e che non risultano socialmente pericolosi il magistrato di sorveglianza può concedere permessi premio; il comma 8 specifica che la condotta si considera regolare quando i soggetti "hanno manifestato costante senso di responsabilità e correttezza nel comportamento personale, nelle attività organizzate negli istituti e nelle eventuali attività lavorative o culturali"
La norma richiede la verifica di regolare condotta, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso rispetto al trattamento; la valutazione del giudice di sorveglianza è ampia e discrezionale e può tenere conto anche di comportamenti extra-carcerari pregressi che indicano insofferenza alle regole
art. 16-nonies, d.l. n. 8 del 1991
Richiamato come criterio normativo relativo alla valutazione dei collaboratori e alle misure di trattamento: la Corte rileva che l'applicazione e la valutazione di tali disposizioni devono essere motivate e possono giustificare un periodo aggiuntivo di osservazione per verificare la stabilità del ravvedimento
Corte costituzionale, sentenza n. 504 del 1995 (principio giurisprudenziale)
Richiamata per il principio che i permessi premio hanno funzione pedagogico-propulsiva e premiale, parte integrante del trattamento; conferma la natura finalistica del beneficio e la necessità di valutare la compatibilità del permesso con il percorso rieducativo
Massime di principio
- La concessione dei permessi premio richiede una valutazione complessiva: regolare condotta, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso rispetto al trattamento; il giudice ha ampia discrezionalità ma deve motivare la decisione
- Anche se esistono documenti positivi sul percorso intramurario (relazioni del carcere, certificati della DDA), il Tribunale può legittimamente valorizzare eventi extracarcerari (violazioni del programma di protezione, condanne per evasione) se indicativi di persistenza di rischio
- Per i collaboratori di giustizia la valutazione della "scelta collaborativa" e del ravvedimento richiede che il cambiamento sia manifestamente stabile: decisioni recenti o documenti favorevoli non sempre bastano se sussistono comportamenti contrari che suggeriscono necessità di osservazione aggiuntiva
- In casi simili conviene documentare in modo esauriente il percorso post-arresto (rapporti aggiornati del carcere, attestazioni della DDA sulla cessazione dei contatti criminali, spiegazioni sulle violazioni pregresse) e proporre misure intermedie di controllo o cronoprogrammi per dimostrare la stabilità del ravvedimento
- La motivazione del giudice deve essere ampia e congrua: critiche formali alla decisione sono efficaci solo se dimostrano che elementi positivi rilevanti non sono stati considerati o che la valutazione è manifestamente illogica o contraddittoria
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